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Set 15 ANCHE LE PIETRE SONO FRIABILI

di Bianca Carretto

L’avevamo scritto due settimane fa sul Corriere, non erano supposizioni ma informazioni sicure. Ora è arrivato il comunicato che conferma che quello che è stato siglato sulla pietra può essere cancellato. Meno contanti, uno scambio di azioni della società di componenti Faurecia, rimane l’incertezza dell’occupazione italiana, quella che ci sta più a cuore, non vorremmo che a soffrire fossero quelli che non hanno colpe. Riportiamo qui la sintesi del comunicato di Psa e Fca, arrivato a Borsa americana chiusa, pubblicata da Italpress, poco prima di mezzanotte, che spiega molto bene le modifiche dell’accordo:
“Era nell’aria da qualche settimana, e la faccia di John Elkann oggi a Mirafiori qualcosa faceva intuire. Quel mega dividendo straordinario da 5,867 miliardi promesso agli azionisti Fca per garantire il perfetto equilibrio tra i due soci futuri, non era più sostenibile Oltralpe, specialmente dalle parti dell’Eliseo, che tramite Bpifrance detiene il 12% di Psa. L’andamento in Borsa di Fca e Psa tra il 31 ottobre, quando furono confermati i colloqui in corso, era troppo negativo per andare avanti nella fusione così come era stata fissata il 17 dicembre. Fca è passata da 13,93 a 9,98 euro, i francesi sono scesi da 22,70 euro a 16,19 euro. Cali di oltre il 25%, richiedevano una limatura di quel premio, che ora viene dimezzato a 2,9 miliardi. In cambio a Fca arriverà una quota del 23% di Faurecia, società del gruppo francese specializzata in componentistica che ha tra i suoi clienti tutti i gruppi del mondo.
È la conferma di come per il comparto italiano dell’auto, la sfida con i francesi sarà tostissima. Per i nostri componentisti, e ce ne sono tanti, il nuovo gruppo sarà più difficile da raggiungere, specie per le produzioni a basso valore aggiunto. Faurecia, come si temeva da mesi, sarà imbattibile o quasi, per chi vorrà rifornire il gruppo Stellantis. Molto incisiva anche la nuova stima di sinergie possibili ogni anno, salita da 3,7 a 5 miliardi, anche qui non è estranea a questa rimodulazione dei prevedibili effetti della fusione, la nuova centralità di Faurecia e lo sviluppo dei modelli a basso impatto o elettrici, dove Psa ha una piattaforma pronta per suv e veicoli medi.
Confermando il closing entro il primo trimestre 2021, viene anche ribadita la centralità della liquidità disponibile in cassa. L’aveva già detto Carlos Tavares, presentando i risultati di metà esercizio, che al giorno uno di Stellantis quello sarebbe stato il parametro decisivo. E i francesi paiono partire avvantaggiati, potendo lasciare nel gruppo i 2,6 miliardi prima destinati a Fca. Nella nota non si fa cenno a una delle premesse dell’accordo, ovvero il mantenimento dell’occupazione attuale. C’è quindi da credere che questo punto resti valido.
Così come sul tavolo resta anche la procedura dell’antitrust europea, relativa al segmento dei veicoli commerciali, dove c’è il rischio di una posizione dominante da parte di Stellantis. I rischi per gli impianti italiani della Val di Sangro sono elevati, in caso di rimodulazione della partnership Sevel in nome della concorrenza. Anche se, in post-Covid, è difficile che Bruxelles incida sull’occupazione. Una risposta è attesa tra qualche settimana.”

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