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Feb 03 ATTENTI A QUEI DUE

Collaboratore

“Dio li fa e poi li accoppia”. Questo detto popolare si riferisce al fatto che talora accade di incontrare un paio di persone che stanno quasi sempre insieme, le quali condividono i medesimi interessi piuttosto fuori dal comune, se non addirittura bizzarri. Potrebbe trattarsi di coniugi o di amici che hanno gli stessi hobby e che amano visitare gli stessi posti. Va precisato che il sottinteso è quasi esclusivamente positivo; lo si potrebbe dire anche a proposito di Hitler e Mussolini, ma è sicuramente più comune sentirlo riferito a tizi eccentrici come Stanlio e Ollio. Prendiamo due come Elon Musk e Yusaku Maezawa, i quali rientrerebbero senza dubbio anche nella categoria di quelli che “una ne fanno e cento ne pensano”: non sono conosciutissimi, ma di cose singolari ne hanno parecchie in comune. A cominciare dal fatto che, oggi, sono multimilionari (in dollari) e che hanno creato le loro fortune a partire praticamente dal nulla, grazie a intuizioni geniali. Sono anche quasi coetanei (sono nei loro “quaranta”), estroversi, esibizionisti e collezionisti di cose e di record. Come definire altrimenti uno (il sudafricano Musk, trapiantato in America) che fa stranezze del tipo di lanciare nello spazio un’automobile elettrica, di quelle prodotte dalla sua fabbrica TESLA, guidata dal manichino “Starman”, mettendola in cima ad uno dei razzi “Falcon” della sua impresa aerospaziale SPACEX e che è comparso in televisione imbracciando un lanciafiamme o fumando uno “spinello”? In California è ammesso, ma non ci si fa una bella figura, soprattutto  se  poi ci si esprime confusamente.

 

Del giapponese Maezawa, magnate della moda e collezionista d’arte moderna (ha recentemente acquistato un Basquiat per 110 milioni di dollari), di automobili e di  altro, si sa di meno ma basta ricordare che, pur di diventare il primatista del numero di messaggi Twitter ricevuti, ha indetto un concorso mettendo in palio un milione di yen (oltre 8000 dollari) da sorteggiare tra cento di coloro che gli avessero scritto. Non completamente soddisfatto, oppure entusiasta dell’iniziativa, ora è passato a un miliardo di yen, cioè otto milioni di dollari, da sorteggiare tra mille “followers”. Il punto di contatto tra i due soggetti, che li renderà inseparabili, avviene nel 2018 quando il fantasioso Musk, sull’onda degli innegabili successi dei “suoi” lanci missilistici, annuncia che entro il 2023 invierà nello spazio una “navetta” in grado di circumnavigare più volte la luna con passeggeri “civili” a bordo: uomini comuni con finanze sufficienti per pagare il salatissimo biglietto di andata e (si spera) ritorno. Maezawa si iscrive subito, versando un anticipo “significativo”, anzi prenota tutti i posti con l’intenzione di offrire un passaggio agli artisti che volessero trarre ispirazione dall’assenza di gravità; non raccogliendo le sperate adesioni al suo gesto filantropico, resta l’unico candidato. Allora, per non sentirsi solo, lancia un concorso per offrire un posto dell’insolito viaggio a una compagna con determinati requisiti, come quello di avere più di vent’anni e la voglia di diventare la sua partner per la vita. Per la cronaca, il “nostro” è divorziato con tre figli e ha recentemente collezionato una lista di fidanzate tra cui l’ultima, una modella, l’ha lasciato proprio per evitare di accompagnarlo in orbita. Gli hanno risposto quasi 28.000 ragazze che però sono destinate a rimanere deluse. L’eccentrico miliardario ha infatti annunciato in questi giorni che, anche se molto dispiaciuto, non ha più intenzione di farsi accompagnare da una ospite. Vengono così a cadere anche gli accordi televisivi con una emittente che prevedevano riprese in diretta durante tutta l’avventura spaziale, sullo stile di un “reality show” che aveva già un nome: “Full moon lovers”. Molto probabilmente, acquistare tutti i 7-8 posti disponibili sulla navetta per una romantica avventura di coppia è troppo anche per uno che non bada a spese. O forse, più opportunamente, si sta rendendo conto che sarà un’impresa impegnativa, da affrontare senza troppe distrazioni. Ammesso che vada in porto.

 

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