Moda
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    Il mercato europeo dell’auto continua a crescere. Nel mese di novembre sono state immatricolate 1.216.702 vetture, con una crescita del 5,9% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, dato nel quale a incidere è stata anche la presenza di un giorno lavorativo in più a favore del 2017. Nel cumulato annuo il segno si mantiene […]

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        Nissan presenta “Crossover Thinking” il modello che estende il pensiero dell’innovazione, per sfidare le convenzioni giocando con la semantica del termine. La parola “Crossover”, oramai divenuta di uso comune in vari campi quali arte, musica, genetica e logicamente Automotive, deriva da Crossing-Over e identifica un processo di ricombinazione, che genera maggiore varietà.   […]

  • Andrea Carlucci

    A partire dal 1° gennaio 2018 Andrea Carlucci, Amministratore Delegato della filiale italiana dal 2014, andrà a ricoprire il ruolo di Director Marketing in Toyota Motor Europe, con la responsabilità a livello europeo del Product Marketing e Brand Communication, che comprendono, tra l’altro, anche la gestione delle attività relative al Motorsport (Gazoo Racing) e alla […]

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    Nel Vangelo di San Luca si legge (14,28) che un giorno Gesù chiese chi mai potrebbe essere tanto sprovveduto da coprirsi di ridicolo, iniziando una costruzione che non riuscirà a portare a termine per non averne ben calcolato il costo.   Oggi conosciamo almeno una risposta, lo Stato italiano; solo che c’è poco da ridere, […]

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    Durante l’undicesima edizione di X Factor Italia, il gruppo musicale Maneskin ha scelto di indossare modelli firmati Etro, facenti parte della collezione primavera estate 2018.

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    Una firma autorevole, graffiante, profonda e con un sense of humour assolutamente particolare. Selvaggia Lucarelli, con 1.200.000 follower su Facebook, 800.000 su Twitter e 350.000 su Instagram è la donna più influente del web italiano, e forse anche la più temuta. Dal prossimo gennaio sarà alla guida del mondo web di Rolling Stone Italia dove […]

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    Molteplici sono i motivi che – dopo aver ricordato Rudolf Nureyev – mi hanno portata a incontrare Giulio Covallero.   Di una vivacità travolgente, nato a Sofia, aveva quattro anni quando, nel ’97,venne in Italia, adottato da quelli che sono diventati i suoi (amatissimi!) genitori.  Oggi, ballerino e coreografo, vincitore-primo assoluto- di innumerevoli premi nazionali […]

  • X FACTOR 14 Dicembre MILANO

    Si è conclusa ieri a Milano l’edizione 2017 di X Factor, che ha visto il vincitore Lorenzo Licitra ricevere uno scintillante premio ispirato alla saetta di Just Rock! di Zadig & Voltaire: un vero e proprio oggetto d’arte in pieno stile rock e perfettamente in linea con il mood del programma.   Marca pioniera dell’ultima […]

  • Schermata 2017-12-15 alle 10.22.59

    Si chiama Vinergy® e lavora per ripristinare il metabolismo energetico delle cellule. Un ulteriore passo avanti dunque nella ricerca Caudalie che applica il rivoluzionario brevetto a un nuovo soin: le Sérum Premier Cru.   Le Sérum completa la linea premium Premier Cru, la proposta anti-età globale del marchio francese di cosmetica naturale ispirata all’uva e […]

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    Ogni problema ha sempre la sua causa. Un principio che vale anche nel caso delle problematiche estetiche, problematiche come le occhiaie che, dal canto loro, “vantano” più di una motivazione nella loro faretra. Prima di approfondirne le vere cause, però, vi sarà utile scoprire quali sono i rimedi per le occhiaie aprendo questa pagina. Ora […]

  • Susanna Magistretti

    Sin dalle origini, a partire dal villaggio de La Gacilly in Francia, la nostra vocazione è quella di agire per un’impronta positiva sul pianeta. Crediamo fermamente che le persone possano cambiare il mondo. Il ruolo della Fondazione Yves Rocher è quello di agire a favore della biodiversità e lo facciamo attraverso tre programmi: Terre de […]

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    La tradizionale forma a campana tipica degli abat jour, uno degli archetipi della storia dell’arredamento, viene interpretata in modo originale da Eurolampart nella nuova serie di lampadari Easy Bell.   Nelle tre versioni in cui è prodotta, da tavolo, da terra o a sospensione, la serie Easy Bell amplifica ed espande il concetto del fiore […]

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    Nuova mostra in programma dal 23 Febbraio al 10 Giugno 2018 presso il 21_21 Design Sight a Tokyo, luogo dedicato al design e ideato da Issey Miyake.   “NEW PLANET PHOTO CITY – William Klein and Photographers Living in the 22nd Century “. A quasi due secoli dall’invenzione della fotografia questa mostra guarda alle città […]

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    Con l’apertura del Molteni&C|Dada Flagship Store di Singapore in partnership con P5, il Gruppo Molteni compie un altro significativo passo all’interno dell’ambizioso progetto di riqualificazione della propria rete distributiva nel Far East, attraverso store monomarca e shop-in-shop nei mercati strategici di rilevanza internazionale. Il Flagship Store inaugurato il 30 novembre si sviluppa su due livelli […]

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    Da Novembre c’è un nuovo indirizzo di design in città: ha aperto a Milano, in Via De Amicis 53, il primo showroom NATEVO.   Unico e inedito, il nuovo spazio presenta un “total living” che permette di apprezzare lo stile, la qualità e la valenza dei mobili e complementi Natevo i cui LED integrati – […]

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    Sistema di sicurezza sempre più avanzato all’Aeroporto di Milano Bergamo, dove entra in funzione la nuova Control Room, realizzata all’interno del terminal, gestita da SACBO e affidata al presidio del personale dell’ATI Italpol – Sicuritalia, che già svolge i controlli di sicurezza di passeggeri e bagagli. La Control Room, attiva H24, risponde ai requisiti e […]

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    L’Aeroporto Internazionale di Napoli è stato annoverato nel Piano Nazionale degli Aeroporti redatto da ENAC tra i 12 Aeroporti Strategici della Nazione.   Negli ultimi anni, con l’aumento di +92% delle rotte internazionali rispetto al 2013, il traffico passeggeri è notevolmente cresciuto, al punto che lo scalo napoletano si posiziona ai primi posti in Italia […]

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    Il bergamotto interpretato dallo chef Davide Oldani. Due frutti di bergamotto, foglie di alloro ed una ricetta dello chef stellato. Questa la nuova proposta di “Citrus – L’orto italiano”, disponibile da oggi nei punti vendita della Grande Distribuzione, che punta ad una riscoperta ed una rivisitazione dell’antico e raro frutto calabrese. L’elegante confezione racconta all’interno […]

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    MARTEDÌ 5 DICEMBRE 2017, si è tenuto il cocktail di presentazione del progetto charity ideato da Morino Studio “SPARKLING V.I.P. – VERY IMPORTANT PET” realizzato per la LEGA NAZIONALE PER LA DIFESA DEL CANE- SEZIONE DI MILANO, con le bottiglie di vino spumante ROSÉ BRUT della CANTINA LE TORRI.   L’evento, gentilmente ospitato da Daniela Bertazzoni, […]

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mercoledì, 30 agosto 2017

LYDA BORELLI: UNA MOSTRA A VENEZIA A PALAZZO CINI E UN LIBRO

di Luciana Boccardi
Lyda Borelli in Salomè, 1910 circa. Fotografia Varischi e Artico. Siae-Burcardo, Roma

Lyda Borelli in Salomè, 1910 circa. Fotografia Varischi e Artico. Siae-Burcardo, Roma

Assistendo a una rappresentazione di Manon Lescaut, che alla fine dell’opera muore tra le braccia di Des Grieuyx salvando il suo grande amore: “…ma l’amor mio non muore” , Mario Caserini , il giovane regista che sarebbe diventato uno degli autori più apprezzati del cinema muto che si affacciava allora nel panorama della cinematografia in evoluzione, immaginava di realizzare un film proprio con quella frase come titolo. Cosa che accadde nel 1913 con la produzione del film che avrebbe dato il via non solo alla sua carriera folgorante, ma a un modo di comportarsi, di palesare le proprie emozioni, sull’onda di gesti e sguardi languorosi esasperatamente espressivi che la protagonista, Lyda Borelli , dispensava senza economia nel film con svenimenti e languori che vennero consegnati alla storia con il nome di “borellismo” indicato anche dal Panzini nel suo dizionario per raccontare appunto il decadentismo dei gesti, l’abbandono amoroso, il linguaggio del corpo che Lyda Borelli, già attrice di prosa di successo trasformò in comunicazione spettacolare, in “moda”. Tanto grande fu il successo del film di Caserini da suggerire a poeti e critici, musicanti e disegnatori , battute a tratti irriverenti , ironie, commenti che con Petrolini divennero motivo di spettacolo a sua volta. Indimenticabili i famosi versi del comico che nel suo “Ma l’amor mio non muore”, canta “Tutto muore quaggiù: muore l’insetto, muore il cane , il cavallo ed il cammello; muore il rospo, la pecora, il capretto, muore il pesce, il mammifero e l’uccello. Muore la pianta, la radice, il fiore, ma l’amor mio… ma l’amor mio non muore!”.

 

Per la Borelli, già famosa come attrice di prosa, quel film decretò il suo divenire “diva del muto” Era stata scelta dal regista proprio per quelle sue interpretazioni enfatiche, per il suo identificarsi totale con le espressioni di dannunzianesimo, le pose da “Salomè”, i gesti eccessivi che hanno dato forma al verbo “borelleggiare” citato dal Panzini nel suo dizionario di italiano. Era il tempo della decadenza cantata da D’Annunzio, la fase finale del Liberty, e l’esasperazione dei gesti languorosi corrispondeva alla forza d’attrazione che la Borelli, primadonna del teatro italiano di quel primo Novecento , aveva sul pubblico contrastata dall’altra primadonna in lizza, Francesca Bertini, meno “liberty”, meno sofisticata, meno surreale nell’avvitarsi languidamente a una colonna, alle tende, a un uomo impacciato e imbarazzato da cotanta gestualità, ma comunque grande protagonista della cinematografia nascente. Lyda Borelli garantiva a un regista la spettacolarità: Il suo viso affilato, la sua espressione dolorosa e sensualissima, la sua abilità di attrice consumata (aveva iniziato quasi bambina nella compagnia dove lavoravano anche i suoi genitori e la sorella, tutta gente di teatro), si imponeva sul pubblico non solo in Italia ma nel mondo dove raccolse successi esaltanti. Il successo accompagnava ormai ovunque la giovane Lyda (era nata in provincia di La Spezia il 22 marzo 1887) che riscuoteva ammirazione sia dal pubblico femminile che maschile, facendo innamorare pazzamente uomini di ogni censo che lei quasi non prendeva in considerazione dichiarandosi appagata dal suo vero amante, il suo pubblico. “ Se mi innamorassi – ebbe occasione di dire – mi butterei a capofitto in quella avventura e lascierei tutto , ma proprio tutto, per stare accanto al mio amore”.

 

Fu così in effetti perchè Lyda, divenuta diva assoluta , regina del suo tempo, improvvisamente si innamora di un giovane imprenditore ferrarese, aitante ufficiale di cavalleria, ritenuto uno degli uomini più ricchi d’Italia, Vittorio Cini, e nel 1918, si sposa (in quell’anno nascerà il primo figlio, Giorgio) e dice addio a Lyda Borelli attrice, sulla quale stende il velo dell’oblio totale, per diventare a tutti gli effetti la signora Lyda Cini. Ad allontanarla definitivamente dal mondo del teatro e dell’arte ci avrebbe pensato il marito, futuro conte Cini, acquistando e facendo distruggere tutti i film girati dalla moglie come anche ogni possibile documento di riferimento . Di Lyda Borelli, alla quale erano concesse tutte le ricchezze possibili il mondo dell’arte non si sarebbe occupato più, né le cronache mondane che la vita ritiratissima di Lyda sapeva tenere lontane. (Né – diciamo noi – fotografo o giornalista di gossip avrebbe osato sfidare la volontà del potente conte Cini che voleva annullato il passato della moglie. Dopo una vita trascorsa tra iniziative di immensa portata per l’Italia e sponsorizzazioni culturali di grande lungimiranza (ad esempio la Fondazione “Giorgio Cini” voluta per celebrare la morte del figlio Giorgio, caduto con l’aereo mente salutava la fidanzata Merle Oberon ), il conte Cini, alla morte della moglie avvenuta dopo lunga malattia a Roma nel 1959, volle ricordare il suo passato di attrice – arbitrariamente (ma forse anche con la complicità di Lyda) cancellato – realizzando a Bologna la Casa per artisti “Lyda Borelli” dove vengono tuttora ospitati artisti , cantanti, personaggi di spettacolo in condizioni difficili.

 

“Bellissima, attraversa la scena come un giglio, sa puntare due occhi appassionati folgorandoti per tenerti poi a debita distanza, alta, sinuosa, sensualissima” : di lei i racconti quasi leggendari del primo Novecento si sprecano salvo rare penne ribelli (come quella di Gramsci) che pur confermando il fascino irresistibile della Borelli, sottolineavano una sua assenza di personalità drammatica. “Non esce mai dal suo personaggio – è l’accusa che le muove una certa critica senza soffermarsi però sul fatto che proprio questa era la grande qualità della diva. La forza di Lyda Borelli era nell’affermare ciò che voleva si cogliesse in lei_una, nessuna, centomila .

 

Personaggio interessante e pieno di sfaccettature, la Borelli oggi viene ricordata con una mostra che rappresenta la prima “riproposta” storica di Lyda Borelli – soprattutto artista di teatro – dopo una vita dedicata ad annullarne tempi e storie. La Mostra “Lyda Borelli – primadonna del Novecento” , allestita da Maria Ida Biggi, direttrice dell’istituto per il Teatro e il Melodramma in Palazzo Cini, a Venezia, dove la Borelli abitò dopo le nozze con Vittorio Cini – si avvale di foto e documenti rari forniti dalla famiglia, dipinti, qualche vestito (ricostruito nell’atelier veneziano di Stefano Nicolao). Alla Mostra, che ospiterà anche proiezioni di alcuni film recuperati, fa da corredo esauriente e importante il libro curato da Maria Ida Biggi (con i contributi di Maria Dolores Cassano e Marianna Zannoni e la partecipazione di Domizia Alliata). Un altro dei momenti importanti che si aggiunge alle proposte e ricerche condotte dall’Istituto del Teatro e del Melodramma della Fondazione, fiore all’occhiello dell’universo colto e informatissimo che dall’isola di San Giorgio, a Venezia, con la presidenza di Giovanni Bazoli, porta nel mondo la voce della cultura di ieri e di oggi.

 

“Ero un bambino quando mia nonna ci lasciò – ricorda Giovanni Alliata di Montereale, del Consiglio Generale della Fondazione “Cini” ( figlio di Yana , una dei quattro figli di Lyda Borelli, unico nipote che vive tuttora a Venezia) – Di lei mi resta il ricordo di una grande dolcezza e della sua passione infinita per i fiori che coltivava con amore nella nostra villa romana sull’Appia Antica . Il primo giorno di ogni mese, mio nonno, Vittorio Cini , andava a Ferrara, in casa Cini e alla tomba di famiglia alla Certosa, per ricordare gli anniversari del figlio Giorgio (morto il 31 agosto1949 ) e della moglie, Lyda Borelli (morta il 2 giugno 1959). Spesso quando ero a Venezia lo accompagnai in questa trasferta affettuosa”.

 

Il libro è dedicato “ A Lida Guglielmi , che ha sentito intensamente il desiderio di conoscere il valore artistico di sua nonna, Lyda Borelli”.

 

Mostra a Palazzo Cini – Venezia – dal 1 settembre 2017  al 15 novembre 2017 

E presentazione del libro di Maria Ida Biggi: “Il teatro di Lyda Borelli”

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