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Mar 09 BIENNALE VENEZIA: IL PADIGLIONE DELLA NAMIBIA DEBUTTA ALL’ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE D’ARTE

“Art Before Artist”: con questo motto il Padiglione della Namibia dal titolo A Bridge to the Desert debutta alla 59. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia presentando un progetto di Land art, “The Lone Stone Men of the Desert”.

Una riflessione sulla condizione umana raccontata da una serie di sculture apparse alcuni anni fa nella regione del Kunene del deserto del Namib, il più antico del mondo.

Le sculture, in pietre del deserto e tondini di ferro, hanno fattezze umane stilizzate e gli autori hanno scelto di non firmarle in origine, identificandole solo con una frase e un numero: rappresentano le diverse culture, distanti, ma in cerca di un incontro per trovare insieme il posto del genere umano nella natura, raffigurata dal deserto stesso, che non è solo contesto di un’opera site-specific, ma parte integrante dell’opera stessa.

Questa unione di opera e contesto naturale ha in sé un’altra chiave di lettura fondamentale, considerando che solo due tipologie di osservatori possono entrare in relazione con l’opera: gli Himba – tra le ultime tribù umane a vivere ancora in uno stato pretecnologico – e i pochi, fortunati e coraggiosi viaggiatori che si spingono ad esplorare il deserto – per lo più appartenenti a gruppi sociali opposti agli Himba, con stili di vita fortemente tecnologizzati e urbanizzati.

Le opere sono dunque “ponte sul deserto”, dove quest’ultimo rappresenta la distanza culturale tra le popolazioni del mondo, ma anche la situazione critica raggiunta nel rapporto tra l’umanità nel suo complesso e la Terra come nicchia biologica.

Consapevoli dell’irrilevanza personale di fronte ai temi trattati dall’opera, gli autori si celano dietro lo pseudonimo RENN, rifiutando qualsiasi connotazione e riconoscimento.

La curatela è stata affidata dal Ministero della Cultura Namibiano a Marco Furio Ferrario, che ha scoperto le opere nel 2015 e proposto la creazione del padiglione con il desiderio che questo, attraverso lo spirito e i messaggi delle opere, diventi un ponte e un invito a scoprire lo straordinario tessuto artistico namibiano. 

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