Moda

Mar 30 INTERVISTA A ANNALISA MONFREDA: LA VERITA’ STA NEL PESO CHE DIAMO ALLE NOTIZIE

Cristiana Schieppati

Il “direttore in quarantena” di oggi è Annalisa Monfreda, direttrice  di Donna Moderna. Mette il lettore al primo posto, perché l’informazione pratica e corretta in questa emergenza è fondamentale. Nell’attesa di definire il nostro futuro ci invita a usare questo tempo prezioso.

Da quando è scoppiata l’emergenza coronavirus come è cambiato il lavoro della redazione come vi siete organizzati?

 

Ci siamo ritrovati nel giro di due giorni a mandare in stampa il giornale da remoto. Non abbiamo avuto tempo di strutturare il lavoro in modo diverso, ci siamo limitati a fare le stesse cose di prima ma da casa, su computer piccoli, con collegamenti alla rete traballanti, molte difficoltà tecniche. Ma l’abnegazione dei colleghi dell’IT, unita alla grande motivazione della redazione a fare ancora meglio il nostro lavoro, ci hanno portato fin qui: il giornale esce regolarmente in edicola e con foliazione intatta.

 

Che iniziative avete portato avanti e con quale obiettivo? Solidarietà, condivisione, informazione…

 

Il primo obiettivo di Donna Moderna è “il servizio al lettore”: da sempre, siamo il brand che spiega le news, l’economia, la salute in modo semplice e autorevole. In questo momento il nostro lettore ha bisogno più che mai di un’informazione pratica e corretta. Così è diventata importantissima la nostra newsletter quotidiana: ogni mattina alle 7, 100mila iscritti ricevono le 5 cose importanti da sapere quel giorno. E settimanalmente, sul giornale, intervistiamo grandi esperti per fare il punto sulle principali questioni relative a salute, lavoro, decreti governativi.

Il secondo obiettivo è la vicinanza al lettore, l’empatia. Abbiamo iniziato raccontando “Le nostre vite sospese” (su social, web e carta), poi abbiamo chiesto ai lettori di fare altrettanto: siamo sommersi dai loro contributi, davvero emozionanti.

Il terzo obiettivo è iniziare ad avere una visione sul futuro: cosa sarà il mondo dopo il coronavirus, come cambierà la nostra società, il sistema sanitario, il modo di lavorare. Abbiamo avviato grandi dialoghi su questi argomenti.

Infine, il nostro quarto obiettivo è l’intrattenimento. Così ogni settimana intervistiamo 5-6 personaggi che ci danno suggerimenti su cose da fare in casa: come viaggiare dal divano, come intrattenere i bambini e via dicendo.

 

E’ cambiato qualcosa nella linea editoriale del giornale?

 

Non è cambiata la linea editoriale. Questi obiettivi li abbiamo sempre avuti. Solo che adesso sono quasi interamente focalizzati alla situazione particolare che stiamo vivendo.

Consideri Donna Moderna una testata di moda? Il tuo ruolo di direttore è cambiato? 

In realtà non siamo mai stati una testata di moda. Siamo un giornale di servizio. E il nostro ruolo è fondamentale. Come ho scritto di recente, “dire i fatti non significa dire la verità”. La verità sta nel peso che diamo alle notizie, nell’ordine con cui decidiamo di darle, nel tipo di approfondimenti che cerchiamo di fare. Quindi sì, carta e online, sono più importanti che mai in questo momento.

 

Come vedi i prossimi mesi?

 

Spero che usciremo presto da questa situazione. E non vedo l’ora di ritornare alla normalità facendo tesoro di tutto ciò che abbiamo imparato in questi mesi e del rinnovato rapporto con i lettori.

 

Cosa ti manca della vita “pre coronavirus”?

 

La redazione per me è una piazza, in cui non hai bisogno di indire una riunione per confrontarti con i colleghi, lo scambio è continuo, fisico. Ecco, questo mi manca moltissimo.

 

Secondo te cambierà qualcosa in maniera definitiva nel mondo della moda e dell’editoria o tutto tornerà come prima?

 

Purtroppo l’editoria stava già vivendo una crisi prima del Coronavirus, che non sta facendo altro che accelerarla. Al rientro alla normalità tutti dovremo fare i conti con uno scenario post-bellico che però ancora non riesco a immaginare.

 

Come fate per i servizi di moda? 

 

Ne avevamo abbastanza in cassetto. Quando finiranno, continueremo a pubblicare rubriche di moda pratiche, senza avere servizi indossati.

 

I numeri dell’on line sono cresciuti? Come usate i social ?

 

Sì, il canale News di Donna Moderna sta facendo la sua migliore performance. Le colleghe che se ne occupano non staccano mai e la vivono davvero come una missione. I social ci aiutano nel tenere un legame stretto con i lettori, favoriscono l’empatia tra noi, sono un indicatore importantissimo dell’umore dell’audience, che cambia continuamente.

 

Un messaggio ai tuoi lettori…

 

Usiamo questo “tempo” per fare qualcosa che non facevamo da tempo: telefonare a persone sole o in difficoltà, leggere e approfondire temi che ci appassionano, indagare la nostra anima. Sarà un tempo “prezioso”.

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