Moda
  • fiat

    Nel 2017 Fiat Chrysler Automobiles ha ottenuto un risultato migliore rispetto a quello del mercato, con quasi 1 milione 45 mila immatricolazioni è cresciuta del 5,2% in un mercato che ha registrato un aumento del 3,3 %.   Nell’anno, aumentano le vendite di valori superiori a quelli del mercato i brand Alfa Romeo (+29,5 %, […]

  • suv

    Dopo anni bui per l’industria automobilistica, il biennio appena concluso vede un rilancio nel settore acquisti. La grande richiesta di suv e crossover ha sicuramente determinato l’incremento della domanda di nuovi autoveicoli, avendo registrato uno spostamento dal 18 al 27% di quota di mercato in volume, che in quantità significa quasi mezzo milione di unità. […]

  • Massimiliano Archiapatti

    Andrea Cardinali ha rassegnato le dimissioni dalla carica di Presidente ANIASA, a seguito dell’uscita dall’azienda Alphabet Italia di cui era Presidente e Amministratore Delegato.   Le dimissioni sono state accolte con vivo rammarico sia in ambito aziendale che in quello associativo per il prezioso e fattivo contributo dato da Andrea Cardinali nel corso di questi […]

  • 201935327-1d9ca4a1-88af-4069-b124-2d34949105c6

    La vigilia dell’Epifania di quest’anno è morto John Young, non il più famoso degli astronauti americani, ma certamente il più completo. Aveva ottantasette anni, cioè era nato in quei primi anni trenta del secolo scorso in cui vennero al mondo tutti e dodici gli astronauti che scesero sul suolo lunare. Ne rimangono in vita ancora […]

  • cof

    Da quando Silvia Venturini Fendi è alla Presidenza la mission di Altaroma, oltre che per l’alta moda è soprattutto rivolta alla promozione dei nuovi designer. Grazie al supporto di Ice Agenzia (300 mila euro l’investimento in questo progetto) è nato Showcase che si terrà al MAXXI – Museo Nazionale della Arti del XXI Secolo – […]

  • 04_francesca_tizzano_in_eles_italia

    La bellissima Francesca Tizzano, modella e web influencer, semifinalista del concorso Miss Italia 2015, da perfetta fashion addicted non rinuncia all’inconfondibile stile di Eles Italia.   Francesca, originaria di Sorrento, alta, mora e con un fisico statuario, è particolarmente apprezzata per la sua semplicità, il suo sguardo velato da un’affascinante malinconia e la sua innata […]

  • caca8334-4b8b-4c9e-af76-6e264eddca95

    Il nuovo corso del marchio womenswear made in Italy vedrà importanti investimenti per lo sviluppo internazionale e il rebranding a partire dalla collezione Fall-Winter 2018/2019.   Simona Corsellini prende le redini della sua azienda e mette la firma sui suoi progetti: la linea di prêt-à-porter donna lanciata nel 2005 diventa “Space Simona Corsellini” mentre la […]

  • 02-testino-backstage-insideandout-17-int

    E ora basta. Non possiamo far finta di niente né aggiungerci alle tante coscienze sonnacchiose che si lasciano scivolare addosso la qualsiasi. In questi giorni è scoppiato il caso dei due grandi fotografi, Mario Testino e Bruce Weber, accusati di molestie e abusi sessuali. Ne hanno parlato anche i giornali nazionali dopo l’ennesima inchiesta del […]

  • Palazzo Madama Torino

    Palazzo Madama presenta, dal 15 febbraio al 21 maggio 2018, la mostra PerFumum. I profumi della Storia. Un racconto sull’evoluzione e la pluralità dei significati del profumo dall’Antichità greca e romana al Novecento, visto attraverso più di duecento oggetti esposti, tra oreficerie, vetri, porcellane, affiches e trattati scientifici.   Nell’ambito della mostra, l’Associazione culturale torinese […]

  • Immag_NakedPalette

    Urban Decay, il brand makeup “feminine, dangerous & fun”, è lieto di presentare il CONCORSO NAKED SMACKDOWN, nato per far scoprire l’universo delle iconiche palette di ombretti Naked a tutte le makeup addicted!   Dal 15 gennaio al 18 febbraio 2018, acquistando sul sito www.urbandecay.it una palette di ombretti Naked tra la gamma delle Naked […]

  • SOUTH GARAGE PER PRORASO

    Proraso rinnova la sua partecipazione al Motor Bike Expo di Verona, primo appuntamento motociclistico dell’anno che dal 18 al 21 gennaio riunisce appassionati di motori da tutto il mondo.   All’interno dello spazio Moto Guzzi, Proraso, sarà presente con l’inconfondibile postazione da barbiere. Un vero e proprio Temporary Barber Shop con arredi vintage gestito da Salone […]

  • Senza titolo

    KIEHL’S presenta un nuovo prodotto che sarà il must have della vostra skincare routine quotidiana: Powerful-Strenght Line-Reducincg Concentrate, un siero efficace anti-età alla Vitamina C pura e Acido Ialuronico.   L’alta concentrazione di Vitamina C, il 12,5% e la combinazione con l’acido Ialuronico donano risultati più efficaci e rapidi, offrono immediata luminosità e levigatezza, assorbendosi velocemente […]

  • Schermata 2018-01-17 alle 12.51.31

    Molteni&C partecipa a “Imm Cologne”, la più importante fiera di interior design del Nord Europa, in programma dal 15 al 21 gennaio 2018.   Lo stand di oltre 700 metri quadri progettato da Vincent Van Duysen si ispira ad una grande architettura domestica, dove zone living dialogano con aree dining che si affacciano su un’ampia […]

  • d1f565ec-5b1e-4692-9f81-46610ed0e7c9

    Una sinergia vincente, guidata dalla creazione di valore e premiata per la sostenibilità, quella tra L22 Urban & Building e L22 Engineering & Sustainability. Le due business unit del Gruppo Lombardini22 hanno collaborato nella realizzazione del progetto: un intervento di riqualificazione architettonica ed energetica per un edificio residenziale nel centro storico di Milano, convertito a […]

  • ETEREA-220-02

    A partire dal corrente mese di Gennaio, Platek e Gabriella De Biase hanno avviato una collaborazione nell’obiettivo da un lato di ottimizzare la comunicazione verso i referenti commerciali dell’azienda (dunque forza vendita, clienti, architetti, paesaggisti e light designer) e dall’altro per gestire le media relations dell’azienda in Italia e all’estero, nei mercati più strategici.   […]

  • Schermata 2018-01-16 alle 10.52.37

    Ecco una selezione di residenze private, in cui sono stati inseriti, per la zona notte, i letti MIDSUMMER-Milano.   Ciascuna abitazione dichiara una specifica vocazione stilistica in virtù dell’epoca di appartenenza, che gli interventi di ristrutturazione hanno sapientemente evidenziato. Nei vari casi le scelte d’arredo hanno come protagonisti della zona notte i letti Midsummer: grazie […]

  • orio-650x431

    A partire dal 3 gennaio 2018 il Gruppo Carabinieri Forestali di Bergamo, in collaborazione con personale del Servizio Fitosanitario di ERSAF Lombardia, avvierà una campagna informativa rivolta ai passeggeri all’interno del terminal partenze dell’Aeroporto di Milano Bergamo (airside), con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza rispetto ai rischi connessi all’introduzione delle specie alloctone e invasive sul […]

  • slide-orio-al-serio-aeroporto

    Nel terminal passeggeri dell’Aeroporto di Milano Bergamo, tutti i giorni alle 5:45 del mattino, dagli altoparlanti verrà diffuso l’inno nazionale italiano. La novità è stata introdotta da SACBO, a partire da mercoledì 20 dicembre, quando, non senza sorpresa delle persone presenti, le note dello spartito, nella versione ufficiale, hanno raggiunto tutti gli angoli dell’aerostazione. Anche […]

  • Control Room SACBO 1

    Sistema di sicurezza sempre più avanzato all’Aeroporto di Milano Bergamo, dove entra in funzione la nuova Control Room, realizzata all’interno del terminal, gestita da SACBO e affidata al presidio del personale dell’ATI Italpol – Sicuritalia, che già svolge i controlli di sicurezza di passeggeri e bagagli. La Control Room, attiva H24, risponde ai requisiti e […]

  • Aeroporto Capodichino_05(0)

    L’Aeroporto Internazionale di Napoli è stato annoverato nel Piano Nazionale degli Aeroporti redatto da ENAC tra i 12 Aeroporti Strategici della Nazione.   Negli ultimi anni, con l’aumento di +92% delle rotte internazionali rispetto al 2013, il traffico passeggeri è notevolmente cresciuto, al punto che lo scalo napoletano si posiziona ai primi posti in Italia […]

  • giancarlo-perbellini-chef-brigata

    Giancarlo Perbellini conferma ancora una volta la sua vocazione all’imprenditorialità che lo vede protagonista del lancio, nel 2018, di due nuovi locali che si vanno ad aggiungere agli otto che già gravitano nella sua galassia: “Casa Perbellini” (www.casaperbellini.com/it/), “Locanda 4Cuochi”, “Tapasotto”, “Capitan della Cittadella”, “Du de Cope” e “La Dolce Locanda” a Verona, “Il Dopolavoro” […]

  • Schermata 2018-01-17 alle 11.43.36

    Dal 10 al 17 Febbraio, si rinnova l’eccezionale esperienza di Chef in Comune, la social table di Courmayeur.   Chef in Comune è un progetto charity importante: anche quest’anno, parte del ricavato sarà devoluto in beneficienza: otto cene a sostegno dell’Associazione Dynamo Camp Onlus, una speciale occasione in cui Courmayeur apre le porte della Sala […]

  • gorgonzolaecocktail

    Da giovedì 1 a sabato 3 febbraio, 7 cocktail bar milanesi raccoglieranno la sfida proposta dal Consorzio per la tutela del Formaggio Gorgonzola di celebrare durante il momento aperitivo il formaggio erborinato più amato al mondo e la sua estrema versatilità.   I locali, dislocati nelle zone più note della movida milanese, sono apprezzati sia […]

  • Schermata 2018-01-16 alle 10.33.43

    Riparte da oggi fino al 30 aprile INGRUPPO, l’iniziativa alla sua 6° edizione che unisce la gastronomia di alto livello, l’autenticità del territorio e l’accessibilità delle proposte.   20 chef, stellati e non, saranno uniti nel nome della ricerca, seguendo l’esempio del Maestro Gualtiero Marchesi il cui nome, in occasione dei 4 mesi dalla sua […]

  • Juventus Allianz Stadium

    E’ curioso, e anche divertente, ascoltare i tifosi che telefonano alle radio private chiedendo lumi sul calciomercato delle proprie squadre. Siccome il nostro è un popolo di eroi, santi, navigatori e, da un centinaio d’anni a questa parte, allenatori di calcio ecco che i suggerimenti dei tifosi viaggiano su astronavi dirette alle stelle del pallone. […]

  • DE VRJI

    Quando la riconoscenza non è acqua! Stephan De Vrij, difensore olandese della Lazio corteggiato da almeno dieci squadre, in scadenza di contratto avrebbe potuto liberarsi a parametro zero e firmare, per il prossimo anno un contratto vantaggioso. Preso dal Feyenoord nel 2014, da quattro stagioni De Vrij è una colonna della difesa laziale. L’Inter gli […]

  • GB TEAM FOUR OARSMEN WIN THE TALISKER WHISKY ATLANTIC CHALLENGE 2017

    Nella Talisker Whisky Atlantic Challenge, nota come la gara di canottaggio più dura al mondo, la squadra britannica Four Oarsmen ha infranto il record mondiale per la traversata più rapida da parte di un equipaggio di quattro elementi.   La squadra ha completato questa epica sfida in 29 giorni, 14 ore e 34 minuti, battendo […]

  • 19771_04-una-nuova-casa

    Nasce la Hall of Fame dove troveranno posto i volti che hanno fatto la storia dei nerazzurri con l’obiettivo di raccogliere, diffondere e valorizzare il patrimonio storico del club. Un’idea di Inter Forever presentata da Pirelli, il cui sodalizio con l’Inter risale al 1995 e rappresenta una delle più lunghe e vincenti partnership nella storia […]

martedì, 7 febbraio 2017

AHI LA MODA! UN PO’ DI STORIA DI IERI E DI OGGI

di Luciana Boccardi
La sfilata Gattinoni ad Altaroma

La sfilata Gattinoni ad Altaroma

Tra poco iniziano le “grandi” sfilate, quella vetrina del pret-à-porter che risulta il verbo per conoscere dove va (e come sta) la moda del prossimo autunno-inverno 2017-2018.

 

Si sono appena svolte, a Parigi e a Roma, le sfilate d’alta moda femminile (per la P/E 2017) e , a giochi conclusi, credo sia doveroso aprire un discorso (che tra l’altro è già aperto da tempo, ma disatteso) affinchè si possa scrivere un punto – e a capo – su una vicenda che pare non si voglia affrontare con fermezza e sincerità.

E’ vero che l’ ”alta moda” italiana se sfila a Parigi viene considerata , commentata, esaltata, premiata mentre se sfila in Italia è un “reperto” , un genere mummificato da snobbare anche come critica, un simulacro che parla una lingua scomparsa?

 

Nel secolo scorso, in Italia, la moda si faceva conoscere con iniziative sporadiche private : sfilate proposte singolarmente e quasi in segreto (solo per le clienti di fiducia!) dal sarto che allora non si chiamava “stilista” perché i vestiti si facevano a mano in sartoria e unico artefice del modello e della confezione era il sarto con la sua èquipe di “piccinine” che apprendevano fin da bambine il mestiere in atelier. Gli stilisti nascono con il pret-à-porter per il quale serve un designer che può anche non conoscere (come avviene oggi) il lavoro artigianale di sartoria se non con apprendimenti frettolosi e insufficienti dati dalle scuole che provvedono a fornirlo dei mezzi per produrre abiti in serie (pret-à-porter) .

 

Il sarto accompagna , accarezza con il tessuto il corpo da vestire e la moda confezionata in atelier dal sarto vero esiste ancora e si chiama “alta moda” : una definizione che ha creato e crea molta confusione tra i non addetti ai lavori , ma anche purtroppo tra gli addetti e tra alcuni commentatori mediatici che ritengono l’aggettivo “alta “ un attestato di qualità mentre invece è una indicazione di categoria artigianale, il “fatto a mano in pezzo unico, non riproducibile“.

 

Il dilagare del pret-à-porter, i prezzi imposti dal “lavoro a mano” ; il trend pubblicitario che ha reso più appetibili abiti in serie che non pezzi unici dedicati, coinvolgendo un pubblico fino allora attento solo a una moda d’atelier; la comodità di trovare l’abito pronto senza il tormentone delle prove in sartoria; un trend imposto dalla macchina pubblicitaria hanno fatto sì che nella seconda metà del Novecento iniziasse un declino dell’alta moda che possiamo comunque riscontrare in tutte le espressioni artigianali del “fatto a mano” destinato a una èlite sempre più esigua. La differenza tra “alta moda” e pret-à-porter come produzione è una questione contestuale : il pret-à-porter è un genere commerciale che racconta certamente un impegno creativo che lo stilista comunque affronta con finalità sempre commerciali: un tessuto che sia competitivo nel prezzo, una tavolozza di colori vendibile, un modello considerato con accortezze che ne consentano la riproduzione in numeri illimitati senza troppo dispendio di materiali, e che non richieda un numero di ore lavorative superiore al possibile. La collezione deve risultare un prodotto sicuro sotto il profilo mercantile.

 

L’ “alta moda “ invece racconta un vestito, una capsule, una collezione creata dal sarto (oggi chiamiamolo comunque stilista che piace di più), con finalità puramente artistiche: quel certo tessuto perché è bello, non importa quanto costi, quella forma perché piace, non importa se esige spreco di materiale nel taglio e tante ore di lavoro in sartoria, quel colore perché il guizzo artistico del creatore lo sente giusto per quel vestito, o per l’accessorio prodotto a mano. La vendibilità è un fattore relativo poiché si affida alla fiducia tra sarto e cliente, a un tam tam pubblicitario limitato a un porta a porta o a un passaparola tra clienti di altissimo prestigio.

 

Per affrontare più agevolmente il rapporto commerciale necessario alla divulgazione del pret-à-porter tra gli anni 1950-’60 nasceva a Firenze – su iniziativa di Giambattista Giorgini – la passerella comune in Sala Bianca di Palazzo Pitti, dove un gruppo di creatori accorpato in un’unica manifestazione esibiva le collezioni a un pubblico di compratori di tutto il mondo e alla critica di moda che nasceva allora con diffusione internazionale. Dapprima con il nome di Pitti Donna a Firenze che declassò la fortuna del SAMIA DI Torino dove fino allora si presentava la moda pronta senza nobiltà di firme ma comunque di uguale pregio; in seguito trasferita a Milano, la rassegna di moda pret –à-porter si è popolata di firme , molte provenienti dall’alta moda e altre nascenti , destinate a conquistare la celebrità. Ovvio che uniti insieme i creatori di pret trovarono la forza di esigere aiuti economici, concessioni di location prestigiose, supporti mediatici che pervennero ora più ora meno consistenti per dare una mano a far diventare la moda italiana quello che oggi è nel mondo.

 

E l’alta moda? Le grandi clienti non erano scomparse e i sarti continuavano a creare collezioni “uniche” : alcuni avevano accorpato alla produzione di atelier anche quella di pret restando creatori nei due settori , destinati a realizzarsi in seguito solo come pret, ma con un piede fermio sull’alta moda (vedi ad esempio Gianni Versace, Giorgio Armani, Fausto Sarli, Raffaella Curiel, Camillo Bona) . Anche i sarti dell’alta moda ritennero opportuno cercare di unirsi in una manifestazione somigliante a quella per il pret – e già presente a Roma sotto l’egida dell’Ente per la Moda Italiana – e aderirono all’idea di Amos Ciabattoni che trasferì i compiti dell’Ente della Moda nella Camera della Moda Italiana , da lui fondata e presieduta per anni con la finalità specifica di valorizzare l’alta moda italiana e quindi le presentazioni delle collezioni firmate dai sarti che si rivolgevano alla clientela esclusiva allora composta da personaggi dei salotti buoni, signore in profumo di eleganza consorti di grandi imprenditori, celebrità dell’alta finanza, della politica (Vittoria Leone, moglie del presidente del Consiglio aprì la pista delle prime signore della politica in prima fila alle sfilate romane d’alta moda).

 

Ma tra il pret e l’alta moda c’era un certo attrito: “rivalità”? “invidia” dicevano i grandi sarti riferendosi ai primi grandi stilisti di pret, “senso pratico” rispondevano gli stilisti del “pronto” sottolineando l’impossibilità per l’alta moda di reggere il tetto di mercato che poteva offrire il pret. Ecco quindi gli sgambetti e i giri viziosi per garantirsi aiuti più consistenti, ecco anche una sorta di sabotaggio campanilistico messo in atto anche, forse soprattutto, dalla stampa che avallò nei confronti delle sfilate di alta moda romane una sorta di embargo che ovviamente privilegiava quelle di Firenze e poi di Milano. Per esempio far seguire le sfilate di Pitti e poi di Milano dall’esperta di moda in carica presso la testata, mentre l’alta moda – un tempo seguita dalle grandi firme del giornalismo italiano – veniva recensita nelle pagine locali. La tecnica seguiva codici precisi: alta moda : “ un modo anacronistico di produrre abiti, con spese ingentissime, lavoro artigianale che consente un vestito unico per ogni modello, esiguità degli atelier che sono andati assottigliandosi per motivi economici evidenti, senza però che i sarti accettassero mai di rinunciare a questo ramo libero della fantasia, né le clienti , principesse arabe, mogli di imprenditori miliardari in cerca di unicità” . Pret-à-porter ? la moda “che parla il linguaggio del nostro tempo”.

 

Da allora l’alta moda italiana ha dovuto subire minacce di estinzione, attacchi e critiche furibonde ad ogni uscita di calendario delle rassegne: tropo pochi i couturiers importanti, troppi nomi sconosciuti messi dentro per rinforzare il programma e i sempre più esigui bilanci, troppo costoso l’ambaradan per conservare in vita le rassegne che due volte all’anno presentano le collezioni. Salvare l’”alta moda” è un ritornello che da decenni risuona senza che nessuno si chieda come mai in Francia, a due passi da noi, l’”alta moda” esiste, viene regolarmente proposta con una manifestazione ad essa (e solo ad essa) dedicata, con un calendario, calendario sia pure ridotto nei giorni occupati e nel numero di aderenti, predisposto dalla Chambre Sindycale de la Mode nel quale figurano molte firme italiane. A Parigi tutto viene accettato e seguito dalla stampa di tutto il mondo (compresa quella italiana) e gli accusatori dell’alta moda italiana (in Italia) non esitano ad esaltare stilisti italiani in trasferta a Parigi, prima snobbati a Roma . Haute couture sì, “alta moda” no. Perché?

 

Roma a un certo punto ha ritenuto che il calendario dovesse risultare più ricco di proposte varie orientandosi soprattutto sui giovani che sono in realtà il domani della moda tutta. (Quella dei “giovani” però – indipendentemente dall’età reale – è diventata una vera e propria “categoria” senza limiti di età… che probabilmente li accompagnerà fino all’ottantesimo compleanno). E’ evidente che oltre alla necessità di potenziare l’apporto di new entries nella moda, migliorando la preparazione degli aspiranti stilisti, il supporto ai “giovani” si presta a una maggiore attenzione e a un supporto economico che non può venire negato. Per salvare l’”alta moda” si ricorre quindi alla valorizzazione dei “giovani stilisti” creando nel 2002 – con la volontà di alcuni stilisti storici, la tenacia organizzativa di Stefano Dominella e il supporto di sponsors (soprattutto quello determinante e importante della Camera di Commercio di Roma) – l’organizzazione denominata “AltaRoma” per alcuni anni presieduta e “governata” dallo stesso Dominella e oggi da Silvia Venturini Fendi. Il progetto prevedeva una serie di manifestazioni per il lancio culturale e turistico di Roma, dalla cultura urbana al cinema, all’arte, alla musica e la moda, inserita a pieno titolo con un comparto dedicato (sia pure ob torto collo) all’alta moda. Il resto del calendario veniva riservato all’exploit dei giovani stilisti con il concorso validissimo (Who is on the Next?” ) voluto da Condè Nast e AltaRoma.

 

Sempre più emarginata, l’alta moda è diventata un elemento fantasmatico, mischiato con programmi di ogni tipo, in un calendario che alterna nomi importanti di couturiers italiani famosi a rassegne anche piacevoli che parlano di moda. Si legge “AltaRoma” ma non “Alta Moda” che in Italia resta una definizione tabù. Esiste l’haute couture in Francia, con il rafforzamento di molti stilisti italiani “in trasferta”, e sulla sua validità nessuna penna usualmente demolitrice dell’alta moda accusata di essere un ramo della moda in “smobilitazione storica” osa alzare il verbo contro esaltando anzi con fiumi di parole l’opera dei bravissimi stilisti. Non accadeva invece quando gli stessi sfilavano a Roma (basterebbe il successo di Grimaldi che ha sempre presentato cose eccellenti abbastanza in sordina a Roma e oggi osannato a Parigi dove si è trasferito . Così come possiamo vantare – dopo la Fashion week romana del gennaio scorso – collezioni superbe e di altissima classe come “il sogno” presentato da Gattinoni o “i fiori “ usciti dalla penna di un poeta per gli abiti ineccepibili di Renato Balestra, e le “architetture” da indossare firmate da Sabrina Persechino). E’ la vecchia storia del “nessun profeta in patria?”

 

Meritevole di approvazione l’organizzazione “AltaRoma” si sforza di tenere viva – anche dopo i tagli letali che quest’anno hanno decimato il budget del 90% – una sorta di fashion week romana dedicata soprattutto alle new entries . Ma il piatto forte resta per gli addetti ai lavori l’alta moda sia pure limitata a poche firme di grande qualità. Forse un calendario meno nutrito di espressioni varie concentrato sui nomi che portano ancora fiato alle trombe della nostra moda, più o meno “alta”, avrebbe consentito di indirizzare le entrate esigue verso una sede meno deprimente. Certamente l’ex caserma Guido Reni – che nel gennaio scorso ha svolto il ruolo di location per la settimana della moda a Roma – dopo l’annunciata ristrutturazione programmata – diventerà una bellissima location ma quest’anno, in condizioni di totale disagio non solo estetico, si è rivelata un distretto della tristezza, fatiscente, privo di confort sotto ogni punto di vista, lontano dal clichè che contrassegna le presentazioni di moda in tutto il mondo.

 

Entrate – sia pure decurtate – ne sono state elargite e agli stilisti , giovani e no, che hanno usufruito delle sale al Guido Reni District per la loro sfilata , è stato chiesto un quantum di 12.200 Euro , comprensivi dell’uso della sala e del backstage che (lamenta un espositore) era privo anche di servizi igienici per le modelle. Quanto a zone di pausa “meditativa” o rifocillante , da segnalare il “bar”, un’area fatiscente che poteva costituire una scenografia beckettiana depressiva da “Fin de partie”. Da segnalare in positivo? La qualità delle presentazioni, l’operosità fattiva e la gentilezza confortante del personale addetto ai servizi per la stampa, per l’accoglienza, per i transfert. La prossima fashion week romana che resta una manifestazione da non sottovalutare confermerà certo l’interesse di AltaRoma per i giovani ma dovrà ricavare nel calendario uno spazio specificamente dedicato all’”Alta Moda” italiana. Se non si potrà cambiare il Guido Reni District rendiamolo uno spazio da teatro del Carnevale, mettiamogli una maschera piacevole , confortante, possibilmente divertente.

 

 

 

 

 

 

TAG:

Non sono presenti commenti per questo articolo.


Lascia un commento »