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7 Settembre 2010

SAVE THE DATE di Barbara Vitti. Anni ’80, Public Relations, esperienza sul campo all’alba del Made In Italy.

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Ho pensato di pubblicare  quattro o cinque interviste, fatte a partire dal  1985, che ci permetteranno di riconoscere le regole del gioco, un gioco complesso, che dura e muta, in questi ultimi 25 anni, fino ad arrivare al 2010. Sul campo ho imparato molte cose, dal marketing, perché è fondamentale sapere cosa vuole la gente, le conoscenze, le curiosità non solo a livello nazionale ma anche internazionale. Bisogna leggere, conoscere nomi di giornalisti, Direttori. Curare il dettaglio, anche minimo, mantenendo alta l’attenzione cercando di muovere un ingranaggio difficile e quasi algebrico, in modo perfetto, consapevole di riuscire ad ottenere “ spesso” la massima qualità. Questo primo articolo è dedicato alle tre figlie di Natalia Gattermayer Michela, Paola e Valentina.

di Barbara Vitti

MARZO 1985 FASHION:

Barbara Vitti: il fascino “borghese” di una  P.R. -

di Natalia Gattermayer

Dolce? Si, è dolcissima quando parla con la sua erre un po’ moscia e la cantilena dell’Italiano parlato da una lombarda-bene. Femminile? Si, è femminile quando racconta con amore della sua ragazzina, Emma, di dodici anni, e dei fiori del suo terrazzo che annaffia alla mattina alle cinque, cinque e mezzo, perché così è sicura di farlo sempre e bene. Borghese? Si, ma illuminata, come ama definirsi, perché si diverte alle stravaganze e follie di tanti personaggi della moda, ma il suo mondo è e sarà sempre quello degli affetti più veri, quello della casa, quello del lavoro. E qui entra in campo la Barbara Vitti che si intravvede nello sguardo profondo e brillante: la donna intelligente e tenace che sa quello che vuole e lo ottiene.

Allora Barbara, come cominciamo?

Per prima cosa vorrei sottolineare che P.R. significa lavoro e non passatempo mondano. Ci sono persone che sono convinte che quello che conta sia il risvolto elegante. Io no. Solo se è proprio indispensabile esco con i clienti o vado al ristorante qualche rara sera. Tutti sanno che io sono a disposizione lavorativa dalle otto alle diciotto, ma niente sabato e niente domenica, tranne in qualche occasione particolare, e assolutamente off limits sono le telefonate a casa. Nel tempo libero sono una mamma e una casalinga che vuole il suo spazio.

Fammi il ritratto della perfetta P.R.

Per i clienti, la P.R. deve essere una fata, magari una strega, con bacchetta magica, palla di cristallo e poteri divinatori senza limite. Per il pubblico è una superdonna che con spacchi, velette e trasparenze passa da un ricevimento all’altro.

E per te?

Io sono per così dire figlia d’arte quindi il mio lavoro all’inizio è stato facile. Mia madre, tra parentesi le sono legatissima (non per niente sono del cancro), era giornalista in un giornale femminile. Io respiro questa “cert’aria” da sempre. Anch’io ho cominciato in un giornale e continuo con una rubrica di consigli e commenti di moda in un settimanale a grandissima tiratura. Questo è un vantaggio perché so perfettamente i problemi delle redazioni e conosco tutte le redattrici molto bene.

A proposito cosa ne pensi?

Ho una grande stima per le giornaliste, e questa non vuole essere un’adulazione, perché è merito loro se la moda italiana sta tirando come tira; e anche un grande rispetto per il loro lavoro. Per questo non spingo mai i clienti piccoli a fare manifestazioni e pubblicità al di sopra delle loro possibilità di mercato. Se i giornalisti parlano, la domanda aumenta e bisogna soddisfarla. Come si fa senza l’organizzazione e la distribuzione giuste?

Qual è il tuo cliente ideale?

La grande industria. Per carità, coi clienti piccoli io mi diverto tantissimo a trafficare occupandomi di tutto anche del bottone. Ma il cliente piccolo dalla P.R. si aspetta i miracoli, chi sa perché. E’ più semplice lavorare con la grossa organizzazione, per esempio il Gruppo Finanziario Tessile, per il quale curo Solo Donna di Cori, Coriandoli, Facis, Marus, e per ultimo Mani, il prêt-à-porter firmato Giorgio Armani, ma a prezzi accessibili.

Perché?

Perché sono super organizzati, e questo facilita la buona riuscita delle varie iniziative.

Per chi altri lavori?

Sono consulente del gruppo C.G.A. per Mix and Match e Duelle, di Rocco Barocco, lo stilista di alta moda che adesso fa anche la moda pronta, di Memy Reina, specializzata in gonne e bluse e di Parrini, prêt-à-porter classico e habillé. Come vedi tutta moda e solamente moda. (continua…)

21 Aprile 2010

GIULIANA PARABIAGO: UN DIRETTORE CON I FIOCCHI

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SAVE THE DATE di Barbara Vitti

Ritratto di Giuliana Parabiago

Ritengo VOGUE BAMBINI la più bella testata per bambini, adolescenti e mamme diretto dal 1997 da Giuliana Parabiago, una donna-ragazza dalla quale traspare leggerezza e ironia , la cui competenza è apprezzata da tutti. Laureata in lettere moderne, giornalista di moda e di costume, la sua passione è sempre stata rivolta al mondo dei bambini anche quando collaborava con altre testate.

Un tempo il rapporto con i bimbi era ingessato, man mano lei ha saputo socializzare, l’ho vista io durante un servizio fotografico (i fotografi sono esclusivamente esperti in foto per bambini) prendersi a cuscinate con un gruppo di bambinetti timidi e strafottenti, il gioco era fatto, in mezz’ora aveva socializzato e il servizio si poteva incominciare.

Copertina del primo Vogue Bambini diretto da lei nel 1997

Nella redazione di Vogue Bambini, tutto è in funzione loro. In questi ultimi anni il mercato delle grandi firme per adulti ha incominciato a occuparsi anche delle linee infantili , all’inizio un po’ distrattamente (Roberto e Eva Cavalli, Bikkembergs, Dynamic Jeans, Moschino, Diesel, Simonetta, Anna Molinari, Lavinia Biagiotti e molti altri) oggi con grandi progetti , molti proposti e ideati da Giuliana. Tra i marchi storici della moda infantile, brillano per la loro bravura I Pinco Pallino di Imelde e Stefano Cavalleri che oltre la linea base hanno le nuove gold e silver. Per le calzature Primigi, Chicco per l’universo infantile, United Colors Of Benetton per gli adolescenti.

Ultima copertina del Marzo 2010.

Sfogliando l’ultimo numero  mi ha divertito che le rubriche e i servizi, adattati alla giovane età dei lettori fossero impostati come le riviste degli adulti: RUBRICHE : oroscopo, charity, design, libri ecc. MODA e ATTUALITA’. Giuliana è una grande protagonista delle edizioni di Pitti Bimbo a Firenze ( organizza sfilate, gallerie fotografiche, mostre, cene ed eventi ludici) dirige con altrettanta maestria VOGUE SPOSA .

5 Marzo 2010

OMAGGIO A MILANO E AL MILANESE *

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Foto Negozio Viganò fine '800

SAVE THE DATE di Barbara Vitti

Ne podè pù de vedè no per portà gli oggiai del Viganò (non ne posso più di non vederci per portare gli occhiali del Viganò)

Con questa pubblicità degli anni ’60 voglio rendere un piccolo omaggio alla mia città natale “Milano” e al milanese, in un lessico vivo, con accenni alla storia e alla moda.

STORIA

Mariagela Melato- Il padre "ghisa", la madre una di quelle"milanesone" che mischiano il dialetto all'italiano e lei grande attrice che ha sempre dichiarato " la mia città è un pò come me: non palesemente bella, in realtà bellissima. foto di Carlo Orsi dalla rivista CITTA' diretta da Guido Vergani.

Raccontatami da Giovanni Barrella, il grande poeta milanese, amico nella mia giovinezza, con il quale ho trascorso insieme a sua moglie, dei pomeriggi indimenticabili a base di cioccolata calda e straccadent. L’aristocrazia milanese amava fare “salotto” nei numerosi caffè, che si aprirono verso la fine del ‘700.

INTORNO AL DUOMO

Cochi e Renato - i veri umoristi milanesi, davanti alla pasticceria Sant Ambroeus. Il santo di Milano lè stato da loro definito il fidanzato della Madonnina! Foto di Carlo Orsi dalla rivista Città diretta da Guido Vergani.

I clienti si sedevano intorno alla “brasera”, il recipiente di rame sul pavimento contenente (continua…)

10 Dicembre 2009

QUIRINO CONTI: UN’AMICIZIA NATA GRAZIE AD UNA SPALLINA NON SUFFICIENTEMENTE POETICA!

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Dall’8 dicembre al Teatro Verdi di Salerno “Omaggio a Gianni Versace” nell’opera “Il Nabucco” costumi di Quirino Conti- regia di Gigi Proietti- Diretto dal maestro Oren. Dal 4 al 10 gennaio 2010, sarà al Politeama di Catanzaro e in seguito a Gerusalemme.

a cura di Barbara Vitti

Bozzetto di Quirino Conti per il personaggio di Fenena

Nessuno amò il teatro come lui” dichiara Quirino Conti parlando di Gianni Versace che portò al Teatro l’essenza stessa dell’autentica “Alta Moda”, nella ricerca di straordinari materiali contemporanei appositamente realizzati, per raccontare il passato in uno stile senza tempo. “Ecco perché ho dedicato al suo talento creativo i costumi che ho creato per il Nabucco“. Colgo l’occasione dell’annuncio di questa bellissima notizia, per raccontare l’amicizia infinita che esiste fra me Quirino e Orlando Gentili, il suo braccio destro, e che risale agli anni ’80.

Vedi, Maurizio, questa spallina non è ancora sufficientemente poetica!..” mi  fermai esterrefatta lungo il corridoio. Ero negli uffici del GFT e, in quegli anni effervescenti di moda e di stilisti emergenti, tante ne avevo sentite ma nessuna mi era sembrata così incredibile eppure…

In quel momento non immaginavo certo che al di là di quella porta socchiusa avrei dovuto incontrare quello che sarebbe stato, reciprocamente, uno dei legami fondamentali – quei legami extrafamiliari, extraconiugali, ma altrettanto “fondanti” – della vita.

Quirino Conti _ foto di Corrado Maria Falsini

Di Quirino la prima cosa a colpirmi ed attrarmi fu il suo uso delle parole. E ancora una volta l’istinto mi aveva guidato all’indirizzo giusto. Proprio dell’uso delle parole Quirino avrebbe fatto nella sua carriera di eclettico artista prima (architetto, stilista, scenografo, costumista, regista) e di scrittore poi (il suo saggio “Mai il mondo saprà”, Feltrinelli editore è citatissimo da ogni fashion addict e straosannato nei blog!) la sua inconfondibile cifra stilistica.

Proprio dalle parole nascevano indimenticabili collezioni “Amish“, “Gipsy“, “Canada“, “Tuareg” (per Valentino), “Hare Krisna“, “Khassidim” ( per Inghirami), “Sitwell family” (per Krizia Uomo)… frutto di straordinarie ricerche (Quirino vive di libri e d’immagini!) e di suggestioni che hanno lasciato un forte (continua…)

4 Dicembre 2009

EMOZIONATA E COMMOSSA ALLA PRESENTAZIONE ” DELL’ULTIMO IMPERATORE”

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di Barbara Vitti

Ho collaborato per più di otto anni con Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti ed ho visto con enorme piacere, nel film l’Ultimo Imperatore i momenti più pubblici e quelli più creativi dell’universo Valentino. Mi è piaciuto? Moltissimo, ho ritrovato il genio di un raffinato artista e l’intelligenza di un grande manager. Una piccola osservazione: troppi abbracci, baci e mano nella mano, non era nel loro quotidiano, ma forse piaceva al regista Matt Tyrnauer, il giornalista di Vanity Fair.

16 Novembre 2009

Io…Io: UNA GRIFFE NATA DALL’INTESA DI DUE GIOVANI MAMME E LE LORO RAGAZZINE

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a cura di Barbara Vitti

Dietro un’impresa giovane di abbigliamento infantile IO…IO io mamma, io bimba, che compie quest’anno sei anni, c’è una bella storia di due mamme e le loro figlie, di un’amicizia che nasce a scuola e da una passione comune per le belle cose e il desiderio di realizzarle. Rossana e Monica coadiuvate da Elena e Carolina iniziano con una prima collezione dedicata alle bambine e ragazzine creando una squadra di artigiani, di artiste dell’uncinetto ,di laboratori tutti italiani, così come i materiali e i tessuti, con completi di un gusto che mette d’accordo mamme e figlie.

da destra a sinistra, Monica, la figlia Carolina, Elena e la mamma Rossana al termine di una sfilata.

Dalle figlie animaliste c’è la proibizione assoluta di usare pelli e pellicce e così decidono di completare magliette, orli e tasche di jeans con decorazioni che luccicano, Swaroski e pietre colorate. Dalla seconda collezione presentata a Pitti Immagine Bimbo nascono nuove possibilità sia sul mercato interno, sia sui mercati esteri: Harvey Nichols a Londra, rappresentanze in Russia e negli Emirati Arabi, clienti in Oriente e Belgio.Nonostante la crisi economica che ha investito anche questo settore, l’attenzione e la cura che pongono nel loro prodotto, la qualità dell’immagine le rassicura, anche perché nel loro futuro s’intreccia quello delle loro ragazzine, che vogliono da grandi continuare la strada tracciata dalle loro mamme. Quest’anno la Rinascente ha offerto a IO…IO una grande vetrina, per il periodo natalizio, un altro successo.

vetrina La Rinascente

15 Maggio 2009

UNA LUNGA STORIA ANCORA ATTUALE: IL MATRIMONIO a cura di Barbara Vitti

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Uno degli accordi più radicati nel tempo tra l’uomo e la donna è la convivenza, cambiato radicalmente con l’avvento del cristianesimo: al matrimonio fu attribuito il valore di sacramento e scopo primario divenne la procreazione dei figli e l’indissolubilità del legame tra i coniugi . La rivoluzione industriale, la Riforma Protestante e la diffusione dell’ideologia individualista, tipica delle società moderne, hanno comportato nel corso dei secoli significativi mutamenti nel matrimonio come istituzione. Meglio non sposarsi se non si è consultato “IL MIO MERAVIGLIOSO MATRIMONIO”.Tutto, intendo dire tutto, per gli sposi, i genitori degli sposi, i nonni, le famiglie allargate, gli amici da invitare, i testimoni e i paggetti, cerimonie e riti in tutto il mondo, curiosità inviti bomboniere confetti, l’abito della sposa e dello sposo, il bouquet ecc.
Un libro che non può mancare nella vostra libreria, che vi aiuterà anche a non sbagliare, che si affiancherà a voi per stendere il budget della cerimonia. Quasi quasi, mi risposo un’altra volta……. anche per questo “caso” mille suggerimenti.

Direttore Resp. Fiorenza Vallino
Progetto Editoriale Bruna Rossi
Scritto da Paola Ciana e Rachele Enriquez
Art director: Federica Plazzotta
Contributors di : Giusi Ferrè, Paola Piacenza, Marina Terragni, Donatella Bogo e Laura Leonelli.
Edizione speciale per IO DONNA da RCS Periodici Spa
In vendita in edicola e nelle librerie fino al mese di settembre.

20 Marzo 2009

1963 LA MODA RACCONTATA DA DUE GRANDI GIORNALISTE-SCRITTRICI.

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Continua…

1963 LA MODA RACCONTATA DA DUE GRANDI GIORNALISTE-SCRITTRICI :
Maria Pezzi e Irene Brin con illustrazioni di Brunetta.

Nell’ultimo articolo abbiamo parlato della giornalista Maria Pezzi.
Questa puntata la dedichiamo a Irene Brin con i disegni di Brunetta Mateldi, sempre nel 1963.
Ma siamo veramente nel 1963 o nel 2010? Vale la pena di rileggere questi straordinari pezzi di moda-cultura-stile di vita. Non ve ne pentirete.

1. Soltanto se siete castellane vi vestirà Yves Saint Laurent
Passerella della moda di Parigi – 30-31 luglio 1963 – di Irene Brin – disegni di Brunetta

Per il delfino di Dior esistono esclusivamente le figlie delle duchesse che aborrono sciatteria e disordine. Qualche consiglio per aggiornarsi: spalline militari sui vecchi cappotti, abitini bucherellati o squarciati, grembiulini senza maniche, mezze parrucche fermate alle tempie.

Ci sono nella moda come nelle arti, in letteratura come in musica, dei cicli inevitabili. Ora è il momento di Yves Saint Laurent, punto e basta. Non il Saint Laurent allievo di Dior. E nemmeno il Saint Laurent della prima collezione, piuttosto teatrale e piuttosto povero. Tutto cominciò realmente con la collezione gennaio 1963, quando i capitali americani erano già affluiti in massa, quando Pierre Berger aveva cominciato a scrivere i suoi impareggiabili press-release, quando la principessa Radziwill aveva già preso posizione in favore di questa sartoria giovanissima e tuttavia cospicua, quando la viscontessa Des Ribes aveva dichiarato: ” Qui mi vesto e qui resto”. Il gioco era fatto.

Supponiamo che, per miracolo, voi crediate ancora nella moda. Voglio dire, crederci sul serio, credere che bisogni, assolutamente, diventare diversa ad ogni stagione, dar retta a Forquet oppure a Dior? Inchinarvi davanti alle trovate di Lanvin, gridare che “Ferreras è Ferreras, e la signora Guinnes il suo profeta”. Cosa vogliamo fare per aggiornarvi? Tanto per cominciare dovete imbottirvi le spalle dei tailleurs e dei cappotti. Non è facile se non avete “lasciato dentro” le cuciture dei vecchi cappotti e dei vecchi tailleurs un bel pezzo di stoffa. Altrimenti potete ricorrere alle spalline da ufficiale, magari eseguite in un jersey abbastanza intonato all’insieme. Poi dovete pensare fermamente alla Russia. Che ne direste di stivaloni e fazzoletto legato sotto al mento? Facile, pratico, non troppo costoso. Ma anche un cappellino da curato, con un pom-pon al centro ed una sciarpa di mussolina infilata nell’ultimo bottone della giacca, a sinistra, portato in modo che svolazzi al vento, potrebbe andar benino. (continua…)

17 Febbraio 2009

1963 LA MODA RACCONTATA DA DUE GRANDI GIORNALISTE-SCRITTRICI :Maria Pezzi e Irene Brin con illustrazioni di Brunetta. di Barbara Vitti

Archiviato in: Moda, Save the Date — cristiana @ 3:06

Nell’archivio di mia madre Gemma e mio ho ritrovato una serie di straordinari articoli , delle
due famose giornaliste, che avevano registrato tendenze, successi, atmosfere, di quello che
allora era un ideale collegamento tra chi disegnava un abito, chi lo produceva e chi lo indossa-
va .Dai titoli ai testi si respirava un’aria di grande libertà di giudizio, senza nessun condizionamento. Allora, la moda non produceva pubblicità, c’erano solo i tessutai, gli accessoristi e i profumi che sostenevano le sfilate.
Maria Pezzi: una delle prime illuminate giornaliste e disegnatrici di moda. Ha collaborato
A ” Il Corriere d’informazione”, il “Giorno” e il mensile” Donna”. Iniziò la sua carriera
a Parigi , incoraggiata dall’illustratore Renè Gruau. Per i suoi novantanni nel 1998, i Missoni le hanno dedicato un libro scritto da Guido Vergani : Una vita dentro la moda.
Irene Brin : pseudonimo di Maria Vittoria Rossi, attribuitole da Leo Longanesi. Appena terminata la guerra iniziò una lunga collaborazione con la ” Settimana Incom” illustrata da Luigi Barzini Junior. I suoi articoli colti e raffinati, che firmava Contessa Clara Ràdjanny von Skèwitch dispensavano alle lettrici consigli di stile, moda, vita sociale. Fu la prima italiana a collaborare
con una testata americana ” Harper’s e Baazar’s “avendo conosciuto a New York, Diana Vreeland.
I suoi articoli all’inizio apparivano su ” Il lavoro di Genova” e poi sul “Corriere d’Informazione”.
Brunetta Mateldi, trasformava le più comuni figure in personaggi. Aveva un terzo occhio per cogliere i dettagli più nascosti e insoliti. Orio Vergani di lei ha scritto : il disegno e la pittura sono in lei istinto. Collaborò con Irene Brin negli anni ‘60 e creò un sodalizio con Camilla Cederna nel ‘70 per raccontare con le sue illustrazioni ” il lato debole” sull’Espresso”.

1. Questo sarà l’anno delle giacche lunghe
Oggi si apre a Parigi la settimana della moda. – 22 luglio 1963 – di Maria Pezzi

L’aeroporto di Orly, ieri, a Parigi, sembrava la succursale della moda: da tutti gli apparecchi, provenienti dalle più disparate parti del mondo, si sono riversati a Parigi 600 giornalisti specializzati e centinaia di sarti, confezionisti, buyers.

Cardin non presenterà alle 17 la sua collezione: “Non voglio più essere il sarto rompighiaccio della stagione. Succede che la stampa, fresca e aggressiva nella prima giornata, critica senza misericordia, per poi ritornare pentita, all’ultimo giorno, quando è ormai satura e delusa, per dire: però, la sua collezione era una delle più belle.”

“La moda è l’arte in movimento; chi non cammina torna indietro.” (continua…)

1 Dicembre 2008

COLLEZIONI 1966- 1966/1967 Centro di Firenze per la Moda Italiana – Alta Moda a Roma di Barbara Vitti

Archiviato in: Moda, Save the Date, Uncategorized — cristiana @ 4:00

Il futuro della moda era già li, nato sulle passerelle di Pitti. In conseguenza ai mutamenti di costume e di tendenza, che influenzavano il mondo della moda, nasce un accordo tra Camera Nazionale della Moda Italiana di Roma che organizzerà le presentazioni negli atelier delle maison e il Centro Moda di Firenze che, con notevole anticipo, intuisce l’importanza delle “mode pronte da indossare” e inizia ad organizzare manifestazioni per il pronto, per boutique e per capi in maglia. Press-realease, accurate e preziose, con tratti, la maggior parte di Brunetta, Maria Pezzi, Alberto Lattuada, testi in tre lingue:italiano-inglese-tedesco, descrizioni accurate uscite dalle penne di Giornaliste di Moda. Tutte invenzioni nate a Pitti, che hanno fatto scuola e che ancora oggi segnano il corso della moda. Il futuro era già li ed era il 1966. Una grande alleanza si era creata tra moda, parrucchieri, calzature, gioiellieri veri e bijoux, calze, trucchi delle marche più famose e cappelli creando una squadra completa pronta ad affrontare il mondo intero Mannequin, silhouette, defilé, boutiques, Buyers, Press-kit, Public-relations, le parole che s’incominciavano a leggere negli articoli delle nostre più apprezzate giornaliste di moda italiane e straniere.
Nel Mondo: iniziano gli anni della tecnologia, i televisori sono presenti nelle case di otto Italiani su dieci, l’industria spaziale prepara lo sbarco sulla luna, nascono periodici e pubblicazioni di ogni genere, cambiano i costumi e con essi anche gli italiani.
Gli hippies danno vita ad una cultura alternativa attraverso la contestazione e il dissenso. Grazie a “are you experinecd” si fa strada il mito di Jimi Hendrix, che getta le basi per la più fantastica e creativa ondata di musica rock, che di lì a poco avrebbe invaso il mondo.

Io c’ero, ero giovanissima.

Barbara Vitti

clicca qui e trovi le PRESS-RELEASE, FOTO, TITOLI E DIDASCALIE Dalle collezioni “Luglio 1966” e “Autunno Inverno 1967” .

save-the-date-dicembre-2008


21 Ottobre 2008

LA MODA DA SEMPRE E’ LO SPECCHIO DEI TEMPI di Barbara Vitti

Archiviato in: Moda, Save the Date — cristiana @ 3:47

CON BARBARA VITTI RIPERCORRIAMO GLI ANNI  DIFFICILI PER IL SETTORE DELLA MODA:

  • 1968- LA RIVOLUZIONE GIOVANILE: Eskimo, Montgomery, Ray-Ban, Clark, Loden, trench Burberry, mocassini, borse a tracolla, zatteroni hanno segnato l’anno della rivoluzione giovanile.
  • 1991- GUERRA DEL GOLFO: la Moda si incontra e scontra con la finanza.
  • 2001- 11 settembre : il primo blocco dopo l’attentato alle Twin Towers.
  • 2008 Crollo della Borsa Americana, ripercussioni in Europa, mancanza di liquidità nelle casse dei principali Istituti di Credito.

(continua…)

1 Settembre 2008

2008 SULLE SPIAGGE, UN’ESTATE TAROCCATA “MADE IN ITALY ” di Barbara Vitti

Archiviato in: Moda, Save the Date — cristiana @ 11:35

Prodotti taroccati, contraffatti, falsificati sono un fenomeno che ormai non è più un illecito solo dell’industria della moda, ma purtroppo oggi è un fenomeno che supera la metà del valore dell’agroalimentare del nostro Paese, un business da 60 miliardi di euro, di alimenti venduti all’estero con il marchio italiano. L’elenco di prodotti contraffatti è lunghissimo, ultima falsificazione quella della carta stampata, parlo dell’Economist autorevole settimanale inglese, le cui fotocopie sono state trovate a Pechino, vendute fuori da una libreria.
In Italia, quest’estate, sia attraverso i giornali, sia in televisione si è fatta una gran battaglia contro i prodotti taroccati venduti sulle spiagge annunciando multe elevatissime agli ambulanti e agli acquirenti. Così ho ripensato ad un bel progetto studiato nel 2002 e purtroppo mai realizzato, tra ALTAGAMMA (allora ero responsabile dell’ufficio stampa ed in quest’operazione affiancavo il Segretario Generale, Armando Branchini), Elle (edito da Hachette/Rusconi), il COMITE’ COLBERT e WALPOLE.
Forse, un po’ modificato potrebbe essere ancora un progetto di sicura attualità!

(continua…)

10 Marzo 2008

RICHARD AVEDON 1944-1994 – 18 GENNAIO – 5 MARZO 1995

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18.jpg« RICHARD AVEDON 1944-1994 » 18GENNAIO-5 MARZO 1995
Palazzo Reale- Sala delle Cariatidi- Milano
Presentata da Gianni Versace, Richard Avedon e
Philippe Daverio, allora Assessore alla Cultura
del Comune di Milano. Leonardo Mondadori per
l’occasione stampa EVIDENCE 1944-1994.
Perché parlare di questa mostra mentre a Milano si svolge la prima retrospettiva dell’artista scomparso nel 2004? Perché una mostra come quella del 1995 non si potrà più ripetere senza loro: Gianni Versace, il versatile stilista grande creatore d’immagini e il celebre fotografo Richard Avedon, che personalmente (continua…)

24 Gennaio 2008

1968-2000 PR E STILISTI – PRIMA PARTE

Archiviato in: Moda, Save the Date — cristiana @ 6:45

foto-1.jpgI pionieri di queste professioni in Italia avevano basato il rapporto
con i media e tra p.r. e stilista, sui contatti personali. Perciò era molto importante conoscere i personaggi della cultura, dell’alta società,
la stampa a tutti i livelli, per creare una corrente continua d’informazione.
Farsi conoscere e fare conoscere i propri clienti: da qui la nascita di raffinate cene, sontuose manifestazioni ( Firenze- Pitti con Giorgini-
Palazzo Grassi con la SNIA le sfilate a Milano alla Fiera ecc.) o cene private in casa degli stilisti.

(continua…)

20 Dicembre 2007

GLI AUGURI DELLA RANA

Archiviato in: Moda, Save the Date — cristiana @ 1:15

rana-xmas-2007-bassa-risoluzione.JPGPurtoppo la Rana si è messa in mente di volere curare lei l’immagine dello studio ed è diventata un pò come “il Diavolo veste Prada”e gli auguri di Natale si è imposta di farli lei a tutti i lettori di Chi è Chi, soprattutto dopo che ha visto il nuovo impaginato.
Ho parlato con il veterinario e mi ha detto che solo pochi esemplari di buldogg francese hanno questa mania di protagonismo, il cane di Saint Laurent, il cane di Colette, e il cane di Barbara Vitti.
Buon Natale a tutti Barbara Vitti

2 Ottobre 2007

BIKI , LA SARTA DELLA CALLAS

Archiviato in: Save the Date — admin @ 8:00

biki.jpgIl trentennale della morte del grande soprano Maria Callas,(16 settembre 1977) è stato ricordato questo mese, con moltissime iniziative. Ci sono state le mostre al Teatro alla Scala, a cura di Vittoria Crespi Morbio, e il film in anteprima mondiale “Callas assoluta” di Philippe Kohly, che il Sovrintendente Stephane Lissner ha voluto fosse proiettato alla Scala, per dare modo al grande pubblico di entrare nel Regno della Lirica. Inoltre, sono apparse nuove biografie mentre vari libri a Lei dedicati sono in uscita: tra questi il romanzo di Alfonso Signorini “Troppo fiera, troppo fragile” (ed. Mondadori). (continua…)

13 Marzo 2007

FESTEGGIAMENTI PER I TRENT’ANNI DI VALENTINO

Archiviato in: Save the Date — admin @ 8:00

Il significato della parola “Save the date” che significa “ salva la data” l’ho conosciuto davvero alla Maison Valentino in occasione dei festeggiamenti per i trent’anni di magia 1960/1990, il 6 e 7 giugno 1991. Della Maison, a quel tempo, ero responsabile dell’ufficio stampa P.R. Italia.

Ed è di quell’indimenticabile festa, che desidero raccontare oggi, dopo aver ricevuto il “Save the Date” da Valentino, per i festeggiamenti del suo 45° anniversario,celebrazione prevista per Il 6 e 7 luglio prossimi.

Questa volta sarò solo ospite e potrò goderne senza fatica di una festa che si preannuncia davvero importante.

Ma nel 1991 c’erano voluti più di due anni per organizzare questa operazione, selezionare i disegni, ritrovare gli abiti da esporre, creare l’immagine e relativi inviti,programmare i ricevimenti, le cene, la conferenza stampa . E poi realizzare un interessantissimo film a firma Frederic Mitterand. E due libri-catalogo che documentavano le mostre e raccoglievano saggi di studiosi e storici dell’Arte come Arturo Quintavalle, Elisa Fittoni Monti o Federico Zeri, di critici di moda e del costume, da Anna Piaggi a Massimo Di Forti o Adriana Mulassano, coordinare gli uffici stampa Italia, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti d’America, Brasile.Il tutto sotto la magistrale direzione di Giancarlo Giammetti , socio di Valentino Garavani. (continua…)

30 Gennaio 2007

IL SEGNO PIU’ FORTE DI UN EVENTO? IL MENU

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Pranzi, cene, banchetti, cocktail, tea, breakfast, merende: l’allestimento della tavola e il menu sono i segni più forti di un convivio e debbono essere belli ed appaganti.

L’apparecchiatura denuncia amore per la ricerca: stoviglie, tovaglie e posate. Un simbolo del gusto di chi t’invita e per questo motivo i “MENU” devono essere concepiti con un senso della misura che fa parte del buon gusto.

Tre suggerimenti utilissimi:

1- Una volta scelto il menu è bene provarlo prima dell’evento, così da risparmiarsi amare sorprese.

2 -Tra la scelta se inserire nel menu una nuova portata o un ottimo vino optate per quest’ultima soluzione.

3 – Collaborate con i cuochi nella composizione delle pietanze. JOICE diceva “Dio fece il cibo, il diavolo i cuochi”

10 GENNAIO 1994 – FIERA DI MILANO

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Collezione ispirata ai Khassidim, gli ebrei riprodotti nei quadri di Aldo Mondino, gli Jiddish dei racconti di Singer e alle storie leggendarie di Buber. Più stili da unire insieme per un modo di vestire multirazziale e tollerante, dove scambiarsi i segni delle proprie culture: dal jeans al neo-Khassidim. Grandissimo successo e richiesta da parte di Daniel Toaff di potere trasmettere alla trasmissione “Protestantesimo” la sfilata. Il menu non poteva che essere ebraico e con l’aiuto di libri e amiche ebree componemmo un delizioso pranzo:

MENU EBRAICO:

“Bastoncini di pasta sfoglia al formaggio-Blinis al caviale e panna acida- Blinis al salmone e panna acida- Patate novelle al caviale- Kasha di grano saraceno con menta- Pirog di pollo e funghi- Strudel salato di verdure- Crostini di pernice-Coulebjaka di pasta brioche festivo al salmone fresco. Dolci: strudel di mele –Babke torta alla frutta secca-Budino di pane austriaco-Apfel torte-Teiglach dolcetti al miele-Kisel macedonia di fragole, lamponi e rabarbaro.

Assortimento di piccoli dolci spirali di marzapane, di pistacchio e cioccolato, turchen di marzapane e frutta,biscotti speziati della Moravia.Caffè espresso, caffè speziato, tea russo, yogurt. Vino bianco,succhi di frutta, acqua minerale.

18/26 FEBBRAIO 2000 – SANPELLEGRINO CLUB

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Avevo creato un’alleanza tra la S.Pellegrino e la Camera Nazionale della Moda Italiana offrendo agli operatori e alla stampa internazionale una sosta relax per il pranzo in un punto strategico, l’Hotel Four Seasons in via del Gesù .

Tutto questo avveniva due volte l’anno durante il calendario di Milano Moda Donna.

Nel 2000 chiedemmo a Henri Chenot e Davide Paolini di studiare due menu da proporre ogni giorno contemporaneamente. A Henri Chenot, studioso di biologia, medicina energetica e psicologia, celebre per il suo “ Espace Henri Chenot” a Merano fu affidato il compito di realizzare un menu dietetico ed energizzante.

A Davide Paolini invece, firma prestigiosa della pagina culturale del “Il Sole 24 ore”che cura una rubrica seguitissima “A me mi piace” che ha per tema le produzioni di alta qualità alimentare, fu chiesto di selezionare una scelta di piatti calorici e golosi. La realizzazione delle pietanze fu affidata a Sergio Mei, Executive Chef del Four Seasons Hotel. Il successo fu straordinario, tanto che tutti i commensali assaggiarono e mescolarono i vari sapori, scegliendo un piatto da un buffet e il secondo dall’altro. I tavoli furono allestiti con raffinatissimi piatti, bicchieri, vasi e lampade di Driade firmati dai più importanti designers ed i commensali potevano accomodarsi sulle famose sedie azzurre “ La Marie” create da Philippe Stark di Kartell. (continua…)

7 DICEMBRE 1996 – TEATRO ALLA SCALA DI MILANO

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In quella occasione Gianni Versace offrì una sontuosa cena in onore del Maestro Muti e degli Artisti del Teatro alla Scala. Location scelta per la serata fu Palazzo Clerici che, tra le molte sale , ospita quella affrescata dal Tiepolo nel 1740 per l’occasione illustrata agli ospiti da una guida internazionale.

Fu una serata bellissima con presenze prestigiose, dal Maestro Muti, al Sovrintendente Carlo Fontana e tutti i protagonisti dell’opera. Presenti anche giornalisti ed esponenti del mondo della cultura e della finanza: da Enzo Siciliano a Enzo Biagi, l’Aga Khan, Carla Fracci , Vittorio Gregotti, Mimmo Paladino, Giulietta Simionato, Maurice Bejart, Leonardo Mondatori, Lorenzo e Claudia Buccellati, Krizia, e Beppe Modenese.

Il convivio fu anche l’occasione di un incontro “veramente speciale” che avvenne al termine della cena quando, verso le due di notte, arrivò Vittorio Sgarbi e incrociò l’allora Procuratore Capo di Milano, Francesco Saverio Borrelli .

L’incontro-scontro era già avvenuto con toni molto accesi l’anno precedente (era noto che i due avevano un’opposta visione dei problemi della giustizia). Questa cena, contrariamente alle aspettative, diede inizio ad un “gentile duetto” in cui Sgarbi s’improvvisò cicerone allo stesso Borrelli illustrandogli l’affresco del Tiepolo. I primi a sorprendersi sembravano proprio loro “siamo come Tognazzi e Vianello” dissero alle quattro del mattino.

MENU IN ONORE DEL TEATRO ALLA SCALA DI MILANO.

Aperitivo: champagne Krug Grande Cuvée Magnum – Puccini- Belga con caprino e gherigli di noci- Ciliegine alla mousse di erbe- arancini mignon- salvia fritta

Cena: astice,, granseola, gamberi, capesante su letto di insalate colorate invernali con aneto fresco- Ravioli di magro con dadolata di pomodoro fresco- Rosette di vitello All’Arneis Blangé e tartufo di Norcia con mazzetti di asparagi e patate castello – Soufflé ghiacciato di marroni con salsa tiepida –

Caffè con frivolezze-

I Vini: Traminer aromatico del Carso 95 Castelvecchio – Pinot nero, Alto Adige 93 Kossler – Brachetto d’Acqui 95 –

9 Gennaio 2007

TUTTO CIO’CHE FA MALE ALLA MODA.

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Nelle ultime settimane del 2006 sono rimasta colpita e amareggiata da due vicende

che nuocciono gravemente all’immagine della moda italiana. Forse un tempo questo non sarebbe successo, c’era un clima diverso, molta più solidarietà e rispetto, fra stampa, stilisti e P.R.

VITTORIO FELTRI E LE GIORNALISTE DI MODA

Libero- 16 dicembre 2006

Nell’editoriale dal doppio titolo “Giornalisti e mascalzoni” in prima pagina

“ Giornalisti impallinati, furbetti in libertà”a pag. 7, il Direttore di Libero dichiara nel sottotitolo “…..sempre più colleghi sotto accusa, ma sui veri scandali della stampa resta il silenzio”. A quali scandali si riferisce Vittorio Feltri è presto detto. “Prendiamo un settore a casaccio: la moda” e da qui in avanti 40 righe di ingiurie contro giornaliste colpevoli di dedicare agli stilisti “ pagine intrise di saliva, giornaliste che agitano il turibolo e spargono incenso su qualsiasi capo in cambio di armadi stipati con collezioni (da capogiro) di borsette, scarpe, cappotti e cappottini, stracci e straccetti che non potrebbero permettersi con lo stipendiuccio che hanno”.

Che astio Dottor Feltri! Desidero ricordarle una parabola del Vangelo quello “dell’adultera”, in difesa della quale Gesù disse “chi è senza peccato scagli la prima pietra”! Mi sono occupata per quarant’anni di giornalismo di moda e di P.R.. Miei clienti sono stati tra gli altri GFT, Armani, Valentino e Versace: mi creda è sempre stato un piacere ringraziare un giornalista, con un nostro prodotto (ci costava meno di un mazzo di fiori). Ed era un modo in più di portare le firme italiane nel mondo, così dicasi per numerose attrici e attori italiani e stranieri. Poi sono venute le pagine pubblicitarie della moda che riempiono ora quotidiani e riviste e alle collezioni è stata dedicata più attenzione …senza tappare la bocca a nessuno. In questi anni, a firma di colleghi giornalisti, che si occupano di moda ho letto articoli duri e critici, qualche volta persino eccessivi, così come articoli bellissimi su griffe giovani, sconosciute e senza budget pubblicitari. Difendere i propri amici, incolpando altri giornalisti è poco leale, non del suo livello Direttore.

DOLCE E GABBANA ALLE “INVASIONI BARBARICHE”

La 7 – Venerdì 22 dicembre 2006

Caro Dolce, caro Stefano, c’è una bellissima parola che dovrebbe sempre essere presente a tutti e soprattutto a giovani uomini, che tanto hanno avuto dalla vita e dal lavoro: RISPETTO.

Vi ho sentito parlare della Signora Clio Napoletano, in modo villano e strafottente durante un’intervista televevisiva a La 7: non dubito, che la signora sia stata sgradevole con voi in vacanza, capita a tutti noi che viviamo in questo mondo, di non sopportare rumori e schiamazzi a tarda notte. Ma non mi sembra questo un fatto così importante da dovere essere raccontato a qualche milione di telespettatori.

Pare un pettegolezzo più da portineria, che da uomini. Fra l’altro ho letto su CHI n. 52/gennaio 2007 che a Stromboli, la Signora Naomi Campbell, si divertiva a simulare rumori corporali sospetti, con una diabolica macchinetta tenuta nascosta nella borsa.

Ma il meglio di sé lo ha dato in farmacia dove, dopo aver richiesto medicinali per il mal di pancia, ha azionato la macchinetta all’impazzata fingendo dolori atroci. Pare fosse in vostra compagnia, o almeno così cita il giornale.

Essendo la Signora Napoletano persona colta, intelligente e moglie del nostro Presidente della Repubblica, richiede rispetto da tutti gli italiani, perciò anche da voi.

Per finire un piccolo suggerimento. Perché non usare qualcuna delle vostre numerose pagine pubblicitarie per fare un bell’annuncio sui quotidiani: CI SCUSI SIGNORA NAPOLITANO, QUALCHE VOLTA RICCHEZZA E SUCCESSO DANNO ALLA TESTA. NOI LE PORTIAMO IL MASSIMO RISPETTO. DOLCE e GABBANA.

SAVE THE DATE 1976

WALTER ALBINI E ADRIANA MULASSANO

Ricordo –per chi non lo sapesse- che Adriana Mulassano è stata una grande giornalista di moda, che debuttò giovanissima al Corriere della Sera. Walter Albini è stato invece un raffinato stilista, ricordato ancora oggi, per la sua grande creatività.

Era appunto il 1976, quando in un articolo di Adriana per il quotidiano milanese comparve una nota di biasimo, per la collezione dello stilista. La stagione successiva, per la sfilata di Walter, che si teneva presso l’hotel Principe e Savoia di Milano, all’ingresso della sala fu apposto un cartello che portava scritto: la Signora Adriana Mulassano è invitata a non entrare alla sfilata. Il cartello era firmato Walter Albini. Ma le cose andarono diversamente: nessuna giornalista partecipò a quella sfilata. Eravamo in un’epoca dove rispetto e solidarietà avevano molto valore.

In seguito Walter e Adriana divennero amici.

Barbara Vitti

19 Dicembre 2006

TRE PERSONAGGI INDIMENTICABILI: FRANCO MOSCHINO.

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Oggi ci meravigliamo per le provocazioni di Cattelan (impiccati ad alberi metropolitani e meteoriti irriverenti), ma come si possono dimenticare i paradossi di Moschino, che metteva in vetrina una finta mucca e, lontano, un solo abito sul manichino. Altre volte pubblicizzava il suo marchio personalmente, con il torace nudo, una parrucca da donna bionda ed i baffi neri. Negli anni ’80 stampa e clienti erano affascinati dall’esprit di Franco quanto dai suoi modelli, che erano un mix di riferimenti ai classici della couture, ma realizzati con tessuti ritenuti incompatibili tra loro. Contestatore e dissacratore amava la moda ma non “il fashion system” e l’immaginario dominante di quegli anni . Per questo Moschino resta indimenticabile, con le sue invenzioni.

Invitati entrambi ad una cena organizzata a Milano da Pitti Immagine eravamo seduti vicini, quando intervenne per dire “E’ giunta l’ora degli enfants terribles basta con il classico, superclassico, classicissimo!”. Avevi ragione tu Franco e forse, quella sera, invece di fare la signora bene milanese, un pò snobbina, avrei dovuto assicurarti che avevi davvero ragione.

Barbara Vitti

TRE PERSONAGGI INDIMENTICABILI: ENRICO COVERI

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Grazie ad Anna Riva, famosa giornalista di moda e a Marta Godi, a quel tempo ufficio stampa di Enrico (soprannominato il Principe di Firenze) mi è capitato di essere invitata a cena all’Hotel Principe di Savoia a Milano, ospite dello stilista. Negli anni ottanta i PR e la stampa erano tutti amici e questo era una cosa bellissima che ti aiutava a vivere con più leggerezza il tuo intenso lavoro ( ma quest’argomento merita un pezzo a parte).

Non è della moda di Coveri che desidero parlare, ma di lui, di quanto fosse allegro, dolce e affettuoso e di com’era facile diventare una sua fans. Enrico invitava ad eventi mondanissimi, a Milano come a Parigi, ma io ne ricordo uno in particolare nella sua bellissima casa di Firenze, affacciata sul Lungarno Guicciardini dove, all’ultimo piano, aveva creato un’importante Galleria d’Arte moderna, con quadri di Botero, Basquiat, Mitoray, Andy Warhol, Guttuso. Alla sua tavola sedevano giornaliste importanti italiane e straniere, come Hebe Dorsey, redattrice di moda dell’International Herald Tribune insieme con attrici di fama internazionale: Margot Hemingway, Vanessa Redgrave, Liza Minelli, JoanCollins. Quella sera dopo aver cenato salimmo nella sua Galleria d’Arte, con noi c’era anche Bianca di Savoia.Quest’ultima, incredula nel vedere così tanti quadri di valore si rivolse ad Enrico e chiese stupita: veri? Lui mi guardò, mi strizzò l’occhio e disse…..naturalmente “No”. In quel momento capii quanta allegria e ironia c’era nel cuore di quel ragazzo straordinario, che ci ha lasciato troppo presto.

Barbara Vitti

TRE PERSONAGGI INDIMENTICABILI: GIANNI VERSACE.

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Maggio 1985, aeroporto di Parigi ore 14,00 incontro lo sguardo di Gianni che mi sorride, si alza, mi viene incontro e mi dice: “Che piacere conoscerla personalmente. Lei è Barbara Vitti , sono lieto di avere il tempo per poter scambiare qualche parola con lei “. Prendevamo lo stesso aereo delle 15,00 per Milano.

Erano trascorsi dieci minuti e già provavo per questo ragazzo, ricco di fascino, un’enorme curiosità e quando scoprii che era anche spiritosissimo, ne fui completamente conquistata. Il viaggio fu molto turbolento e, sempre scherzando, Gianni disse: “Se cadiamo pensi che Armani – cliente per il quale lavoravo allora – farà un annuncio per entrambi o solo per te ?”. Risposi: “Penso per nessuno dei due, poiché chi lavora per lui ha la proibizione assoluta di frequentare altri stilisti, figurati morire insieme, lo riterrebbe un affronto !”.

Dopo quel viaggio conobbi Emanuela Schmeidler, la sua PR e diventammo amiche, anche se lei era ancora una ragazzina. Incominciò ad invitarmi alle loro sfilate.

Ma è della gran generosità di Gianni che desidero parlare, di un gesto che per me è rimasto indimenticabile. Eravamo ai primi di novembre del 1996 ed io stavo organizzando per l’A.I.R.C ,con Emanuela Properzi, la settimana Rai, dedicata alla ricerca sul cancro. Sapevo che Gianni aveva avuto un tumore alle ghiandole dal quale era guarito, chiesi ad Emanuela Schmeidler se sarebbe stato disponibile parlarne al telegiornale, lei me lo passò telefonicamente e Gianni mi disse “ Ti aspetto domani (6 novembre) con la troupe televisiva”. Fu Grazia Coccia a fare il servizio. La testimonianza di Gianni fu seguitissima, non solo fece raccogliere molti fondi all’A.I.R.C., ma fu ritrasmessa moltissime volte l’anno dopo, in occasione della sua morte. Non dimenticherò mai le parole con cui Gianni concludeva il suo intervento “L’ho fatto per fare piacere ad un’amica”. Quante lacrime e infinita nostalgia, non c’è più un amico fantastico.

Barbara Vitti

27 Novembre 2006

NATALE IN CASA DI VERA ROSSI LODOMEZ

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Era una tradizione trovarsi a casa di Vera intorno al 20 dicembre, per una bellissima cena. Lei era una giornalista, colta, sapeva perfettamente tre lingue, elegante, di grandissimo humour e fu al fianco di Giorgini nell’organizzare le prime sfilate a Palazzo Pitti. Specializzata oltre che nella moda anche nelle rubriche di cucina, si deve a lei il primo Cucchiaio D’Argento, edito dalla Domus nel 1950.I suoi invitati preferiti erano: Nietta Veronese, Beppe Modenese, Piero Pinto, Franco Savorelli, Silvana Bernasconi, Chino Bert, Alberto Lattuada, Giuliano Fratti, Maria Pezzi, Carla Ling, io, mia madre, le sue nipoti e molti altri amici. Al termine del pranzo facevamo sedere Vera su un divanetto e incominciavamo ad aprire i pacchetti con i regali per lei. Era il momento più divertente della serata, perché la sua governante Maria, dolce e gentile,ad ogni regalo faceva un commento in puro dialetto milanese ;davanti ad un ennesimo servizio di caffè “Oh signur ghe ne avemm tri”, se era un gioiello “quell li lu mett no” ecc. Che bello è stato per tanti anni.Grazie Vera.

Barbara Vitti

1 DICEMBRE 1986: NATALE DA KRIZIA

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Nel loro Spazio, Mariuccia Mandelli e il marito Aldo Pinto

inaugurano “Il concerto di Natale” che negli anni è diventata una straordinaria tradizione alla quale partecipano amici, giornalisti, direttori di testata e quotidiani, editori, personaggi celebri della capitale lombarda.

Entusiasmante il primo concerto diretto da Manfred Huss con l’Ensemble di Archi della Scala, violino solista Anahi Carfi, Haydn Sinfonietta Wien.

Indimenticabile nel 1987 quello diretto da Gianandrea Gavazzeni con i cameristi della Scala e il Coro delle Voci bianche della Scala dirette da Giorgio Bredolo.Come non rilevare quelli di Tiziana Fabbricini il 1 dicembre 1990, Cecilia Chailly e Bela Bartock, con l’orchestra Cantelli diretta dal maestro Alberto Veronesi (1994) e, per gli amanti del grande jazz, Dado Moroni con Andrea Bacchetti, interprete della musica classica. Il 2000 si festeggia con The Golden Gospel Singers e la partecipazione straordinaria di Bob Singleton.

Al termine di ogni concerto si alza il sipario e nel cortile troneggia una magnolia

allestita ogni anno in modo esemplare ,scoppiano gli applausi e si aprono i buffet

con champagne, panettoni, torroncini, torte e mille altri dolci, mentre si ritrovano

e si riabbracciano vecchi amici, che solo grazie a Mariuccia ed Aldo si rivedono

almeno una volta l’anno.

E’ una festa bellissima, direi imperdibile.

Barbara Vitti

UN NATALE SPECIALISSIMO: FIRMATO FENDI

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I ricevimenti per gli auguri di Natale dalle Fendi hanno sempre avuto “una speciale magia”grazie anche all’aiuto scenografico creato da Walter Rolla.

Come dimenticare l’allestimento con decine di Babbi Natale, gli alberi illuminati di enormi candelabri, le caldarroste che cuocevano sul braciere.

Che sorpresa, un altro anno, ritrovarsi in un bosco incantato, fantastico e luccicante, come quellodel balletto “la morte del cigno”il cui filmato correva sulle pareti interpretato da Nureyev e Margot Fontaine. Nel 2000 l’ispirazione fu di proiettare

i grandi balli dell’ultimo secolo, che ci accompagnavano in mezzo ad un mondo

trasparente, che annunciava una nuova era. Nel 2001 Rolla si è ispirato al

film “Orlando”, con la sabbia che ricopriva il pavimento, le pecore sullo sfondo e tanti sgabelli sui quali erano appoggiate delle pellicce informi. Il tutto accompagnato da menu raffinatissimi e bevande insolite.

E poi, e poi ….tutti straordinari, come sono straordinari Carla Fendi e suo marito

Candido, che ci hanno accolto per anni con grande affetto, lo stesso che nutre

per loro, tutta la stampa italiana.

Barbara Vitti

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