HOME PAGE | CONTATTI | COMUNICATI STAMPA | ACQUISTA LE PUBBLICAZIONI | SCHEDA GIORNALISTA

8 Gennaio 2010

VETRIOLO, ADDIO!

Archiviato in: Moda, Vetriolo — cristiana @ 12:45

Carissimi lettori,
buon anno! No, facendo i dovuti scongiuri, non sono morto e nemmeno scivolato lungo lo scalone del prepensionamento. Volevo solo salutarvi (alla mia maniera) perchè, questo è l’ultimo vetriolo che firmo. Desidero innanzi tutto ringraziare l’editore e il direttore, Cristiana Schieppati, che in questi anni mi hanno dato la libertà assoluta di scrivere le mie note semi serie di costume. Colgo l’occasione per ricordare con grande affetto e stima anche Paola Berti, grande professionista che ebbe l’ardire di proporre il sottoscritto per la cura di questa rubrica. E naturalmente abbraccio virtualmente ma con reale riconoscenza, tutti voi che mi avete letto, seguito e criticato. Quando ho iniziato a collaborare con il Chi è Chi – correva il 2001- il giornalismo on line era un’entità oscura e misteriosa: faceva quasi paura come tutto ciò che non si conosce. Chi scriveva sul web aveva tutto da “perdere”. Ma la sfida mi sembrava interessante. E col supporto di Cristiana l’ho affrontata con entusiasmo. Oggi tutti hanno un blog, chiunque dice la sua e la moda va all’inseguimento del mondo virtuale che l’ha sorpassata alla grande. Anche per questo, sento la necessità di fermarmi, fare il punto della situazione e misurarmi con nuove sfide. Un momento come questo, credo che lo imponga.
Ancora buon anno nuovo e soprattutto, un’ ottima vita nuova a tutti.

Gianluca Lo Vetro

22 Dicembre 2009

IMPACCHETTAMENTI DI NATALE

Archiviato in: Moda, Vetriolo — cristiana @ 1:13

Osservazioni/1
Si osserva Milano paralizzata sotto una coltre di neve: cristallizzata in un paesaggio da presepe. E si pensa: “questa calamità sembra quasi un rimedio naturale alla frenesia natalizia e al clima infuocato che si è acceso dopo l’attentato a Berlusconi”.
La paralisi della città e della corsa caotica agli acquisti rallenterà i ritmi ma servirà anche a dimostrare che una cena saltata o un regalo non consegnato, sono dei problemi relativi. Nel frattempo, la neve, quantomeno visivamente, ha congelato i toni violenti della politica che riflettono gli umori inferociti della gente. Chissà? se cambierà qualcosa, quando si scioglierà il ghiaccio.

Osservazione/2
Si osserva il pacco regalo: scatolone di cartone, scatola di cartoncino, velina, nastri e fiocco. Involucri che finiscono subito nell’immondizia. “Che spreco! – viene da pensare. Una vera assurdità, in tempi di richiamo a consumi più intelligenti e rispettosi per l’ambiente”. D’altro canto, vogliamo rinunciare anche alla confezione regalo natalizia? Capperi! Carta e fiocchi non serviranno materialmente ma in termini emozionali hanno un loro perchè. La dialettica è piccola ma riflette il macro conflitto della nostra società a una svolta epocale: di fronte alla necessità di ridurre i consumi all’indispensabile ma non ancora pronta a rinunciare al superfluo. E in questa diatriba sembriamo ancora “impacchettati”.

Osservazione/3
La Lega invita a fare “più presepi e meno moschee”. Ottima la prima idea. Ma perchè trasformare anche la capanna col bambinello e l’asinello in uno strumento di giustapposizione? Almeno a Natale facciamoci un augurio universale. In un bigliettino della Fondazione San Zeno recita: “i cieli sono uguali…guardarli avvicina”. E allora, eleviamo il nostro punto di vista. Questo è il mio augurio per il 2010.

Gianluca Lo Vetro

17 Dicembre 2009

B. CHRISTMAS

Archiviato in: Moda, Vetriolo — cristiana @ 3:54

B. CHRISTMAS
L’ombra lunga del fattaccio accaduto a Berlusconi si allunga anche sulle cene prenatalizie, trasformandole in una sorta di “B. Christmas”.
Così, al party offerto al ristorante Gold da Dolce e Gabbana, in tanti si complimentavano con il direttore di Rolling Stone, Carlo Antonelli, per la geniale copertina del numero di dicembre in cui il Premier è dipinto come rock star dell’anno. “Quasi, quasi – aggiunge Antonelli – Silvio stava per fare anche una fine alla John Lennon”…

REGALI 1/
IN FACCIA AL NATALE

Sulle bancarelle di souvenir, vanno a ruba le statuette in resina (10 euro circa) come quella che ha ferito il Premier. Chissà, cosa spinge la gente a questa caccia del trofeo sanguinario? Probabilmente, diventerà “il” regalo di questo Natale. Speriamo, almeno, che non ci arrivi sui denti!
REGALI 2/
GABBANA: VOGLIA DI TENEREZZA

Per Natale, Stefano Gabbana si è regalato un cagnolino. La famiglia a quattro zampe dello stilista sale così, a tre esemplari: Dalì, Totò e Rosa (di colore nero).

Gianluca Lo Vetro

10 Dicembre 2009

IL NATALE DEI CORNUTI

Archiviato in: Moda, Vetriolo — cristiana @ 3:47

Dopo il Natale del viola (colore della transizione), sta arrivando quello del cerbiatto tra le nevi. Basta dare un’occhiata alle vetrine, da Harrods in giù, per rendersi conto che in queste festività un po’ a corto, si sono spenti i bagliori dell’oro, sostituiti da riposanti candori in bianco: sfondi ideali per l’eco tenerezza di Bambi.
Significherà qualcosa, oltre la fine degli orrendi Babbi Natale che gli scorsi anni penzolavano dalle finestre? Secondo la simbologia degli animali, il cerbiatto esprime bontà, delicatezza e pacifismo. Valori dei quali abbiamo tutti bisogno.
Attenzione però: l’animaletto significa anche “predestinazione al sacrificio” nella dura legge del più forte. Il che, lo rende ancora e più tragicamente simile a noi in tempi di vessazioni. Eh sì, nonostante la sua bontà, il cerbiattino deve pur sempre portarsi un bel paio di corna, poverino.

T(R)ITOLO
Dovrebbe intitolarsi “Stile”, la trasmissione della Rai alla quale sta lavorando Mariella Milani, inviata del Tg2, prossima alla pensione. Parafrasando Chanel: “Le mode passano, Mariella resta”.

Gianluca Lo Vetro

4 Dicembre 2009

KRIZIA: LA KOOP SEI TU

Archiviato in: Moda, Vetriolo — cristiana @ 1:35

Fedele alla generosa tradizione della maison, Krizia ha offerto il consueto concerto di Natale. Al termine dell’esibizione jazz, coup de theatre colto con l’accensione dell’albero-istallazione dell’artista Marco Nereo Rotelli. Quindi, immancabile buffet a base di panettone, castagnaccio, marron glacè e Krizia brut per il brindisi. In netto aumento le mani fameliche che hanno fatto scorte per il frigo di casa. Per abbreviare i tempi delle provviste, un signore non ha neanche trasferito i torroncini nel suo piattino: si è impossessato direttamente dell’intero piatto di portata. Nel frattempo, un’ospite previdente giunta con 2 sacchetti del supermarket vuoti, ne ha colmato uno coi mandarini (insieme alle foglie per le decorazioni della tavola), l’altro con le noci e qualche fetta di panettone, visto che c’era ancora tanto spazio. Il tutto, con la speranza di ottenere una bottiglia di Krizia brut tappata per il brindisi di Capodanno “come l’anno scorso”. Altro che “la Coop sei tu”… Colpa della crisi? Potrebbe essere. Ma non si può escludere che il costante aumento dell’età media degli invitati, li spinga ad essere sempre più voraci. Bisogna comprenderli: potrebbe essere il loro ultimo Natale…

LIBRI STR-ENNA MIUCCIA: “GIANLUIGI, MI HAI FATTO UN PO’ STRONZA”

Grande folla per la presentazione del libro di Gianluigi Paracchini, Vita Prada (ed. Baldini Castoldi Dalai). La biografia non autorizzata affresca la storia personale e professionale di Bertelli e della sua consorte, raccordandola alla società. (Impostazione prevedibile, visto che l’inviato del Corriere è un giornalista di costume, più che di moda.) Si scopre così, che l’incontro fatale fra Miuccia e Patrizio è avvenuto tra gli stand del Mipel: in un ben poco romantico inseguimento della signora a quel signore che copiava le sue borsette (il principio dialettico si vede dal mattino). Senza malizie e piaggerie, Paracchini analizza l’ascesa del marchio più iconico del made in Italy, interpretandone in termini di “(in)comunicabilità tra Bergman e Antonioni”, quella che in realtà è la sua stra-comunicazione.

PARA…

Chi cerca stoccate alla geniale Miuccia, deve leggerle fra le righe di una scrittura un po’ para…cula. Del tipo: “la frase ‘lo stile sono io’ alla maniera di Luigi XIV, lei non l’ha mai esplicitamente pronunciata”. Già: Paracchini è un giornalista troppo anglosassone per essere tranchant. Con ciò, oltre a un ampio spazio dedicato a Luna Rossa, l’autore non omette la complessa realtà economica della maison: “il debito con le banche – scrive – oggi è complessivamente di 1.204.800.000 euro. Di questi, 650 sono a carico della holding di famiglia (Patrizio Bertelli 35%, Miuccia Prada 32,2%, Marina Prada 15%, Alberto Prada 15%, il commercialista Marco Salomoni 2,8%) che controlla (94,89%) con Banca Intesa (5,11%) la società operativa Prada Spa, di cui Bertelli è amministratore delegato e sua moglie presidente, pur con gli stessi poteri. Sul gobbo della società operativa poggiano invece i rimanenti 554,8 milioni di debito”. Ma allora, visto l’indebitamento di Prada modello Alitalia, fino a che punto si può parlare di successo?

IL CONSENSO CHE VIENE A GALLA

Chicco Testa, amico di Miuccia intervenuto alla presentazione del libro, cerca di prendere le difese della maison, tirando in ballo la “questione patrimoniale” e sottolineando che “Prada continua a reinvestire ciò che guadagna”. (Beata maison che gode di tanto credito. Noi comuni mortali per avere il mutuo di un bilocale dobbiamo fare salti mortali.) “Fatto sta – conclude, scientifico, Paracchini – che i nodi verranno al pettine nel 2012”. Quando Prada dovrà onorare i prestiti, detti “bond” nell’elegante linguaggio finanziario. “E in tal senso – continua l’autore, citando Patrizio Bertelli – ci tocchiamo lì…”. Ma come ha commentato Miuccia Prada il libro? “Gianluigi, mi hai fatto un po’ stronza”, avrebbe detto la stilista a Paracchini. “E riferisco la parolaccia – conclude l’autore – perchè ormai è stata sdoganata da Fini”.

GIANFRANCO FERRE’. LEZIONI DI MODA: STUDENTI TROPPO MATURI

Calore, caldo e commozione nella sala sfilate di Ferrè, dove è stato presentato il libro di Maria Luisa Frisa, Gianfranco Ferrè. Lezioni di moda (ed. Marsilio). L’occasione ha fornito il destro a relatori come l’opinionista Giusy Ferrè, Daniela Puppa e Rita Airaghi, pr storica della maison GFF, per una serie di riflessioni sulla formazione delle figure professionali del settore. Roba di cui i giovani dovrebbero far tesoro. Peccato che nella sala sfilate, tra stampelle, protesi dentarie, schiene artritiche e teste calve (la nostra), scarseggiassero proprio i ragazzi: straordinario segno della fedeltà nutrita dal fashion people degli Anni ’80 nei confronti dell’architetto. Ma al tempo stesso, pericoloso campanello d’allarme sull’invecchiamento della memoria di Ferrè. Del resto, quando alla porta di simili eventi si chiede ancora l’invito e si controlla che il nome sia in lista, il giro è sempre quello. E provare ad allargarlo/rinfrescarlo su Facebook?

Gianluca Lo Vetro

25 Novembre 2009

NELLA NUOVA TV, C’E’ TRIPPA PER OGNI GATTO

Archiviato in: Moda, Vetriolo — cristiana @ 4:27

Grande trambusto nello showroom del gruppo Miroglio Vestebene: a porte chiuse e in assoluto segreto, si sta girando il numero 0 di un nuovo fashion-reality in programma su Italia1.
Secondo alcune indiscrezioni, la trasmissione sarebbe una sorta di Brutto anatroccolo per donne conformate. (Il che spiegherebbe la partnership col gruppo Miroglio che produce le linee di taglie morbide Elena Mirò e Per te by Krizia.)
In un centro commerciale sono state selezionate signore e signorine grandi curve con un sogno nel cassetto che – carramba che sorpresa! – verrà puntualmente concretizzato dallo show. Tra queste, chi ambiva alla passerella è stata soddisfatta, calcando (insieme a modelle professioniste) la pedana di Elena Mirò perfettamente ricostruita con tanto di porta girevole, come nell’edizione di febbraio di Milano Moda Donna.

Gianluca Lo Vetro

23 Novembre 2009

BEYONCÈ: TOP SHOPPING

Archiviato in: Moda, Vetriolo — cristiana @ 1:52

La vedete quella signorina laggiù, tutta sfuocata? È Beyoncé che alle 5 del sabato pomeriggio in cui Londra ha acceso le vetrine natalizie, è piombata a sorpresa da Top Shop. Per dare “un’occhiatina” a un paio di shorts in paillette argentate. Sta di fatto, che l’apparizione della pop star – già testimonial del profumo Diamonds di Emporio Armani – ha scatenato un putiferio. Nonostante i capelli sporchicci e raccolti in qualche modo come una qualunque inglese un po’ sciatta, Beyoncé issata su tacchi a spillo, inguainata in fuseaux fantasia e con gli immancabili occhiali neri, è stata presa d’assalto da orde di ragazzine. “Fortunatamente” c’era un vero e proprio girotondo di bodyguard che ha tenuto a prudente distanza la folla, impedendo peraltro di scattare fotografie coi telefonini. Segno dei tempi low cost? O astuta comparsata per animare il saturday afternoon shopping?

SHOPPING CARPET

Certo, l’irruzione di una celebrità in negozio nelle ore di punta, potrebbe essere una nuova frontiera del marketing, decisamente più “reality” del tappeto rosso. Roba da ribattezzare “shopping carpet”. Ma non si può nemmeno escludere un’irruzione un po’ spericolata e balzana. Qui a Londra Beyoncé è famosa per certi colpi di testa. “Tempo fa – ricorda Géraldine Gilles, una sua fan che ci ha gentilmente fornito la foto pubblicata sopra – alloggiava al Mandarin Oriental Hyde Park Hotel. Ma per andare da Harrods che sta proprio di fronte, sull’altro lato della strada, chiese comunque un autista”. Praticamente, l’auto fece solo un’inversione a U da un marciapiede all’altro. IL TRONESSO DI ABERCROMBIE Tra i giovani con la “tartaruga” imperversa una nuova icona di riferimento professionale: il commesso di Abercrombie che serve con la camicia slacciata sul petto nudo e scolpito. Grazie anche a questa trovata, il punto vendita della nota insegna americana appena aperto in centro a Milano, registra ogni giorno code interminabili di ragazzine. Al termine dello shopping, le clienti frementi posano sull’uscio dello store per una foto ricordo con uno degli aitanti addetti alle vendite. E voilà! L’impero immaginifico dei tronisti vacilla. E lo status del commesso ascende a quello del “tronesso”, divenendo ambiziosa meta (da avere o essere). Ma chi va in estasi per questa furbata, per questioni anagrafiche non sa che i baristi dello Studio 54 servivano da bere ben più nudi. Al cliente non far sapere quanto è bono il commesso da vedere.

Gianluca Lo Vetro

19 Novembre 2009

THE CALL: ALBA COSCIA LUNGA PER LA P LUNGA?

Archiviato in: Moda, Vetriolo — cristiana @ 3:32

Sorpresa! A Londra, al lancio del calendario Pirelli 2010 realizzato in Brasile dal provocatorio fotografo Terry Richardson, sbarca Alba Parietti. La coscia lunga della sinistra sara’ la prossima protagonista del segnatempo con la P Lunga? “Tranquilli – risponde – no!” Nel frattempo, si apre il dibattito sul lavoro del mago dei click impudici, noto per i suoi nudi fin troppo espliciti. A dire il vero, in questo calendario sembrano quasi epurati, rispetto alla sua media vietatissima ai minori. Forse, la Pirelli gli ha dato una calmatina, nel timore che le immagini troppo ose’ venissero censurate dai media.

REALITY NUDE Fatto sta, che quest’opera segna il ritorno a un nudo più immediato e a un linguaggio piu semplice, meno concettuale. Vogliamo chiamarlo “reality”? Del resto se The Call deve segnare i tempi anche in termini di costume, siamo o non siamo nell’era del Grande Fratello? Vogliamo dirla in termini filosofici? Con Obama si e’ aperta la fase storica del “get real”. E anche per il nudo da calendario sembra giunto il momento del ritorno alle origini più adamitiche: meno concettuali e più camionabili ( nel senso di camionista). Non a caso, Richardson oltre ad essere un iper reliasta dell’anatomia, e’ stato anche uno dei primi ritrattisti di Obama in maniche di camicia.

Gianluca Lo Vetro

5 Novembre 2009

LA SOSTENIBILE LEGGEREZZA DELLA MODA

Archiviato in: Moda, Vetriolo — cristiana @ 12:16

Incalzano i press day primavera-estate 2010, dove finalmente si tocca con mano il prodotto. La vera tendenza? Più funzionale che estetica. Fa testo l’impermeabile doppiopetto di 010109 Allegri in seta paracadute che può raggiungere i 280 grammi. Mentre, Moncler si prepara a lanciare i giubbotti di piumino iniettato, tanto inconsistenti da essere infilati sotto – e non sopra – la giacca.
Come dire? Vere rivoluzioni di stile, degne di nota. Altro che insostenibile leggerezza dell’essere!

DIESEL SFILA A BERLINO?
Anche Diesel si prepara a scendere in passerella per sfilare. Ma attendibili voci interne smentiscono categoricamente che il marchio di Renzo Rosso possa entrare nel calendario di Milano Moda Donna. Le piazze deputate, semmai, sarebbero altre due: New York, dove sfila già Diesel Black Gold, o Berlino che con la sua dimensione underground è la cornice ideale per il brand che ha scippato la leadership del denim all’America.

T(R)ITOLO
Posto sotto sequestro l’hotel Sixty di Riccione per questioni edilizie.

27 Ottobre 2009

ROBE DA TURCHI

Archiviato in: Moda, Vetriolo — cristiana @ 12:47

Anche la Turchia è entrata nel calendario delle sfilate internazionali con la sua 3 giorni di passerelle a Istanbul (23-25 ottobre). In pedana, una serie di griffe locali nobilitate dai defilé di ospiti d’onore made in Italy come Cavalli, Ferragamo, Ferrè e Missoni.
L’operazione suggerisce almeno un paio di riflessioni:
1. Le sfilate sono un business sul quale tutti gli Stati stanno cercando di allungare le mani.
2. Le firme italiane, abitualmente invitate per accreditare le varie fashion week (vedi anche quella di Berlino), restano i punti di riferimento dello stile internazionale. Nonché, le principali attrattive in fatto di moda, usate come specchietto per le allodole, quando si intende lanciare una manifestazione.
Peccato che a non far tesoro di questa straordinaria risorsa, sia proprio la cosa pubblica italiana. Robe da turchi!

MILANO: PIU’ FASHION CHE DESIGN
Ma che freddo! al Milano design in the city. E non solo perchè la manifestazione che anticipa il Salone del Mobile (14-19 aprile 2010) si è aperta in una notte gelida (22 ottobre). Nei negozi di arredamento che hanno anticipato un assaggio delle collezioni da lanciare alla fiera, non si è vista tanta gente. Sicuramente meno di quella che affollava le strade durante la Fashion Night: analoga iniziativa del mondo della moda, organizzata lo scorso settembre. Vero: Milano design in the city si è spalmata nell’arco di 4 giorni, anziché in una one-night. Per giunta non è stata reclamizzata come la manifestazione gemella di stile.
Ma tant’è: forse la massa continua a nutrire un interesse superiore per il fashion. Motivo in più per riflettere sui costi alti che invece frenano gli acquisti al dettaglio.

LOVE DESIGN: A DESIGN DONATO…
Anche il design ha il suo Convivio: il mercatone Love Design a sostegno dell’Airc che si è inaugurato il 22 ottobre al PAC di Milano. A differenza degli stilisti che alla mostra-mercato per l’Anlaids offrono collezioni di capi e accessori assortite con generosità di pezzi, le insegne del mobile sono state di manica più stretta. (Anche se a caval donato non si dovrebbe guardare in bocca.)
E comunque, consoliamoci: i 22 ragazzi dell’Interstand service che organizzava il servizio d’ordine, hanno lavorato gratuitamente. Segno che possiamo sperare nel futuro.

GAMBERETTI, CHE “PALLE”!
Al cocktail inaugurale della mostra Love Design tra un ottimo prosciutto al coltello e un delizioso risotto giallo, hanno servito dei gamberetti contenuti in piccole sfere di plastica trasparente, come le biglie con la sorpresa che si acquistavano per 100 lire ai distributori delle cicche.
Manco a dirlo, ognuna di questi simpatici gadget, conteneva un solo crostaceo. Roba che per costituire l’equivalente di una portata minima, dovevi aprire almeno una decina di sfere. Che palle!

Gianluca Lo Vetro

19 Ottobre 2009

DESIGN IN THE CITY: LA “PUGNALATA” DI PACIOTTI.

Archiviato in: Moda, Vetriolo — cristiana @ 9:40

A questo giro, “il mobile” – eletto dalla moda modello di riferimento della mondanità democratica – arriva dopo.
A circa un mese dalla Fashion Night organizzata lo scorso settembre da Vogue, dal 22 al 25 ottobre si svolgerà Design in the City: una festa di strada che illuminerà le vetrine meneghine di arredamento con prodotti e iniziative speciali. Tra le insegne che aderiscono Flos e De Padova. Mentre, in questa cornice debuttano gli arredi di Cesare Paciotti. “Una pugnalata” al design, visto che il logo del creatore è uno stiletto.

LOVEDESIGN: “IL PAC” DI ALDO, GIOVANI E GIACOMO
IL 22 ottobre al Pac di Milano s’inaugurerà con una serata ad inviti anche Lovedesign: una sorta di Convivio del Mobile per sostenere l’Airc. Sino al 25 ottobre, in una mostra a ingresso libero, tutte le migliori aziende del settore offriranno arredi e complementi per la casa a prezzi stracciati. (Info. www.lovedesign.airc.it).
Al galà di apertura si attendono Aldo,
Giovanni e Giacomo con uno sketch su “un museo”. “Farli scherzare sul Pac – dicono voci indiscrete – sarebbe stato poco strategico”.

Gianluca Lo Vetro

14 Ottobre 2009

CARATTERI CINESI

Archiviato in: Moda, Vetriolo — cristiana @ 11:45

CARATTERI CINESI

Chi pensa che la Cina sia ancora e solo un Paese di terzisti a cottimo, dia un’occhiata al sito di Ucca (Ullens Center for Contemporary Art, www.ucca.org.cn). La galleria che fra l’altro ha ospitato una collettiva-omaggio per i 60 anni di Dior, dove era esposta questa inquietante opera stile Damien Hirst, merita una visita virtuale. Per capire quanto sia avanti l’arte con gli occhi a mandorla. Peccato che non ci si possa iscrivere al sito: il login e la password andrebbero digitati con gli ideogrammi cinesi.

CUSTO VOLA E SI ATTACCA AL… METRÒ
Custo Barcelona, la griffe di Custo Dalmau, ha preso il volo. Il designer della linea caleidoscopica ha personalizzato Spread Love (diffondi amore) e Play Rock (suona rock): due velivoli della compagnia low cost Vueling in co-branding con MTV. (Krizia, però, aveva già presentato il Kriziaplano a un’edizione del Cosmoprof negli Anni ‘90).
C’è di più. Custo disegnerà anche una serie di vagoni della metropolitana di Barcellona. Altro che attaccarsi al tram… (Ma anche questo Krizia lo aveva già fatto, griffando gli interni del Tram delle Valli progettato da Pininfarina per collegare Bergamo ad Alzano.)

LA FINE DELLA GUERRA: SANTO
Ne è passata di acqua sotto i ponti dagli Anni ‘80. All’epoca Armani e Versace erano concorrenti agguerriti: le principali potenze del made in Italy, in eterno conflitto come l’America e la Russia.
Rigoroso e androgino, lo stile di Re Giorgio era l’esatto opposto dell’iperfemminilità vulcanica di Gianni. La cliente del primo non sarebbe mai entrata nella boutique del secondo e viceversa. Ma proprio in queste profonde diversità stava una ricchezza unica per la moda italiana: la somma di due mezze mele che, seppur agli antipodi, si compenetravano perfettamente come lo yin e lo yang, in un’offerta a 360 gradi.
Le leggende del settore narrano di eleganti guerriglie tra i due stilisti con professionisti passati da una maison all’altra per carpirne i segreti e/o licenziamenti per chi frequentava dipendenti dell’altra griffe.
Ora – come è noto – Santo Versace propone di nominare Giorgio Armani, senatore a vita. Segno di grande intelligenza, oltre che di riconoscenza. Nessuno più di Re Giorgio, massima sintesi tra stilista e imprenditore, può rappresentare la moda a Palazzo Madama.
Ma soprattutto, non è più tempo di guerra tra le grandi firme che, al contrario, si devono alleare, facendo fronte comune contro ben altre forme di concorrenza. In fin dei conti, proprio in questi giorni ricorre il ventennale della caduta del muro di Berlino. Il nuovo nemico dell’America non è più la Russia, ma l’Islam. E se la nuova guerra è santa, Santo mette pace nella moda.

Gianluca Lo Vetro

6 Ottobre 2009

COMPRALO PRIMA DA LUISA VIA ROMA

Archiviato in: Moda, Vetriolo — cristiana @ 3:52

Da internet e dall’intuizione di Andrea Panconesi, titolare a Firenze di Luisa Via Roma, arriva un’altra piccola rivoluzione: Buy It First, letteralmente “compralo per primo”.
Alle ultime sfilate, i buyer della boutique hanno selezionato una serie di capi delle 10 griffe più cool del momento, dagli italiani Roberto Cavalli, Dolce&Gabbana e DSquared2 ai francesi Lanvin e Givenchy. I modelli saranno caricati sul sito di Luisa Via Roma. In tal modo, la clientela internazionale potrà ordinarli immediatamente. Grazie a questa sorta di peer to peer tra il creatore e il consumatore si dovrebbero abbreviare ulteriormente i tempi di consegna, eliminando costi di spedizione e soprattutto giacenza nei negozi.

Gianluca Lo Vetro

30 Settembre 2009

AMFAR: LA MODA PARTECIPA A GRATIS

Archiviato in: Moda, Vetriolo — cristiana @ 6:27

I venti di crisi si sono abbattuti anche sull’edizione modaiola dell’amfAR: il galà di beneficenza che abitualmente si svolge a Cannes durante il Festival del Cinema. E che adesso gioca anche la carta del fashion.
Come è noto, la serata si divide in una cena, dove i vip sono tenuti ad acquistare tavoli per 10 invitati a prezzi che questa volta arrivavano anche a 25 mila euro. Segue festa con asta di beneficenza battuta, a questo giro, da Janet Jackson.
In vena di ristrettezze, tuttavia, il mondo della moda ha risposto con scarso entusiasmo. Oltre a Dean e Dan Caten di DSquared2, sostenitori della manifestazione, c’era Donatella Versace ma senza tavolo e invitata dall’amfAR. Così, come Roberta Armani faceva le veci dello zio Giorgio, gentilmente invitato dai colleghi DSquared2.
Tra gli altri creatori immortalati sul red carpet, Angela Missoni con la figlia Margherita, e Renzo Rosso. Avranno comprato un tavolo o saranno stati ospiti pure loro?

GIORNO INVISIBILE
Aria di desolazione al penultimo giorno di sfilate di Milano Moda Donna con in calendario Lublu Kira Plastinina, Anteprima, Mila Schon e Federico Sangalli. Partiti i giornalisti stranieri ma anche molti operatori italiani, i corridoi si sono svuotati. E tra i pochi rimasti correva la battuta: “Anche tu alla sfilata degli invisibili?”.

Gianluca Lo Vetro

25 Settembre 2009

FERRE’: IL BUCO CON LA PASSERELLA INTORNO

Archiviato in: Moda, Vetriolo — cristiana @ 11:08

Protesta delle giornaliste alla sfilata di Ferrè: i tre ordini di scranni riservati alla stampa italiana non erano sufficienti a contenere le “penne” nazionali. E dire, che al centro della passerella quadrata c’era uno spazio immenso, totalmente vuoto. Modello “buco con la menta intorno” che, probabilmente, non deve essere solo quello delle famose caramelle.

Gianluca Lo Vetro

COW COLA

Archiviato in: Moda, Vetriolo — cristiana @ 9:13

A Palazzo Reale e solo su invito strettamente personale, Vanity Fair e Coca Cola hanno organizzato Tribute to fashion Coca Cola light: una simpaticissima sfilata di magnum della bibita più famosa del mondo, personalizzate da 8 stiliste. Dalla A di Alberta Ferretti alla V di Donatella Versace.
Con l’abile regia di Giuseppe Silvestrin, le bottiglione – alte un metro e settanta, formato Botero – sono uscite su una passerella-tapis roulant. Tra i “modelli” più applauditi, il nero in swarovski di Blumarine, la Coca spagnola di Moschino con l’abito a balze e quella di Donatella Versace con tappo sormontato da una Barbie in Cadillac.
Al termine, le magnum sono state messe all’asta per le donne dell’Abruzzo. (La bottiglia di Versace è stata battuta a 10mila euro.) Quindi, una copia di tutte le opere è stata collocata per le vie della città, modello cow parade o cow cola, che dir si voglia.
Curiosità: all’uscita, oltre a un folto servizio d’ordine, c’erano due agenti con i cani antidroga. Avranno frainteso la natura del coca party?

Gianluca Lo Vetro

23 Settembre 2009

FUORIACQUA

Archiviato in: Moda, Vetriolo — cristiana @ 7:07

Non basta dire costumi, protagonisti della prima giornata di Milano Moda Donna con le passerelle di Miss Bikini Luxe, Parah Noir e Pin up Stars. Oggi quando si parla di beachwear, si intende un pacchetto di abbigliamento che ruota intorno al bikini: pareo, kaftano, T-shirt, top, ecc ecc.

Piccoli pezzi che ormai costituiscono un genere, ribattezzato “fuoriacqua”. E che, a ben vedere, sono il guardaroba effettivo con cui si vestono in estate le nuove generazioni – e non solo – sia al mare che in città.

Per questo, i marchi dei costumi da bagno si possono considerare brand di abbigliamento. Quelli più economici come Calzedonia, poi, fanno addirittura concorrenza alle grandi catene low cost.

Eh sì, care signore! Non ci sono più le mezze stagioni ma neanche le terre di mezzo: il mare finisce in città e i costumi escono dall’acqua. Non osiamo chiederci dove e chi finirà in mutande.

IL GIORNO PRIMA… IN STRADA

Sulla scala mobile de La Rinascente sfilano le modelle con gli accessori Mini bags. Nel su e giù, si ritrovano coinvolti involontariamente e un po’ attoniti, i clienti del magazzino, ignari dello show in corso. Non si capisce bene se la confluenza dei due mondi sia voluta o imprevista.

Sta di fatto, che è l’immagine simbolo del giorno prima di Milano Moda Donna: un martedì 22 caratterizzato da eventi aperti al pubblico, modello Salone del Mobile. Quasi una prosecuzione della Fashion Night in cui tutte le boutique delle capitali mondiali della moda, ivi compresa Milano, sono rimaste illuminate sino a notte fonda con gli stilisti a disposizione dei loro clienti.

In corso Venezia, Stone Island ha festeggiato la ristrutturazione del punto vendita con un aperitivo a ingresso libero. Molto easy anche il menù: birra, pop corn e patatine fritte. E in vetrina, i pezzi speciali della linea maschile di Stone Island disegnata da Erroloson Hugh. Roba da uomo alle sfilate donna? “E’ il nostro core business – dice Carlo Rivetti, presidente del brand – dunque di questi tempi è meglio concentrare le forze sulle realtà più concrete”.

DESIGN SUPERMARKET

Cambiano anche i modi di far festa. Al cocktail offerto all’hotel Boscolo dalla Camera Nazionale della Moda per l’apertura di Milano Moda Donna, meno salamelecchi e più drink ad alto tasso alcolico, modello happy hour, hanno dato vita a un’atmosfera più brillante dei soliti party. “Per non dire – come ha osservato un giovane imbucato – che la serata ha toccato i massimi, quando sono arrivati un po’ di infiltrati”.

Già: c’è proprio bisogno che la moda si mescoli un po’ a quelli che, in fin dei conti, sono i suoi clienti effettivi. A lasciarli sempre “fuori”, c’è il rischio che finiscano per non entrare mai più anche nei negozi.

Se anche il nuovo reparto de La Rinascente, dove ha sfilato Mini, si chiama “design supermarket”, significa che i designer – peraltro tanto stimati dagli stilisti – sono già usciti dalla dimensione dell’elitario per andare incontro alla massa. Lo insegna anche la natura: se non c’è il crossover dei geni, la razza s’impoverisce.

T(R)ITOLI

Mariella Milani è in multa. Si è dimenticata di accreditarsi alle sfilate di Milano Moda Donna e adesso pagherà 100 euro, anziché 60.

Giovanna Borletti (punti perfetti) ha il braccio al collo. Ma si consola: “meglio romperselo a Pantelleria che a Quartoggiaro”.

21 Settembre 2009

ESCORT: C’E’ LA MODA

Archiviato in: Moda, Vetriolo — cristiana @ 12:43

La furbata era prevedibile: per lanciare la linea Anna Rachele (il 23 settembre all’hotel Diana Majestic, ore 15) che si dice disegnata da Stefano Guerriero, è arrivato un invito con una signorina e la scritta “non escort”, didascalia dell’abito che indossa la modella, a quanto pare disponibile pure nella versione “escort”.
Per corroborare il concetto, di grande attualità politica, la collezione prevede anche la T-shirt “I’m not an escort” con la $ di dollari. Inizia così, una nuova edizione di Milano Moda Donna (23-30 settembre) affine al “dibattito” parlamentare del momento, anche per i veleni con cui sono stati stilati i calendari. Riassumendo, dopo la prima giornata dei costumi da bagno, il palinsesto dei big entra nel vivo giovedì 24 per terminare lunedì alle 14.30 con Fisico. Causa festa ebraica Yom kippur. (Con la speranza che domenica i cattolici non vogliano andare alla Santa Messa).

TRE GIORNI A META’
Lo show riprende da martedì, ma sempre dimezzato. (Pomeriggio libero, come si diceva tra le scolaresche esultanti, quando si comunicavano gli orari della settimana.) Mercoledì, infine, entrano in scena le giovani promesse di N.U.D.E. new upcoming designers. Totale: 3 giorni a metà.
Il che non vuol dire riposo, rientro a casa, massaggi ecc ecc. Bensì, opportunità di scoprire mondi nuovi e non solo in fatto di stile. Sulle passerelle, infatti, vedremo due griffe pakistane, Maheen Khan e Deepak Perwani, che potrebbero avere qualcosa di interessante da svelare sui costumi dei loro regimi.
Nel frattempo, accontentiamoci della escort. Per la moda, non è poi così male come cliente. Avercene di signorine che, di questi tempi, riescono ancora a farsi dare tanti soldi per spenderli, come è loro costume, in vestiti! Potrebbero quasi essere le mascotte della ripresa.

Gianluca Lo Vetro

11 Settembre 2009

VOGUE NIGHT: LA FESTA NON FINISCE NEL SACCHETTO.

Archiviato in: Moda, Vetriolo — cristiana @ 3:46

Di gente, un’enormità: shopping bag nelle mani dei passanti, molte di meno. Ciò nonostante, la Vogue Fashion’s Night Out di Milano è stata entusiasmante. E non solo perchè ha stanato gli animi annichiliti dalla crisi, riversandoli nel quadrilatero del centro con una vitalità che non si respirava da tempo. Una volta tanto la moda, sempre così esclusiva (nel senso che esclude la gente comune con gli inviti ad personam) si è incontrata con i suoi consumatori (o potenziali tali) in una festa di strada simile a quella del salone del Mobile. Ben inteso: non tutti erano interessati ai vestiti. Molti cercavano solo una boutique come quella di Jil Sander , dove ascoltare buona musica e scroccare un cockatil. Del resto anche le orde di ragazzi che si muovono per il design spesso vanno a caccia di un drink, più che Starck.

LAPO E DONA-SUPERSTAR

Poi c’erano i vippaioli armati di macchine fotografiche che godono a vedere le celebrities: fan in delirio per Lapo e Donatella Versace, simpaticamente piazzata all’ingresso della boutique tra le modelle sue cloni, che posavano nelle vetrine animate. Ma tant’è: comunque vincente, l’idea che gli stilisti offrano qualcosa ai tanti milanesi che della moda patiscono solo gli ingorghi durante le sfilate. Per non dire che l’occasione ha conciliato un’ incontro-scontro illuminate tra il mondo delle griffe e i suoi destinatari: due entità sempre più in corto circuito.

“IL PREZZO” DELLA CRISI.

Alla voce prodotto, per esempio, la palma d’oro della proposta limited edition per sostenere la piantumazione di nuovi alberi in città, è andata ad Angela Missoni. La stilista ha realizzato borse a 30 euro personalizzabili con sciarpine da 10 euro. Roba che in un soffio le signore si sono letteralmente strappate dalle mani. Ma soprattutto, segno che il prezzo resta il nodo principale della moda e della crisi. Bruciate anche le t shirt di Moncler a 35 euro, complice la tenerezza della stampa con foto di Bruce Weber di un cagnolino. Altro giro, altre informazioni. Quali erano le boutique dove c’era più gente, termometro della popolarità di un brand? Da Tod’s si è creato un vero e proprio ingorgo. All’Emporio Armani c’era addirittura la polizia a dirigere il traffico. Per contro, nelle boutique di tante altre glorie (del passato?) i commessi brindavano con le p.r. nel vuoto di quelle cattedrali dello shopping sempre più simili a monumenti per i caduti dello stile. Ps. La simpatia di Anna Molinari non si smentisce mai: nella vetrina della sua boutique Blumarine ha posato con due transgender: “oh dio mamma! – ha esclamato – ma che brutti che erano! Cos’erano più: due pervertiti!?” Ma no , signora Molinari, si dice “travestiti”. Ps. Krizia ha esposto in vetrina il pezzo forte della sua collezione: una mantella di vinile nera. Un cacciatore di vip ha scambiato il manichino per Fantomas.

TRITOLO.

IL GRUPPO IT HOLDING E’ A CACCIA DI LICENZE. TRA GLI INTERPELLATI SI FA ANCHE IL NOME DI GIAMBATTISTA VALLI. MENTRE, SI DIREBBE “GIA’ CONCLUSO” UN ACCORDO CON SCERVINO PER UNA LINEA DI JEANS, T SHIRT E PIUMINI.

Gianluca Lo Vetro

8 Settembre 2009

D SQUARED@SPOT

Archiviato in: Moda, Vetriolo — cristiana @ 1:48

D SQUARED@SPOT
E- spot per la presentazione del primo store on line di D Squared2, aperto da domani in collaborazione con Yoox. Il divertente clip dove i due stilisti della griffe giocano con la bacchetta magica a vestire e rivestire (clicca qui per l’anteprima)

http://www.dsquared.com/press/store-video/

, scavalca il classico comunicato stampa cartaceo e la pubblicità sui magazine. Brutte notizie per i giornali!

AMFAR A MILANO CON JANET JACKSON
Nel frattempo fervono i preparativi per il gala dell’AmFar del quale la griffe DSquared2 sarà presenting sponsor insieme a Westing Palace, Vanity Fair e BMW.
L’esclusivissima serata di gala con asta si svolgerà a Milano il 28 settembre nei saloni della Permanente. A presentarla non dovrebbe essere come di consueto Sharon Stone, bensì Janet Jackson. I tavoli da dieci posti saranno in vendita a 10mila euro. E’ aperta la caccia all’invito.

Gianluca Lo Vetro

7 Settembre 2009

GATTINONI, MONUMENTO STORICO.

Archiviato in: Moda, Vetriolo — cristiana @ 2:58

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha solennemente dichiarato l’archivio storico della maison Gattinoni “un patrimonio di interesse storico particolarmente importante”. 400 abiti dal ’46 ad oggi, (compreso quello di Audrey Hepburn in Guerra e Pace di King Vidor che nel ’56 valse alla sartoria la nomination all’Oscar), 1200 bozzetti, 20 paia di scarpe, 100 cappelli, 30 scatole di materiale da ricamo, 50 rotoli di tessuto, insieme a foto, audiovisivi e rassegne stampa diventano così, testimonianze equiparabili ai monumenti del Bel Paese. Il mondo della moda si rallegra per il riconoscimento e al tempo stesso si rattrista per i tanti, altri, che lo Stato non ha ancora fatto.

STAR IN MULTIPROPRIETA’.

Come e più del solito in occasione del Festival del Cinema di Venezia, piovono immagini di celebrities vestite da questo o quello stilista. Ma questa volta sembra acuirsi il fenomeno delle star che prestano la loro immagine a più brand. Ha iniziato Madonna in estate: a Portofino, ospite di Dolce e Gabbana per festeggiareil suo compleanno, la star non si è fatta scrupolo di sfoggiare una borsa di Fendi. D’Altro canto, Maria Grazia Cucinotta al Festival di Venezia ha posato con un abito Cavalli e la borsa Ferragamo. Mentre, Afef ha vestito un sublime Versace con accessori sempre della griffe fiorentina. Ma il massimo è stata Eva Mendes. E’ riuscita a passare dal maculato rosso di Dolce e Gabbana, a un nero Armani Privè, al passo di accessori Ferragamo. (Ferragamo quest’anno ha fatto le scarpe (e le borse) a tutte!). Star più libere nelle scelte di moda o condivise dalle griffe come un appartamento in multiproprietà?

T(R)ITOLO

DOLCE E GABBANA STANNO LAVORANDO ALLE CELEBRAZIONI DEI 20 ANNI DELLA LINEA UOMO. CHE DOVREBBERO ESSERE FESTEGGIATI ALLE PROSSIME SFILATE DI GENNAIO CON UN LIBRO.

HERMES SI STAREBBE PREPARANDO A LANCIARE UN PANFILO. LO CHIAMEREMO HYACHT?

GIOVANNI BOZZETTI HA DATO LE DIMISSIONI DAL SUO INCARICO DI PRESIDENTE DEL COMITATO LOMBARDIA PER LA MODA.

Gianluca Lo Vetro

2 Settembre 2009

CREATIVITA’ SANZIONATORIA.

Archiviato in: Moda, Vetriolo — cristiana @ 10:59

Bentornati dalle vacanze dei divieti: proibito bere per i minori di 16 anni di Milano, proibito fumare e persino detenere le sigarette per quelli di Capoliveri.
(Sicchè, i padri non potranno più mandare dal tabaccaio i figli a prendere un pacchetto di bionde).
Ma il divieto più ridicolo e che ci riguarda in quanto legato alla moda, è quello del burkini in piscina. Ancor più esilaranti le motivazioni: “fa paura ai bambini ed è anti igienico”.
E per i piccini che infastidiscono gli adulti coi loro schiamazzi, non c’è una contromisura? Il burkini fa paura? E allora perchè non proibire anche le mute da sub del tutto identiche al beachwear coranico? E che dire di certe “bellezze” che fanno paura agli adulti? Nel Bel Paese dove sono entrati in vigore 556 divieti compresi i baci in macchina, i castelli di sabbia e l’uso delle motoseghe, è nata una nuova creatività sanzionatoria.
Quanto all’igiene…avremmo una proposta: perchè non attivare un’unità di ascellometri all’ingresso delle metropolitane per sanzionare la maleodorante “evasione” di docce. Farebbe più vittime del redditometro in costa Smeralda.

MONTI&MONTI: SPOSI, SPOSI.

Sorprendente matrimonio nel mondo della moda. (Anche perchè non si tratta di un’unione gay). Il 12 settembre Andrea Monti, direttore di Oggi e Angelica Monti, ufficio stampa di Moncler, si sposano a Vimercate. Il fascinoso Andrea dalla voce cavernosa come quella di Alberto Lupo, e la sua dolce metà, tutta piumini, costituiscono così, la tautologica coppia Monti & Monti. Come vuole la nuova moda di fondere i due cognomi degli sposini in un acronimo, i due potrebbero ora chiamarsi M&M, se non fosse già il marchio degli omonimi confettini al cioccolato. Ma sembrano porre dei problemi anche altre anche abbreviazioni di questo doppio cognome, che in termini numerici si scriverebbe “2 Monti”. Da non confondere con Tre-Monti, il ministro Giulio.
Per esempio, quali iniziali ricamerà sul corredo Angelica Monti in Monti? AMM? Ma è la sigla degli Amministratori di Immobili! A rischio che lei passi come “l’amministratrice” e per “immobile” s’intenda ciò che la prima notte di nozze deve muoversi, anzi “volare”. Allora meglio AAMM: “aeromobile in decollo”. E sul citofono che ci sarà scritto? “MM” come alle fermate della metropolitana milanese. Che “Caiazzo” c’entra? Peggio ancora però, AA: “Anonima Alcolisti”.
LA MODA IN COSTUME.
Prima Prada, oggi Carpisa: un tempo Gucci adesso Calzedonia, Intimissimi e Yamamay. Le pubblicità che occupano le prime pagine dei femminili, la dicono lunga. Da quest’estate le campagne delle grandi catene di biancheria intima e beachwear (che ormai offrono una gamma completa di abbigliamento basico, (continua…)

26 Luglio 2009

JACKO: ICONA SOTTO TERRA.

Archiviato in: Moda, Vetriolo — cristiana @ 7:26

Non c’è proprio pace per il povero Michael Jackson. Persino sul fronte della moda. Repetto, storico marchio di ballerine, annuncia che c’è la lista d’attesa per le JacksonRepetto: mocassini di vernice tipo quelli che usava Jacko, va da se, ribattezzati così e dedicati a lui, dopo la clamorosa dipartita.
La cosa esilarante è che il comunicato stampa è illustrato con una foto di Kate Moss a spasso con l’accessorio di culto, visto che non c’è una vera e propria immagine di Jackson con le “sue” JacksonRepetto (quel giovanotto che balla è lui o non è lui?). Potenza di certe icone planetarie che restano testimonial anche sotto terra.
AUGURI RIDENS.
Cercando un elemento di moda che porti buono per le vacanze, regalando un sorriso distensivo dopo un anno difficile, questa maglietta “Happiness is a 10 $ shirt”, sembra proprio l’ideale.
In attesa di un autunno più serio. Felice estate.

 

Gianluca Lo Vetro

10 Luglio 2009

SPIRANO I CALZINI DI MICHAEL JACKSON

Archiviato in: Moda, Vetriolo — cristiana @ 10:10

L’avreste mai detto che Michael Jackson si faceva fare le calze a Spirano, in provincia di Bergamo? Ebbene sì, all’ultimo Pitti Uomo, il buyer dei department store americani Nordstrom aveva ordinato a Bresciani, noto calzificio con sede nella provincia del Colleoni, una partita di 60 pedalini corti in candida seta richiesti nientepopodimeno che da Jacko. La pop star avrebbe dovuto indossarli nella nuova tournée. Ma purtroppo non ha fatto in tempo a ritirarli: è spirato prima della consegna da Spirano. 

 

CHE INCUBO!
Ho avuto un incubo: mi sono sognato che nei giornali in crisi nera, la caccia alla pubblicità aveva piegato le testate al volere degli inserzionisti. Le direttive erano date dai cosiddetti coordinamenti tra pubblicità e redazione, anziché dai direttori. Sicché, i redattori ormai inutili, erano in via di estinzione. Anche gli uffici stampa, in una sorta di evoluzione della specie darwiniana, avevano cambiato modo di lavorare, concentrandosi sulla gestione del do ut des pubblicitario e controllando che venisse rispettato alla lettera. Di conseguenza, pure i giornali non erano più gli stessi. Ma soprattutto, i lettori avevano smesso di comprarli, infliggendogli la mazzata finale. Sveeeeegliaaaaaa!

 

Gianluca Lo Vetro

4 Luglio 2009

PAPI T-SHORT

Archiviato in: Moda, Vetriolo — cristiana @ 8:42

Altro che “holiday chic” o “formale vacanziero”: la tendenza di quest’estate potrebbe essere il Papi chic.

Tale Salvatore Finaldi di Napoli, città assai prolifica nel partorire gag di attualità, ha infatti ideato la T-shirt “I love Papi”. Laddove, per “Papi” non si intende il conduttore Enrico, bensì l’affettuoso nomignolo, fonte di scandali e polemiche, con il quale Noemi avrebbe chiamato il Premier. Sì, caro lei, proprio lui, ritratto sulla maglietta col suo bel faccione.

Manco a dirlo, lo sfottò è stato lanciato strategicamente da Finaldi in prossimità della presentazione delle sue collezioni. Un comunicato avvisa che la T-shirt, in vendita a 20 euro, è già stata acquistata in 60 esemplari nel giro di una settimana. Un po’ pochini forse, per fare “trend”. Considerando che al Sud le famiglie sono molto numerose, si potrebbe anche ipotizzare che la T-shirt “I love papi” fosse stata comprata da zie, nonni e nipoti del giovane creativo partenopeo.

Ma tant’è: la stagione è “bollente”. E a proposito di Papi, potrebbe riservare sorprendenti “fumate”. In ogni caso, vista la statura del Premier, sarebbe più opportuno chiamare questa T-shirt, “T-short”.

BURBERRY MIGRA DA MILANO MODA DONNA

Il prossimo settembre Burberry non sfilerà a Milano nel calendario di Milano Moda Donna. In occasione del centenario del brevetto del gabardine e del trenchcoat (1909-2009), la griffe anglosassone sarà in passerella a Londra, su espressa richiesta della Camera della Moda Inglese. La quale – si mormora – avrebbe caldeggiato, nonchè sostenuto questa migrazione temporanea.

Gianluca Lo Vetro

23 Giugno 2009

I BUYER FANNO LA FESTA ALLA MODA

Archiviato in: Moda, Vetriolo — cristiana @ 10:23

Nel governo e nella politica delle mondanità si è inserito il terzo elemento dei compratori. Tra le feste istituzionali e i party degli stilisti, lunedì sera ha fatto il suo ingresso sulla scena social la Camera Nazionale dei Buyer. La struttura che riunisce i migliori compratori italiani sotto la direzione di Beppe Angiolini, ha organizzato un aperitivo al club Atm in onore dello stilista Chalayan.
Decisamente informale e cool, l’evento ha attratto le attenzioni delle penne più autorevoli del settore: da Giusi Ferrè a Suzy Menkes. Del resto, in questi tempi di crisi i negozianti acquistano una crescente e risolutiva importanza. È nei loro negozi infatti, che la merce si vende o non si vende. E se tutti insieme decidono di fare vetrina a questo o a quel prodotto, possono condizionarne le sorti.
Tanto basta, a spiegare come i buyer si stiano organizzando per fare categoria. Di cui il cocktail all’Atm è stata solo una prima, simpatica, espressione. La Camera dei Buyer “farà la festa” agli stilisti?PALAZZO REALE: CAMERA CON POCA MODA

Non è per niente simpatico lo snobismo con cui il settore ha preso sottogamba l’invito della Camera Nazionale della Moda al party di Palazzo Reale per Milano Moda Uomo. Si possono giustificare le giornaliste che a quell’ora scrivono e non vanno mai ad alcun evento. Comprensibilissimi, gli stilisti che il giorno dopo avevano la sfilata ed erano impegnati a metterne a punto gli ultimi dettagli.
Ma gli altri divini mondani dov’erano? Tra le grandi firme si è vista solo Angela Missoni. La stampa si contava sulla punta delle dita. Mentre, tra gli imprenditori si è notata solo Michela Piva, a.d. di Ferrè, anche in virtù del suo abito con alettone posteriore in fase di decollo e volant anteriore più ondulato della storica mantella di Giancarlo Di Risio.
Gli stessi pr che abitualmente sfruttano ogni occasione per esercitare la loro professione, erano poco più di manciata. E dire, che durante la serata si potevano visitare le mostre di Palazzo Reale: da Monet a Bob Wilson. Insomma, non mancavano certo quelle attrattive interessanti che tutti vanno a cercare a Parigi ma che a Milano vengono, a quanto pare, ignorate.

E KRIZIA MANDA IL MAGGIORDOMO
È andata un po’ meglio la sera prima allo spettacolo in piazza della Scala di Jo Squillo. Lì, almeno, i giovani – dai Frankie Morello ai DSquared – si sono presentati. In platea c’erano John Richmond e Saverio Moschillo.
Ma si poteva dare di più. Basti pensare, che nel settore dei creatori c’era il simpatico maggiordomo di Krizia. sarà stato mandato dalla democratica stilista in sua rappresentanza? E cosa dedurre dal settore dei giornalisti riempito col pubblico standing? “Non c’è mai un sostegno opportuno – ha commentato una delle poche grandi firme intervenute – se non siamo noi i primi a crederci… Specialmente in un momento in cui bisognerebbe fare quadrato…”. E dire, che per contro tanta gente ha seguito lo spettacolo in piedi, dietro le transenne. Nonostante l’uggia di una pioggia battente.
Vero è che tra gli addetti ai lavori c’è una certa stanchezza per le mondanità. Ma guarda caso, quando Franca Sozzani organizza un evento, corrono tutti. Anzi, si scatena la caccia agli inviti elargiti col contagocce, con conseguente ira dei tanti esclusi. Ma allora, per avere il bel mondo della moda bisogna evitare di invitarlo?

T(R)ITOLO
A Pitti Bimbo Lavinia Borromeo lancia BLav: collezione per infanti col marchio del quadrifoglio. In omaggio alla sua famiglia di 4 membri.

Gianluca Lo Vetro

22 Giugno 2009

IL FRIGO DI CLOONEY

Archiviato in: Moda, Vetriolo — cristiana @ 7:16

Si sa che la famiglia Malenotti della griffe Belstaff è molto amica di George Clooney. Meno noto è che nella sede milanese del brand ci siano due frigoriferi: uno per i dipendenti, l’altro per l’attore, contenente solo vodka.

Gianluca Lo Vetro

21 Giugno 2009

LA BRAGA-LUVIO

Archiviato in: Moda, Vetriolo — cristiana @ 7:40

Bombati in vita per via delle pinces, corti e risvoltati sopra la caviglia, modello “mi sto facendo un pediluvio”: è l’identikit dei nuovi pantaloni che imperversano sulle passerelle maschili di Milano Moda Uomo (li chiameremo braga-luvio?). E dire, che sembrano proprio poco donanti, perchè accorciano e allargano.
“Quale sarà, allora – viene spontaneo chiedersi – la fonte di ispirazione delle braga-luvio?” Lanvin, indicano gli esperti più esperti del settore. Albert Elbaz, direttore artistico della griffe, li ha inseriti nella collezione perchè li indossa lui stesso, che è bello rotondo. (Milano Finanza ha spiegato molto bene questo caso di super ego). Da qui, la diffusione di una tendenza che presenta almeno un paio di controindicazioni: 1) il trasferimento del tic di uno stilista, per giunta fuori taglia, al prodotto per tutta la gente 2) la diffusione virale di una proposta sbagliata.
E rinfrescarsi le idee, oltre che i piedi?Gianluca Lo Vetro

20 Giugno 2009

IL BICCHIERE IN TRAPPOLA

Archiviato in: Moda, Vetriolo — cristiana @ 9:19

Al cocktail della concept room di Uman era una evidente ricercatezza del display: il bicchiere del long drink veniva servito dentro una gabbietta lunga e rettangolare, nella quale gli ospiti dovevano infilare la mano per conquistarsi il beverone. Fatto sta, che i più maliziosi hanno frainteso questa chiccheria, come una nuova tendenza dei buffet in tempi di crisi. Per la serie: chi allunga la mano sulle bibite, perde la mano.

Gianluca Lo Vetro

UMAN: IL NUOVO “CORPO” DELLA MODA.

Archiviato in: Moda, Vetriolo — cristiana @ 3:17

Prendete nota o meglio, le misure: l’uomo ha cambiato conformazione fisica e persino postura.
Da qui il progetto Uman di Umberto Angeloni: una linea di abiti sartoriali che vesta le nuove silhouette. Per metterne a punto le misure scientificamente, Angeloni si è rivolto ad Alvanon: centro americano specializzato nei rilevamenti delle mutazioni del corpo umano. Dall’analisi comparata di centinaia e centinai di maschi occidentali e quarantenni, è nato così un manichino che ne riassume le misure: l’archetipo delle nuove proporzioni, sul quale saranno plasmati gli abiti di Uman (senza h perchè anche il brand è la sintesi delle iniziali di Umberto Angeloni). Risultato: una rivoluzione delle forme per cui le taglie non sono più le stesse ma sei numeri progressivi dallo 01 allo 06.
Per contro, lo stile della collezione (prodotta da Caruso in società nell’operazione), guarda a un gran signore che va all’avventura con la giacca camicia Cuba libre o si diletta col giardinaggio, indossando l’apposito blazer con tasca per le cesoie. Un uomo che ha molto tempo libero, insomma. E non certo perchè è in cassa d’integrazione.
CURIEL: “HO DETTO DI NO A CRAXI”.
“Il treno l’ho perso negli Anni ‘80, quando Craxi mi aveva offerto di trasformare la griffe in una grande impresa. Ho preferito dedicarmi all’educazione dei miei figli: Gigliola e Gaetano. Così, Bettino si è rivolto a Trussardi. E la sottoscritta è rimasta un sartina di Milano”. Alla vigilia della sfilata del 20 giugno dedicata alla pittura orientalista e inserita nel primo giorno di Milano Moda Uomo, Lella Curiel è in vena di bilanci e nuove prospettive. Disarmante, perchè ammette che non c’entra “con questo mondo e la moda della finanza”: battagliera, quando invita Roma “a investire sui giovani, anzichè in mostre che nessuno va a vedere”, la creatrice diventa perfino commovente nel momento in cui confessa di essersi “aggrappata alla cultura per distinguersi nel villaggio globale dei grandi turn over”. Strada non facile. E tanto meno premiante nel nuovo mondo inclusivo più che esclusivo. Non a caso, Curiel ha deciso di lasciare il Bel Paese “difettoso di meritocrazia”. “La prossima stagione – annuncia – sfilerò all’ambasciata italiana di Parigi”.
“LETIZIA MORATTI? LA DONNA PEGGIO VESTITA”
Nel frattempo Lella Curiel non risparmia le sue celebri battute. Veronica Lario? (tanto per restare in tema di politica e moda). “E’ una creatura di Armani – risponde -. Per uno stilista è stimolante vestire una donna che è l’esatto opposto del suo stile”. Lo era anche Letizia Moratti, quando indossava abiti Curiel? “E’ la donna peggio vestita. Intendiamoci, è sempre perfetta. Ma il suo stile non risponde al mio gusto”.
Signora Curiel, ma se adesso Berlusconi ripetesse quell’offerta che le fece Craxi? “Accetterei. Come accetterei una proposta di Bertinotti. Sarei proprio felice di fare tre o quattro soldi…”
Gianluca Lo Vetro

Articoli precedenti »

Crisalidepress.it è una testata registrata presso il Tribunale di Milano n. 481 del 05.09.2001 - Copyright © Crisalide Press srl