Moda
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    Il portale italiano conosciuto sino ad oggi con il nome di Dalani.it e che dal 1° Marzo sarà Westwing.it, fa parte del Gruppo Westwing fondato in Germania nel 2011 da Delia Fischer, giovane giornalista di Elle Decor Germania che all’età di 26 anni decide di dar vita ad un ambizioso progetto online: “Come editor ero […]

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    Coty Professional Beauty, celebre per il suo portfolio di brand luxury, ha nominato Rossano Ferretti Global Ambassador della sua prima e più ampia divisione che include i marchi Wella Professionals, System Professional, ghd e OPI.   Rossano Ferretti, con 23 Luxury Hair spa a suo nome in tutto il mondo ed oltre 30 anni di […]

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    Nel 2018, Helena Rubinstein e Laclinic-Montreux celebrano il 10° anniversario della loro expertise e rinforzano la gamma Re-PLASTY proponendo due nuovi trattamenti anti-età mirati, dall’azione complementare, dall’efficacia scientificamente provata:   • LIGHT PEEL Si ispira al peeling superficiale che prepara la pelle prima dei trattamenti estetici e che consiste nell’applicare sul viso diversi tipi di […]

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    Expo Casa arriva alla XXXVI edizione e apre le porte ai visitatori dal 3 all’11 marzo al centro Umbriafiere di Bastia Umbra (sabati e domeniche dalle 10.00 alle 21.00, i restanti giorni dalle 15.00 alle 21.00). L’esposizione di Epta Confcommercio Umbria dedicata a Edilizia, Arredamento e risparmio energetico offre da oltre tre decenni soluzioni geniali […]

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    Una start-up propone per la prima volta in Italia una nuova formula per i pacchetti vacanza di tre giorni. Data e destinazione del viaggio vengono svelati solo poche ore prima della partenza.   Una proposta originale, sorprendente ed economica. Nella home page del sito www.milanbergamoairport.it appare il banner FlyKube che rimanda alla pagina dedicata alle […]

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    Air Dolomiti sceglie Masi Agricola vino del 2018 (#Masi4AirDolomiti). La storica azienda vitivinicola della Valpolicella e la Compagnia aerea italiana del Gruppo Lufthansa, si uniscono per trasformare il volo in un viaggio che racconta la storia e la cultura di una terra ricca di tradizioni.   Il servizio di bordo Settimocielo, che vuole costantemente garantire […]

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    In coincidenza con le due settimane olimpiche, che hanno visto protagonista la Corea del Sud, l’azienda Bottega ha inaugurato a Seul, in collaborazione con il proprio partner locale, una prestigiosa Bottega Lounge, dove vengono proposti vini, distillati e liquori.   Lo spazio si trova a Gangnam-Gu, esclusivo quartiere della capitale sudcoreana, che è stato scelto […]

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lunedì, 12 febbraio 2018

MARIO VALENTINO: UN RICORDO IN OCCASIONE DEL’USCITA DEL LIBRO A LUI DEDICATO

di Maria Vittoria Alfonsi
Foto storica pubblicata sul libro Mario Valentino con gli stilisti nel 1985

Foto storica pubblicata sul libro Mario Valentino con gli stilisti nel 1985

Mario Valentino è mancato, prematuramente, nel 1991. Ora, il figlio Enzo ne segue le orme rilanciandone il marchio e, alla Triennale di Milano, è stato presentato il libro “Mario Valentino-Una storia fra moda design e arte”.Nel volume -edito da Skira- curato da Ornella Cirillo, docente di Storia della Moda all’Università di Napoli, Mario Valentino viene definito “il napoletano illuminato”: illustrandone l’attività di imprenditore-stilista che si avvaleva “del più” in ogni settore: come Brunetta e Antonio Lopez quali illustratori, e – fra gli altri – Rubertelli, Avedon, Mappletorpe, Newton quali fotografi.

 

A settembre verrà rinnovata la storica boutique Mario Valentino nella milanese via Brera, mentre Enzo anticipa che la collezione per il prossimo inverno sarà caratterizzata da riferimenti al passato “rivisti” con l’occhio d’oggi. E la prospettiva di una nuova forte internazionalità.

A me piace ricordare Mario Valentino, e farlo ricordare, con un nostro incontro-intervista nel quale troviamo il “napoletano illuminato” più autentico. Anche se già nel 1974 lo inclusi nel mio libro “I grandi personaggi della moda”; poi, nel 1984, in “Leaders in Fashion”, e nel 1988 lo citai in “Questo è il Made in Italy”, libro in cui inclusi anche i suoi figli: Fortuna, Enzo, Gianni; protagonisti, poi, di un capitolo di “Figli d’arte? No grazie”.

 

 

Arriva, quasi correndo, al bar del “De la Ville” di Roma, dove lo sto attendendo.

“Gesù, Gesù! Sono due giorni che non mangio, ieri sera ero all’”Alcazar”, a Parigi: divertente lo spettacolo, ma il cibo…”.

-Condivido appieno: tanto lo spettacolo, all’”Alcazar” (quello degli anni ’70/’80!-n.d.a.,) è divertente, tanto è bravo Jean-Marie Rivière, altrettanto è deludente la cena: non ci si deve illudere di trovare la famosa cucina francese, ma accontentarsi di ciò che si vede, non è vero?

-Sì, si guarda pure, ma l’appetito resta. Questa mattina, poi, in aereo nemmeno ho fatto colazione; ed eccomi qua. Spero di rifarmi, sia pure a notte, a casa, a Napoli. Tanto più che domattina riparto per New York….”.

 

Nel frattempo, Mario si mette a posto i capelli che gli ricadono sulla fronte, sistema gli occhiali dalla larga montatura, e l’appetito -o sarebbe più giusto dire la fame?- da “napoletano verace”, unito alla stanchezza (anche se per forza è abituato ad una vita del genere!) lo fa essere di cattivo umore: non esuberante, brillante, vivace come sempre; non ritroviamo in lui il Mario Valentino che ti riferisce aneddoti, che ti diverte con storie e racconti accompagnati dalla sua mimica e dal suo fare tipicamente partenopei che arrivano -così come Bianca, sua moglie- a farti ricordare Eduardo, la più alta, intensa rappresentazione dell’arte: protagonisti assoluti.

 

E non penso nemmeno di offrirgli un caffè, o uno dei famosi corroborati cocktail del barman Santino: ritengo che, forse, per vederlo sorridere, per fargli ritrovare tutta la sua “verve” ci vorrebbe il suo vino d’Ischia, che ha virtù addirittura terapeutiche (l’ho sperimentato: efficace più di qualsiasi medicinale, un solo bicchiere è riuscito a togliermi da uno stato ansioso-febbrile).

 

Dopo un po’ -grazie al cielo- riesce ugualmente a rilassarsi, a riprendersi: la sua tradizionale disponibilità, ed il suo stile, hanno il sopravvento.

 

“Dunque, che vuoi sapere? (ma già sai tutto…!). Sì, va be’, ricordiamolo. Sono nato a Napoli (non si vede, non si sente?) e mio padre -il più bravo artigiano del mondo- aveva una piccola fabbrica in uno dei quartieri più antichi della città, nella piazza delle Mura Greche: già nel 1908, o giù di lì… Terminate le scuole medie mi fece seguire gli studi classici: ma io, contemporaneamente, lavoravo con lui (però mi dedicavo anche all’aeronautica: pilotavo un vecchio apparecchio che ero riuscito ad acquistare con i miei risparmi; bei tempi avventurosi, quelli…). In quell’epoca -continua l’ormai tornato sorridente Mario Valentino- non esisteva ancora un mercato del settore calzaturiero (feci io il conto: dovevano essere gli anni fra il ’45 e il ’50, se non erro -n.d.a.) : ma vi erano soltanto le singole produzioni, già molto apprezzate -alcune- anche all’estero, d’accordo. Però, non avevano niente a che fare col “boom” che sarebbe venuto poi.

 

Ad un certo momento -inevitabile, come per ogni cosa- cominciò il declino di mio padre: un declino -devo precisare- dovuto anche ad altri suoi nuovi interessi: così, continuai questa attività da solo, mettendomi a fare poche scarpe, sempre accuratissime, ricercatissime:come la serie di décolleté tutte rosa a tacchi sottili (pensa un po’! Negli anni ’50 costavano già 10/12mila lire al paio!). Così arrivai alla prima mostra dell’Alta Moda a Roma, con Livio DE Simone; di me, e delle mie creazioni, si interessarono Irene Brin (che le descrisse in un suo articolo; in questo modo venni conosciuto pure all’estero, e cominciarono ad arrivarmi ordinazioni da ogni parte : anche da Ava Gardner…) e Matt Bally : così che ora un mio sandalo di corallo si trova al Museo della Calzatura, in Svizzera, unico esemplare che stia a rappresentare la nostra epoca, accanto ala scarpa che calzò la Regina d’Inghilterra quando andò sposa).

 

Già…il sandalo di corallo…venne fotografato da Guy Bourdin (allora un esordiente) assieme ad un bracciale di Cartier, e la fotografia comparve su Vogue Francia; ricevetti quindi varie proposte dall’America, e firmai un contratto con la I.Miller, l’unica azienda d’oltre oceano che produceva scarpe di lusso. Ma facevo sempre l’artigiano, con un laboratorio di venti-venticinque operai. Dopo cinque anni, però, pensai di trasformare l’artigianato in industria, cercando contemporaneamente di conservargli un tono personalizzato e sempre divertente”.

 

“Ma perchè poi gli abiti, Mario? Perchè questi “oggetti” splendidi dei quali ho scritto “…riescono a stupirci ogni volta, sempre più: devi toccarli, per constatare che quei “velluti”, quelle “sete”dai colori e dai motivi straordinari sono esclusivamente pelle morbida come velluto, leggera come seta”.

 

-Le calzature erano il mio “amore primo”: ma alle scarpe desiderai accostare le borse, quale naturale completamento della linea. E l’abbigliamento cominciò quasi per caso: avevo visto delle pelli eccezionali, che mi ispirarono la loro “trasformazione” in pantaloni; ai pantaloni aggiunsi le giacche, alcuni tailleurs, per arrivare alle sfilate di oggi.

 

Oggi… il mio compito -come ha detto qualcuno- è di “direttore d’orchestra”: un’orchestra formata da “solisti” quali Armani (per la linea donna), Montana (per lo sportivo-uomo) e Lagerfeld (per scarpe e borse). Ma il settore donna, ricordiamolo, è curato da Bianca, che è la mia collaboratrice più preziosa”.

 

-Lo so: Bianca è una donna eccezionale! Non soltanto come collaboratrice, ma anche nel preparare -come ho avuto la fortuna di constatare- pietanze squisite, da grande chef…Per forza senti la mancanza della cucina di casa…!” Ma torniamo alla moda: come è “nata” la collezione per uomo?

 

“Era una tentazione, dopo la donna. Ma anche in questo caso si tratta di combinazioni fortuite. La “Confezioni di Agnano”, dopo alcune traversie, era passata alla “Gepi”; io -artigiano: sono, e mi voglio definire sempre tale- la rilevai nel ’79. Ora, dopo alcune buone stagioni ed un successo in crescendo, ritengo giusto essermi lasciato tentare”.

 

-Oltre alla creatività, allo stile, al gusto e via dicendo, qual è la formula del successo, per Mario Valentino?

 

“Produrre qualcosa che rappresenti una novità e nel contempo possa essere accettato dal gusto del pubblico; non produrre quantità eccessive, lusingati dai successi delle stagioni precedenti: ma lasciare piuttosto i clienti col “desiderio”; riuscire ad autofinanziarsi completamente, senza ricorrere ai crediti bancari”.

 

-Ma dimmi: voli ancora? (non soltanto voli Pindarici…ogni tanto ti astrai da tutto e da tutti, sembri rincorrere chissà che, chissà chi…).

 

“Volare? Oh, no! Soltanto sugli aerei di linea, guidati da altri: ed è sufficiente, considerando quanto devo viaggiare, Resto, non appena posso, sulla terra ferma e sul mare: fra Napoli ed Ischia. Amo moltissimo e soprattutto la lettura, e poi i fiori, la musica classica (il jazz e tutta la musica d’oggi d’ogni genere me la fanno sentire inevitabilmente, quando sono a casa, i miei figli…Sì, è vero, sono bravi e da loro dipendono le decisioni future per l’azienda).

 

 

Non ho modo di dedicarmi ad altro (ed è già tanto quando riesco a trovare il tempo per lettura-fiori-musica): lavoro anche, frequentemente, la domenica, e mi riposo soltanto a ferragosto. Ma tutta la mia vita è una continua eterna vacanza: perchè mi piace, il mio lavoro: non mi pesa”.

 

 

E Mario Valentino -sempre in movimento fra Napoli (dove ha la sua residenza e “tiene le fabbriche”, in via Fontanelle, nel Rione Sanità, tanto caro a De Filippo), Agnano (dove è lo stabilimento di abbigliamento uomo e donna), i suoi negozi (che lo portano a Parigi, Milano, Roma; e poi da S.Margherita Ligure a New York, a Firenze, all’Isola Margarita e alle boutiques in franchesing di Hong Kong, Singapore e Guam- salta -proprio!- di corsa su di un taxì trovato in modo fortunoso per arrivare in tempo al treno che lo porterà a Napoli. Nell’attesa di ripartire domani, e dopo domani, doman l’altro ancora, fra brevi tregue che lo tengono, e lo vogliono, nei suoi stabilimenti campani. Coadiuvato da una validissima eccezionale équipe: con Bianca in primo piano; e Fortuna, Enzo e Gianni. E poi con Franco (Franco Savorelli, il “Conte della Moda”: p.r. insuperabile), Walter; e Giorgio, Karl, Claude: i creativi. Anche questa è abilità: a parte i familiari (dono del destino) , sapersi circondare dalle persone giuste al posto giusto.

 

Ed a lui si deve anche in parte l’avventura di “Azzurra” (per cui feci un tifo al vertice), la barca della grande sfida all’ America’s Cup nel 1983. Salutamme, don Mario: sempre “Leader in Fashion”!

 

 

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