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Feb 24 A ROMA APRE TRE DE TUTTO DI STUDIOTAMAT

di Redazione

Nel cuore della Garbatella, STUDIOTAMAT trasforma lo storico panificio di quartiere abbandonato da anni nel nuovo indirizzo di tendenza della capitale.

Tre de tutto, che già dal nome non nega il legame con la tradizione romana, si affaccia con tre generose vetrate arcuate a tutta altezza disegnate su misura, su una piazza ricca di decorazioni e modanature realizzate in materiali umili, tipiche del Barocchetto Romano, che impreziosisce l’edilizia popolare tipica dell’area sorta negli anni ’20. Qui, sotto l’arco adiacente al locale, Nanni Moretti sfrecciava in vespa nel suo film “Caro Diario”. All’ingresso, un altro omaggio al quartiere: “Quanto è bella Garbatella!”, recita una scritta al neon, invitando a entrare.

Organizzato su due livelli per assecondare la naturale inclinazione del terreno, Tre de tutto presenta un piano terra a pianta triangolare, con al centro un grande pilastro cruciforme che suddivide gli spazi. Riservato alle prime colazioni e agli aperitivi, con un’area lounge dedicata ai vinili, questo ambiente è dominato dal macro-bancone rivestito con due sole lastre di grandi dimensioni.

Le pareti, al di sopra di un rivestimento di maioliche alto 1,50 m, non sono state trattate, ma protette da un trasparente protettivo e lasciate nel loro stato originale, a esibire come un vezzo i segni del tempo, da fori e tracce di vecchi impianti, a scritte e disegni precedenti alla ristrutturazione. Il pavimento è stato sostituito da una colata di cemento rifinito in resina trasparente, per un risultato discreto e poco invasivo.

Alle tonalità neutre della preesistenza, si contrappone una palette dinamica di colori, studiata insieme alla Colour Consultant Sabina Guidotti. Il rivestimento a parete in maioliche blu notte con fughe a contrasto color mattone, si combina con le venature arancio prugna e bluette del bancone, le sedie di recupero in ferro giallo e rosa carne, ben si sposano con il color cuoio delle panche rivestite con un tessuto tecnico nautico o con i tavoli, anch’essi di recupero in ferro, dotati di top in legno colorato e rullato ad hoc con dei decori tenui.

Al piano inferiore, che ospita due sale ristorante, la cucina del locale, i servizi e i magazzini, pareti carta da zucchero si alternano a pareti rivestite con la carta da parati Grid di Texturae. Il collegamento con il livello superiore avviene tramite una scalinata-tunnel color salmone provvista di oblò. Un ingresso indipendente, invece, permette di accedere al ristorante direttamente dalla strada, grazie a una scala a rampa unica di colore giallo acceso, con una struttura in ferro fortemente geometrica, tamponata in pannelli di lamiera microforata.

Il menù, di sostanza e senza troppi artifici, propone ricette della tradizione reinterpretate, e drink “made in Garbatella”. Come il “Vittorio Emanuele III” (Cognac Courvoisier, Carpano Classico Vermouth, Maraschino e Cherry) che fa riferimento alla posa della prima pietra della nascita del quartiere il 18 febbraio 1920, il “Garbata e cortese” (Ginger beer cortese, mango, citric solution), che si ispira all’ostessa Carlotta, garbata e bella, da cui — si narra — prenderebbe nome il quartiere.

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