Moda
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  • SwarovskiLook_2

    Swarovski celebra il 15° anniversario della sua partnership con Victoria’s Secret con la sempre attesa e iconica sfilata. Quest’anno, l’incredibile show debutterà per la prima volta a Shanghai e sarà l’angelo Angela Elsa Hosk ad indossare il look Swarovski. La sfilata sarà trasmessa in diretta Tv su CBS Television Network in oltre 190 Paesi alle […]

  • Calvin Klein And The Cinema Society Host A Screening Of Sony Pictures Classics' "Call Me By Your Name" - Arrivals

    CALVIN KLEIN 205W39NYC ha vestito gli attori Timothée Chalamet e Armie Hammer per la proiezione speciale del loro ultimo film, Call Me By Your Name, organizzata da CALVIN KLEIN assieme a Sony Pictures Classics e The Cinema Society presso il Museum of Modern Art di New York.   Timothée Chalamet ha indossato un bomber verde […]

  • be34

    Franck Marilly, dal 1° gennaio 2018, sarà il nuovo Presidente e CEO del gruppo Shiseido EMEA.   Il primo obiettivo di Franck Marilly sarà migliorare i risultati dell’area EMEA, attraverso la gestione di tutti i Paesi e di tutte le società affiliate locali e la supervisione di tutte le attività svolte all’interno della regione correlate […]

  • Better Than Life after Miller

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  • I Coloniali_Group

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  • Schermata 2017-11-14 alle 10.05.00

    Frette rende unica l’esperienza di dormire sopra una nuvola grazie a QC Terme Dolomiti. Dal 31 Ottobre al 20 Dicembre QC Terme offrirà la possibilità di dormire in un luogo magico ai piedi delle Dolomiti.   La nuvola del benessere: una location unica ed elegante, dalle cui trasparenti pareti sarà possibile ammirare il cielo circondati […]

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  • Schermata 2017-11-13 alle 15.53.04

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  • aVOID + Leonardo Di Chiara COPYRIGHT GIACOMO TERRACCIANO

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  • IMG_7922

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  • BGY Sala Mura Venete ingresso

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    L’Aeroporto di Orio al Serio ha aperto, all’interno del terminal partenze, la nuova nursery dedicata alle famiglie con neonati e bambini in tenera età, collocata alla fine del percorso che si snoda attraverso l’area commerciale retail.   Lo spazio è stato interpretato in modo più estensivo rispetto al tradizionale vano con fasciatoio, integrando i servizi […]

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  • _MG_7040ok

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    Non ci vorrà molto a dimenticare la delusione azzurra, resterà probabilmente più a lungo il ricordo dell’ex C.T. Gian Piero Ventura e del presidente della federcalcio Carlo Tavecchio che non hanno avuto la dignità di dimettersi: il primo per riscuotere tutto il denaro previsto dal contratto; il secondo per sete di potere e fors’anche per […]

venerdì, 17 marzo 2017

COSA RESTERA’ DEGLI ANNI ’80: RICORDIAMO GIORGIO ALBERTAZZI

di Maria Vittoria Alfonsi
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“Cosa resterà di questi anni ’80…” , cantava – e si domandava  -Raf, nell’89. Ecco la risposta: venuta dalle ultime passerelle del pret-à.porter, da New York a Londra, da Milano a Parigi. Ottanta è “glam”, è stato scritto. Quindi affascinante: anche se opinabile. Quella che Voltaire definì “dea incostante, incomoda, bizzarra nei gusti, folle negli ornamenti, che appare, fugge, ritorna, rinasce in tutti i tempi: è figlia di Proteo è si chiama Moda” ancora una volta – a ripetizione – è ritornata, nel 2017.

 

Ma cosa pensavano, cosa dicevano in quegli anni, i grandi personaggi della moda, dello spettacolo, della letteratura, dell’industria?

Cominciamo ricordando…

 

GIORGIO ALBERTAZZI

 

Raggiungiamo il personaggio (io, e la mini-troupe televisiva) dove alloggia durante le recite del “Racconto d’Inverno” di Shakespeare. Si affaccia alla finestra ancora assonnato, un po’ spettinato, in canottiera. “Buongiorno – dice sorridendo – pochi minuti e sono da voi”. Quindi scende (pantaloni e camicia sui toni del verde, genere casual), fa colazione (noto barattoli di miele e marmellata, alcune fette biscottate), ma sorseggia soltanto un caffè e latte, forse per non farci attendere. E fin che sorseggiamo un caffè pure noi – e rispondiamo ai saluti di Giancarlo Cobelli, Elisabetta Pozzi, Massimo Belli e buona parte della compagnia che si aggira fra il verde – vien da chiedersi dov’è il “divo”, l’attore che può sembrare scostante, il lupo che – pur conservando la grinta da lupo- troviamo in veste di simpaticissimo agnello -ed anche affascinante, diciamolo pure: tanto più che il suo fascino si rivela e viene notato anche dalla troupe televisiva; ed io lo riconosco da quando lo incontrai con l’amica comune Anna Rosa Poli, che aveva curato la traduzione di George Sand.

 

Saliamo poi – fra olivi e pini – per arrivare in un pianoro, con la pace più assoluta. E l’intervista potrebbe durare più di una mattinata, tanto la sua conversazione è sempre stimolante, ricca di spunti, che portano al di là delle domande-tipo. Cercherò, quindi, di riassumerla nel migliore dei modi.

 

Giorgio Albertazzi: attore, regista, soggettista, autore…Di che segno sei?

Sono leone, nato il 20 agosto. Ma le caratteristiche del segno-base sono per me deviate dall’ascendente (sole in cancro) fortissimo.

 

Davvero ci credi?

Sì, credo che l’astrologia abbia un senso: però ognuno modifica il proprio, dettato di base sull’azione che fa su sè stesso.

 

Sei superstizioso?

Sì. Per qualcosa di ereditario, che viene dalla cultura popolare, per quelle cose che ti dicono da bambino: non passare di lì, la civetta che canta sul muro vuol dire che muore qualcuno….

 

Conosci, o riconosci, le tue virtù e i tuoi difetti?

Difetti? Sì! Ho una corteccia caratteriale molto reattiva, reazioni sroporzionate al fatto. Rischio di sembrare talvolta violento: è u difetto che mi porto dietro da tempo.

 

Cosa pensi della pubblicità televisiva,del prestare il proprio volto, il proprio nome -la propria “immagine”, in definitiva- per reclamizzare un determinato prodotto?

Dipende dalla forza del personaggio: se questo è più forte del prodotto, rimane tale; altrimenti, viene mangiato dal prodotto. Bisogna farla bene, la pubblicità, con intelligenza (e spiritosa: come per esempio fa Arbore). Recentemente, mi avevano chiesto di pubblicizzare un’azienda d’abbigliamento; non mi è stato pssibile perchè avevo impegni precedenti. Ma l’avrei fatta…!

 

C’è qualcosa che temi nella vita?

Nella vita? La brutalità, l’ignoranza che genera incomprensione e chiusura mentale.

 

Come ti piace vivere?

Con una certa comodità; ma potrei anche vivere in un guscio di noce: non mi piace il lusso sfrenato, mi mette a disagio. Amo vivere in campagna, lontano dai grandi centri urbani.

 

Cosa significa “giovane” per te?

Giovane significa sempre più un atteggiamento: una certa volontà di conoscere, di sapere. Ricordo che mio padre, una volta, si preoccupò, mi portò da un medico e gli disse: questo ragazzo non sta mai fermo, è irrequieto, mi prende per la manica e mi dice guarda, guarda, facendomi magari vedere cose ovvie come un tram. La diagnosi fu una: ero giovane, soprattutto. Però questa curiosità mi è rimasta.

 

Ieri ho incontrato tutte le “correnti”, le “mode” del momento: rocchettari, paninari, dark, yuppies e così via. Che ne pensi?

Mi sembrano molto condizionati, poverini. Sono in cerca di identità, in un mondo che offre loro una serie di cose da consumare, un mondo di servizi (la “cultura dei servizi”!); e poi non riescono nemmeno più a parlare, sono pieni di suoni, di rumori, forse si identificano attraverso certe forma che sono come bandiere, luoghi culturali che poi sono abbastanza sottoculturali. Mi fa una certa impressione vedere i fans delle rockstars, ad esempio (non le rockstars, che sono abilissime, e manovrate da gente ancor più furba- e poi basta comparire sette volte su un c anale giusto…): questi fans sono degli ominidi, deformati anche loro da questa specie di cieca cristallizzazione dei valori. Ne ho visto un gruppo in un’intervista: volevano salvare il proprio idolo dalla droga e dicevano che era buono, come le madri quando dicono che il loro figlio non è cattivo…ha spaccato la testa a qualcuno, ma lui è buono, ha incontrato cattivi compagni…sono le amicizie che lo hanno rovinato… Questi facevano la stessa cosa: erano padri, e madri -anche se avevano sedici anni- di un loro figlio. Secondo me è un bisogno di paternità, e maternità: adottano il personaggio, lo cullano, lo coccolano, stanno attenti acchè non prenda freddo, gli mettono la maglia di lana…lo inventano, praticamente, come la madre inventa il proprio figlio (in genere, chi conosce meno i ragazzi sono i genitori: questa è la mia tragica opinione sulla famiglia, purtroppo). Ed i fans di oggi sono genitori, non amanti:non vi è più la forma del divismo come una volta, quando Rodolfo Valentino, ad esempio, o Clark Gable, Gary Cooper, Cary Grant, le ragazze li sognavano come amanti…o i ragazzi Greta Garbo, Joan Crawford, Marlene Dietrich…una sera a cena, un viaggio, un incontro su una nave…il grande divismo americano, lo star system… Ora no. Questi sono materni: e fanno un po’ paura.

 

Certe “bandiere” sono rappresentate anche dall’abbigliamento, la divisa, l’intrupparsi.

Nella ventata liberatoria del ’68 -quando improvvisamente si scoprì che ci si poteva vestire come si voleva- nacquero questi gruppi nei quali identificarsi, queste fogge…la swining London, Regent Street, Carnaby Street…il modo di vestirsi casual, di indossare il jeans con la camicia di seta. Su questo, a mio avviso, si è inserito il sistema -che ha goduto. Era molto divertente vedere, mettiamo, Isabella Rossellini che diceva: questo è un prodotto Baritozzi, presentando un nome completamente nuovo. Dopo poco ho cominciato a sentire in giro “…ma è un Baritozzi…guarda, un Baritozzi…”, indipendentemente dal valore, perchè l’ha detto la persona giusta dalla finestra giusta.

 

Il silenzio che ci circonda -oltre che dalle nostre voci- di tanto in tanto è interrotto da un suono soffocato: la mia risata, che cerco sia sommessa senza riuscirvi completamente.

Assieme a questi talenti -prosegue Albertazzi- se ne aggiungono altri, in continuazione. Baritozzi, Carozzi, Tulini…disegnato Tulini…Poi a questi viene chiesto di partecipare a manifestazioni ovunque, di “firmare” il tutto e il di più. Attendo il momento in cui vedrò la carta igienica firmata Tulini.

 

L’operatore ha chiuso l’audio. Anche lui -come gli altri due rgazzi della troupe- non sono riusciti a trattenere una risata. Giorgio Albertazzi lo scontroso, l’irascibile, il quasi inavvicinabile…Giorgio Albertazzi lo spiritoso, colto, divertente. Geniale. Che ci ha offerto una sua nuova grande interpretazione. E uno spaccato sugli anni ’80.

 

 

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