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Apr 03 ANDREA BRAMBILLA DIRETTORE DI AUTO: CERCHIAMO DI GUARDARE OLTRE IL VIRUS

Cristiana Schieppati

Andrea Brambilla è Direttore Responsabile di Auto, AM e Ulisse e Coordinatore Editoriale di Italo, ci racconta di come la sospensione di tutte le presentazioni internazionali delle novità delle case automobilistiche abbia cambiato gli scenari e portato  a fare delle scelte obbligate dal punto di vista editoriale. Per giudicare le auto occorre guidarle e vederle dal vivo, nel frattempo, suggerisce,  continuiamo a sognarle.

 

Da quando è scoppiata l’emergenza coronavirus come è cambiato il lavoro della redazione come vi siete organizzati?

 

La nostra redazione è distribuita sul territorio, abbiamo l’headquarter a Roma, il Centro Prove delle vettura a Bologna e una sede anche a Milano. Quindi da tempo siamo abituati a lavorare con mezzi che ci permettono di fare riunioni e analizzare l’avanzamento del magazine da sedi diverse. Ora lo facciamo da casa in smart working, ma la tecnologia era già collaudata. Un vantaggio rispetto a chi si è dovuto organizzare, anche se per le prove delle vetture i nostri tester devono per forza andare nella sede di Bologna per prendere le vetture da provare e fotografare, con le dovute precauzioni e autorizzazioni è possibile farlo.

 

 

Siete riusciti a fare uscire in edicola regolarmente il giornale?

 

La redazione lavora a pieno regime. Ai primi di marzo, quindi nel periodo in cui Milano era già chiusa abbiamo mandato in stampa il numero che è uscito il 15 di marzo già lavorando in remoto, e nel frattempo abbiamo chiuso anche AM – Motori e stili di vita di aprile che è il magazine mensile dei quotidiani. Il lavoro in redazione è anche cresciuto perché abbiamo incrementato la presenza delle pagine dedicate alle auto sul Corriere dello Sport, uno dei quotidiani del Gruppo. Abbiamo deciso di fare ogni giorno delle interviste agli AD delle Case auto per raccontare cosa stanno facendo in questo periodo. Le Concessionarie sono chiuse ma molte Case auto hanno organizzato dei servizi per fare dei pre booking e consulenza ai clienti. Le Concessionarie sono l’anello debole della catena ed è giusto che si cerchi di aiutarle in questo momento.

 

E’ cambiato qualcosa nella linea editoriale del giornale ?

 

La linea editoriale non è cambiata, abbiamo presentato il nuovo Auto rivisto anche nella grafica a metà febbraio e stiamo mantenendo la medesima identità. L’unico problema è che da fine febbraio sono state sospese tutti i test internazionali e nazionali dei nuovi modelli sostituiti con delle presentazione in streaming, senza vedere e toccare le auto. Anche l’annullamento del Salone di Ginevra non ci ha permesso di vedere molte novità. Sul numero che uscirà in edicola il 15 aprile abbiamo quindi optato per delle presentazioni e non per i primi test delle auto, spiegando ai nostri lettori i motivi di questa scelta obbligata.

 

 

Qual è il ruolo di un direttore in questo momento, per quanto riguarda il tuo settore?

 

Certamente, come spiegavo prima abbiamo delle responsabilità proprio per stimolare la curiosità degli appassionati verso le novità e dare un aiuto a quelle aziende, mi riferisco ai Concessionari, che sono l’anello debole della catena dell’automotive. Ci sono poi tanti temi da discutere e analizzare per il futuro. Penso agli incentivi per far ripartire il settore, ridiscutere le norme e le multe sulla CO2 a livello europeo, i livelli di ecobonus per le vetture meno inquinanti in Italia. Dopo questo periodo non possiamo pensare che certi parametri valgano ancora, il comparto, e quindi molte persone che vi lavorano sarebbero a rischio. Proprio in questo momento è fondamentale essere attivi e cercare di evidenziare i problemi a chi ci governa.

 

 

Quando torneremo alla normalità?

 

Spero che si ritorni ad una normalità con in più l’insegnamento che questa situazione ci sta dando, e di essere di aiuto con Auto al settore automotive per migliorare e affrontare la ripresa. La contrazione del mercato sarà pesante da affrontare e si stima calerà molto ma la mobilità è uno dei punti di forza anche per una ripresa più veloce.

 

 

Quali sono le mancanze professionali e personali più pesanti in questa situazione?

 

I contatti umani, uscire e guidare liberamente, vedere le nuove auto e poterle giudicare. Auto è il magazine organizzatore in Italia del premio Car of the Year, il più prestigioso che esiste dal 1964 ed è organizzato da sette riviste europee con 60 giornalisti votanti e io sono uno di questi. Abbiamo bisogno di vedere e provare le auto per giudicarle bene.

 

 

Le prove su strada potranno essere effettuate a breve?

 

Con le dovute accortezze e nel rispetto delle regole stiamo ancora provando le auto. Non possiamo andare in pista perché comporterebbe una serie di problematiche tecniche e di assistenza anche con Ambulanze che sono impegnate altrove, ma per ora i tester stanno guidando.

 

 

I numeri dell’on line sono cresciuti? Come usate i social ?

La parte sociale e on-line è stata ovviamente potenziata. Abbiamo organizzato delle presentazioni di vetture dal “divano” e degli incontri con la piattaforma Zoom con responsabili di Case auto e di tutta la filiera produttiva per dare voce a tutti. Ne stanno scaturendo idee interessanti anche per il futuro. Il tema di come affrontare il post Coronavirus, è quello più dibattuto. Sono in tanti a guardare oltre il virus.

 

 

Un messaggio ai tuoi lettori:

 

Stare a casa, che è quello che dobbiamo fare tutti, ma c’è più tempo per sognare e studiare di più le vetture attraverso i siti delle Case auto o il sito di Auto. Per restare informati e divertirsi anche a configurare una vettura. E perché no anche ripassare un po’ il codice stradale…una pratica non farebbe male a molte persone.

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