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Dic 19 ARGENTINA CAMPIONE DEL MONDO NEL SEGNO DI MESSI

di Francesco Bonfanti

Ha vinto Messi, ha vinto l’Argentina. E il cerchio si è finalmente chiuso.

La finale più incredibile e rocambolesca della storia del Mondiale, una girandola di emozioni che ha lasciato tutti con il fiato sospeso fino all’ultimo, letteralmente, perché la Coppa del Mondo ha preso la strada di Buenos Aires soltanto ai rigori. Prima c’è stato di tutto, meravigliosa follia di uno sport che non smette di stupire, clamoroso vortice che ha avuto l’effetto di far salire e scendere le palpitazioni prima degli uni e poi degli altri come montagne russe.

Messi o Mbappé, Mbappé o Messi, dei due l’uno. 

Una carriera arrivata alla sua “last dance”, un’altra in piena evoluzione. Messi ha già vinto tutto a livello di club (11 campionati tra Barcellona e Psg, quattro Champions, tre Mondiali per Club, 706 gol e sette Palloni d’Oro), in nazionale ha conquistato Copa America e Olimpiade. Gli mancava il Mondiale, punto d’arrivo di una storia straordinaria. Mbappé in Francia ha dominato (cinque campionati), ma non ha mai vinto la Champions. In compenso, però, un Mondiale era già in bacheca, da giovanissimo protagonista a Russia 2018. Poteva diventare il secondo giocatore dopo Pelè a vincere due Mondiali prima dei 24 anni.

Era la finale perfetta, e il campo ha confermato tutto. Messi trascinatore dell’Argentina, Mbappé della Francia che, sull’orlo del baratro, con due gol in due minuti del suo leader ha rialzato la testa rientrando in partita. Botta e risposta a suon di colpi e di gol, i rigori a chiudere un Mondiale mal digerito all’inizio ma che alla fine, come sempre, ha coinvolto tutti. Potere del calcio e dei suoi eroi.

Argentina campione per la terza volta nella sua storia, Messi sul tetto del Mondo al quinto tentativo. E il paragone con Maradona adesso non fa più paura. Impossibile (e ingiusto) fare classifiche, ma il peso del Pibe de Oro gravava da sempre sulle spalle di Messi, come era inevitabile per chi porta la maglia numero 10 dell’Argentina ed è al vertice da 20 anni. Messi ha vinto tutto, mancava quello, il Mondiale, punto d’arrivo di ogni calciatore, l’ultimo gradino verso la leggenda per l’erede designato di Diego, l’ultimo ad aver vinto il Mondiale con l’Argentina nel 1986: “È pazzesco, è la cosa più bella che ci sia – ha detto Messi dopo il trionfo -. Lo desideravo moltissimo. Sapevo che Dio me lo avrebbe dato, avevo questa sensazione. Non vedo l’ora di tornare in Argentina per vedere quanto sarà folle tutto questo. Ovviamente volevo chiudere la mia carriera con questo, non posso chiedere più niente. Grazie a Dio che mi ha dato tutto. Chiudere quasi la mia carriera così, è impressionante. Voglio continuare a vivere qualche altra partita da campione del mondo. È il sogno di ogni bambino, sono stato fortunato ad aver vinto tutto, e quello che mi mancava è qui”. 

E Maradona da lassù avrà festeggiato alla sua maniera, lui che per l’Argentina ha sempre avuto un amore incondizionato, quella maglia come una seconda pelle.

Accanto a Diego, in quella tribuna speciale, un altro che aveva un sinistro magico, Sinisa Mihajlovic, scomparso venerdì a 53 anni. Un dolore per tutto il mondo del calcio e non solo, lui simbolo di grinta e di lotta che non ha mollato fino all’ultimo minuto. Per poi sedersi accanto a Diego e guardare insieme a lui la finale. Quella che ha incoronato Messi, la chiusura perfetta di una carriera semplicemente strepitosa.

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