Moda e tendenze
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  • Mazda Italia dà voce al mondo automotive e a quanti vivono con passione l’auto per lanciare un video-manifesto, “L’AUTO CI MUOVE”, con l’obiettivo di riportare l’attenzione su un settore chiave per il Paese e sottolineare il valore culturale e sociale di quello che non è un solo mezzo di trasporto, ma costituisce una parte importante […]

  • Dr. Werner Tietz è stato nominato nuovo Vicepresidente di Ricerca e Sviluppo di SEAT, con incarico a partire dal prossimo 1 luglio. Il manager, che ha iniziato il proprio percorso all’interno del Gruppo Volkswagen nel 1994, ricopriva fino a ora l’incarico di massimo Responsabile di Sviluppo in Bentley. In SEAT sostituirà Axel Andorff, che passa […]

  • Ieri sono tornata in ufficio fisicamente, cambio del calendario, l’ultima data era il 29 febbraio, le ragazze erano al loro posto, con la mascherina abbassata, c’é spazio, luce, aria,  le stanze sono state sanificate. Cristiana é andata tutti i giorni, noi da casa, lei a tenere il filo di un colloquio che non si é mai […]

  • Kylie Skin, brand di skincare di Kylie Jenner lanciato a maggio 2019, arriva in Italia in esclusiva nelle Profumerie Douglas, leader del settore beauty luxury. Il desiderio della giovane imprenditrice e influencer internazionale era quello di condividere con i suoi fan la propria routine di cura della pelle: così ha ideato una linea di prodotti sicuri, delicati ed efficaci, […]

  • La nuova routine LIFE PLANKTON™ MULTI-CORRECTIVE BODY SOLUTIONS è potenziata con Life Plankton™ di Biotherm, ingrediente esclusivo: una frazione probiotica brevettata, ingrediente 100% bio-fermentato. Originato dalla natura e amplificato dalla scienza, questo attivo aiuta a rigenerare la pelle aggredita quotidianamente. Per riservare al corpo lo stesso trattamento che si riserva al viso la nuova routine LIFE […]

  • La risposta LAVERA alla crescente degradazione dei mari e alla distruzione di alcuni ecosistemi marini è una linea di protezione solare “reef friendly”. Prodotti di nuova concezione, con formule esclusivamente a base di filtri solari minerali con oli di girasole e di cocco bio per proteggere la pelle (e la natura) nutrendola. La nuova collezione Sole lavera – composta da quattro […]

  • Nuxe ha dato carta bianca agli allievi della scuola francese di arte e di design Penninghen per trasformare, per una stagione, il flacone iconico del suo olio, simbolo dell’estate. ​Un esercizio al quale la nuova generazione di creativi si è prestata proponendo 3 flaconi in edizione limitata sul tema della piscina, emblema dell’atmosfera tipicamente estiva. Il turchese inonda il flacone iconico con un “big splash” […]

  • Nel maggio 2020, presso il Vitra Campus di Weil am Rhein, è iniziata la realizzazione di un giardino a cura del progettista olandese Piet Oudolf. Per la fioritura completerà bisognerà pazientare ancora un po’, ma nell’arco di pochi mesi si potrà avere un’idea di questa composizione artistica vegetale. Sul prato che si estende tra la […]

  • La decisione di rinviare il più grande appuntamento del settore, il Salone del Mobile, al 2021 ha rafforzato la necessità di nuove vetrine del sistema produttivo e dei lanci che le aziende presentano sul mercato. Il Gruppo 24 ORE, sempre attento alle dinamiche economiche, scende in campo per offrire un sistema informativo integrato che, tra periodici, quotidiano, sito ed eventi, copre tutti […]

  • Apre in Corso Monforte 30/3, importante snodo del distretto del design meneghino, il primo flagshipstore italiano Euromobil. Il concept del progetto, che porta la firma del celebre studio Matteo Thun & Antonio Rodriguez,  si sviluppa intorno all’ambiente da sempre considerato il cuore pulsante di ogni casa: la cucina. Il cantiere è stato aperto a metà del 2019 per proseguire nel 2020 in vista […]

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  • Il 3 giugno 2020, il Boeing 787 800 Dreamliner ha fatto scalo per la prima volta all’Aeroporto di Milano Bergamo. L’aeromobile, con livrea della compagnia aerea Air Europa, è partito da Miami e, dopo avere fatto scalo a Madrid, è atterrato alle 13:00 locali a Bergamo. Il volo è stato organizzato per consentire il rimpatrio […]

  • L’Aeroporto di Milano Bergamo ha ribadito l’importanza delle regole, ripassandole in modo originale e affidandole alla interpretazione di Daniele Vavassori, in arte Vava77. In un gioco delle parti, calato nel contesto degli ambienti aeroportuali, il famoso videomaker sdoppia il suo personaggio alternando un perfetto e forbito inglese al dialetto bergamasco. Due diversi modi di esprimere e comunicare […]

  • A seguito della revoca delle forti restrizioni imposte al trasporto aereo passeggeri causa Covid-19, TAP Air Portugal dal 1 luglio tornerà a operare tra Italia e Portogallo, con due voli giornalieri da Roma Fiumicino e altrettanti da Milano Malpensa verso l’hub di Lisbona. Il vettore portoghese, membro di Star Alliance, da luglio prevede di incrementare significativamente […]

  • L’Aeroporto di Milano Bergamo, rimasto aperto e operativo nella Fase 1 dell’emergenza Covid-19, ha accolto lunedì 18 maggio il primo volo di linea dopo il decreto di riapertura dello scalo al traffico passeggeri dello scorso 5 maggio. Alle ore 6:51 del mattino è atterrato il volo Wizz Air W6 4351 proveniente da Sofia con a […]

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  • L’8 giugno è il World Oceans Day e arena, da sempre protagonista nel mondo degli sport acquatici, celebra questa importante ricorrenza con una selezione di mute pensate per tutti gli amanti del nuoto in mare aperto. Il brand propone un’ampia gamma di wetsuit e accessori pensati sia per i nuotatori professionisti che per i fitness swimmer che vivono […]

lunedì, 28 gennaio 2019

LA DEBACLE NELLA MODA, TRA CONTENTINI E METEORE.

di Anna Franco

Il troppo stroppia? Lo recita un vecchio adagio e sembrerebbe che abbia ragione. Nello specifico, nella moda.

 

La bulimia di marchi, a volte venuti su dal nulla senza che se ne sentisse la mancanza né tantomeno il bisogno, ha spento la creatività e il desiderio. E anche i calendari.

 

Se Pitti Immagine Uomo ha tenuto botta, forte di proposte concrete e del giusto mix di heritage e di novità ben calibrate e anche attentamente valutate da chi seleziona le cosiddette nuove proposte, la stessa manifestazione dedicata al bambino ha faticato un po’.

 

Alcuni grandi nomi hanno lasciato Firenze già da qualche anno e tengono l’appendice junior più come un completamento delle loro linee che come un segmento davvero valido e nel quale investire in creatività. Resistono, ovviamente, i brand only for kids, che, però, spesso si rivolgono a un mercato ben al di là dei confini europei. Diminuiscono, così, i padiglioni occupati dalla kermesse e, allo stesso tempo, dati di affluenza alla mano, cala il numero dei visitatori, malgrado a Pitti Bimbo vengano comunque proposti realtà forse piccole, ma con un approccio e uno stile interessante, a fronte di uno scouting che in quel di Toscana è sempre attento e coscienzioso.

 

Altra debacle, almeno a fronte di una settimana che si è trasformata in un week end nemmeno tanto lungo, quella di Milano Moda Uomo. Intendiamoci: proposte interessanti, tendenze su cui riflettere, ma un calendario sempre più vuoto e breve, che è stato farcito con marchi giovani non sempre all’altezza. Una questione che fa pensare se si considera che negli ultimi mesi i cambiamenti più interessanti sono avvenuti proprio nel comparto maschile. Ad esempio, la nomina di Virgil Abloh da Louis Vuitton e di Kim Jones da Dior Homme. Hedi Slimane è arrivato da Celine con la mission (anche) di creare una linea uomo. Jim Takahashi di Undercover ha annunciato che smetterà di presentare la collezione donna a Parigi in favore di quella maschile.

 

Il problema, probabilmente, è nel voler gonfiare le cose. Far intervenire quelli che sono definiti “ggggggiovani” solo per far numero è controproducente: per il sistema e anche per questi ragazzi (che a volte hanno allegramente superato i 40 anni, ma si sa che l’Italia non è un paese per giovani, no?). E non è a favore nemmeno di quei nuovi creativi che si impegnano, che non hanno l’opportunità di salire in passerella, anche se validi, perché nel gran calderone vengono etichettati come esordienti e lì collocati in una dimensione spazio temporale parallela molto, troppo fumosa.

 

Intendiamoci, sono fermamente a favore dei mutamenti, delle evoluzioni, delle svolte che allontanano il pericoloso fantasma della noia. Fermamente convinta che sia necessario e indispensabile dare una e più opportunità ai giovani, se si vuole andare avanti. Ma è un delitto creare illusioni.

 

Le cose sono leggermente mutate da quando Giorgio Armani abbandonava gli studi di medicina per andare a lavorare alla Rinascente o Valentino Garavani, peraltro dopo anni di apprendistato oltralpe, apriva il suo primo atelier a via Condotti. Quelle storie sono irripetibili, raccontarle e ascoltarle è bello oltre che commovente, ma le scuole di moda disseminate per il territorio nazionale sono troppe e le citano spesso per avere le iscrizioni (e conseguentemente i denari) di speranzosi studenti e relative famiglie. Ragazzi con in mano un diploma si lanciano nel mondo della moda con la comprensibile volontà di creare qualcosa di proprio, ma senza un necessario background alle spalle, senza un’esperienza vera, senza la gavetta dura passata tra fotocopie e forbici. Sono foraggiati da un sistema che instilla in loro manie di grandezza e troppo spesso non fa passare il messaggio che dietro ogni altisonante nome che sale in passerella c’è un team di designer, creativi e sarti, che opera, forse nell’ignoto, ma con altrettanta passione e sapienza.

 

Con il contentino delle luci della ribalta per tutti e dei talent a profusione non si creano talenti, ma meteore. E si perdono irrimediabilmente le risorse che questi potrebbero dare al sistema.

 

Vedere alla voce Altaroma, manifestazione di moda romana in scena subito dopo la couture parigina. Cosa proponga non è dato sapere. Da anni presenta pochissimi nomi di alta moda, visto che in molti sono letteralmente fuggiti, insieme a brand di prêt-à-porter sconosciuti, i cui fondatori hanno partecipato a qualche talent o al concorso  Who Is On Next?. Non si sa bene come siano scelti, in base a quale criterio meritocratico e da chi. Vengono invitati in tempi veloci con la certezza di sfilare comunque a Roma e con viaggio e alloggio offerti dalla manifestazione. Purtroppo, sono lì per far numero e creare l’illusione che Altaroma ci sia ancora, malgrado sia frequentata solo da stampa locale, influencer che influenzano al massimo la cugina e pochissimi buyer.

 

Vengono dimenticati nello stesso tempo del percorso verso casa. A loro si uniscono stilisti come Nino Lettieri, che a furia di essere definito enfant prodige non è più un bambino, e una rediviva Giada Curti, passata da Pontecorvo a Dubai e ritorno con in mezzo una collezione di gonne indossate dalla stessa stilista sui social. Renato Balestra, invece, dopo la sfilata celebrativa con quell’archivio che salva sempre da qualsiasi empasse creativa, ha dato forfait e altri preferiscono le più modeste presentazioni alle più dispendiose sfilate. Appuntamento, invece, di un certo interesse quello organizzato dall’Accademia di Costume e Moda di Roma, che con i suoi Talents porta in passerella dei giovani, promettenti e ben formati. Visionari, forse, ma come è doveroso che si sia a vent’anni.

 

Per il resto mancano le idee e il motto della manifestazione sembra essere: «Siediti, parliamo». Sì, è proprio quella frase che aleggia tra due partner che non hanno più nulla da dirsi se non «è finita». Talk, tavole rotonde, incontri, discussioni sui massimi sistemi abbondano all’ombra del Cupolone, ma verrebbe da chiedere, alla romana, «Ma che se dovemo dì?». Non sarebbe meglio alzarsi da quella sedie e darsi da fare, in silenzio, ma operosamente e creare davvero un hub che renda Roma un puntello della creatività? Quella fattiva, che dia ossigeno a un intero sistema moda italiano. Senza illusioni, ma con competenze.

 

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Per questo articolo sono presenti 4 commenti:

  1. Per la verità tra i nuovi nomi proposti a Alta Roma mi sono piaciuti Asciari Milano e MRZ, la selezione è fatta da Simonetta Gianfelici, Sara Maino e credo la stessa Silvia Venturini Fendi. I miei clienti stranieri mi chiedono proprio questo: New upcoming Designers Era anche ben fatto lo Show Case, una selezione quotidiana di marchi come la designer di gioielli Giulia Barela. Tra i buyer ho parlato con Sara Bellakdhar, venuta dal Qatar.

  2. Anna Franco says:

    Cara Eleonora,
    sono proprio come i tuoi clienti stranieri. Quando, infatti, mi trovo fuori dai confini o anche fuori della mia città d’origine sono la prima a cercare brand di nicchia, particolari, al di là dei soliti circuiti e quasi non entro nella boutique delle nota griffe che trovo anche sotto casa (se non per curiosare su cosa viene venduto di più altrove), pur senza avvalermi dei consigli di una personal shopper. Tu, i tuoi clienti e io stessa cerchiamo di fare uno scouting, a modo nostro e con le possibilità che abbiamo. Ecco, secondo me, questo scouting ad Altaroma è un po’ zoppicante. Anche io ho posso aver visto delle cose carine, ma mi sembra di aver anche visto molti designer che avevo incontrato già in precedenti edizioni della kermesse. Lucilla Paci e i suoi accessori in pelle tridimensionale e cuneiforme la ricordo addirittura in un RoomService del 2013 (la intervistai anche). Alessandra Cappiello di Morfosis si dedica con passione e un tocco di talento alle sue collezioni, ma l’ho incrociata ad Altaroma di almeno due anni fa. Le borse di Maria Lamanna erano sicuramente presenti a Showcase dello scorso anno, così come Asciari, che nomini tra quelli che ti hanno più favorevolmente colpito. Italo Marseglia era presente a giugno 2018. Co.Ro. dal 2015. Silvyo Giarduna ha sfilato, presentato ed è stato presente a Showcase: un vero en plein. Non voglio tediarti con nomi e date, ma è solo per sottolineare quanto, forse, si potrebbe fare uno sforzo in più e andare a cercare altri nomi, altre realtà al di fuori del solito giro. A volte, bisogna lasciare il cuore da parte e capire che se un designer ha ancora bisogno di essere sostenuto e messo tra i giovani e continua a non farcela è necessario, con amarezza, forse, passare oltre. Dare delle occasioni, consigliare e far crescere è giusto, ma fare assistenzialismo credo sia sbagliato, anche per chi lo riceve. Penso sia una scelta doverosa per una manifestazione che, per una serie di contingenze più che per sua scelta, ha deciso di puntare sullo scoprire nuovi talenti. Infine, non dubito che tu abbia incontrato alcuni buyer: sono comunque assai pochi e non in grado di creare un movimento interessante intorno a un brand o a una tendenza.

  3. Claudia says:

    Ciao Anna, mi sono presa la briga di guardare il tuo profilo istagram e ho visto che l’ultima immagine cita “cultivate kindness”. Non ti sembra di essere poco gentile a scrivere questo di AltaRoma, una organizzazione che va avanti con pochi soldi e con difficoltà economiche, ma che cerca di fare qualcosa di dignitoso. C’eri alle campagne di #iostoconaltaroma, quando sembrava che stesse per chiudere? E c’eri alle sfilate di AltaRoma? Perché dal tuo instagram vedo che sei stata a Parigi e non penso tu possa pretendere che Roma sia la stessa cosa. Magari ti aspettavi quello?

  4. Anna Franco says:

    Cara Claudia,

    Dato che, come dici, ti sei presa la briga di andare a vedere il mio profilo Instagram, avresti potuto anche notare che ci sono anche qualche video o foto di Altaroma, proprio tra quelli di Parigi e la frase sulla gentilezza. Poi, ovviamente, sul mio profilo sono libera di postare ciò che desidero e quello che mi ha colpito, non necessariamente tutto quello che ho visto. E no, non mi aspettavo di andare a eventi simili a quelli di Parigi, so che a Roma non si fa più alta moda. Non avevo ancora Instagram, ma già scrivevo degli articoli sul movimento #iostoconaltaroma e vi aderivo e frequentavo la manifestazione anche quando navigava in migliori acque economiche e i social non c’erano. Ristrettettezze a parte, credo che un’opportuna programmazione, impegno e uno scouting serio, come fanno altre manifestazioni, potrebbero fare miracoli per una kermesse che si è autocandidata a incubatore per giovani talenti. Infine, si, cerco di essere gentile, non sempre ci riesco, ahimè, ma credo che il pietismo sia altra cosa e sia da evitare. La gentilezza, per me, è anche essere onesta e lo sono con la testata per la quale collaboro se racconto le cose che ho visto e che ci siamo detti con molti operatori del settore a bordo passerella durante i giorni passati.

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