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Apr 09 #CALCIOLAND- DOPO LE LITI SUI TAGLI INGAGGI SCOPPIANO LE POLEMICHE SULLA RIAPERTURA DEI CAMPIONATI. MA IL VOLLEY CHIUDE LA STAGIONE

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Sopite, non spente, le polemiche fra Lega Calcio e Assocalciatori per la questione tagli-ingaggi, la discussione si è spostata sulla ripartenza dei campionato di calcio. E lo sta facendo con una buona dose di pericolosità per calciatori, arbitri, addetti in generale delle squadre. Al proposito la commissione medica della Figc fornisce indicazioni precise alle squadre di calcio prima dell’eventuale ripresa dei campionati, perché a oggi soltanto 10 club possono garantire centri adeguati alle misure di sicurezza, per gli altri si studiano delle alternative. Il via libera agli allenamenti potrebbe avvenire nella seconda metà di maggio, per poi tornare a giocare a inizio giugno, ovviamente a porte chiuse.

Ma Renzo Ulivieri, presidente dell’Assoallenatori, pone condizioni precise, togliendo il calcio da una posizione di privilegio per inserirlo nella generalità delle attività della Nazione: “Quando riapriranno le fabbriche, riaprirà anche il calcio. Rischiamo di navigare nel privilegio e potrebbe provocare disaffezione, ma comunque sarà il Governo a decidere, non Lotito ed i medici stabiliranno i tempi giusti”.

La Federcalcio, per mezzo del presidente Gravina, si presenta con le solite frasi di circostanza senza portare acqua alla soluzione dei problemi: “Se e quando dovessimo avere luce verde per una graduale ripartenza – afferma  – il mondo del calcio si deve far trovare pronto. È questo lo scopo del lavoro svolto dalla nostra Commissione medica. Per il ruolo che il calcio ricopre nella società civile italiana, sono convinto che potremo dare un contributo importante a tutto il Paese”. E meno male, aggiungo io, che Gravina non ha chiesto come hanno già fatto le società soldi al Governo!

Una voce autorevole arriva invece dal dottor Piero Volpi, medico sociale dell’Inter, contagiato e guarito dal Coronavirus. “I primi quattro giorni sono stati durissimi – confessa -. Sembrava di vivere in un’altra dimensione: la testa era lucida, ma il corpo non rispondeva più, come si fosse spento il computer. Non avevo più appetito, faticavo a respirare e persino a muovermi. È un’esperienza che non auguro a nessuno. Solo chi ha visto con i propri occhi quanto accade dentro un ospedale di questi tempi, può davvero capire. La realtà è molto differente, molto lontana dai numeri quotidiani che ascoltiamo dai bollettini. E questo mio discorso vale per tutte le componenti, anche quelle sportive: il rischio è che si tenda a sottovalutare l’emergenza che stiamo ancora affrontando. Come ne usciremo? – continua Volpi -. In un solo modo: siano le autorità scientifiche, e in Italia abbiamo delle eccellenze, a dettare l’agenda. Il cronoprogramma spetta a loro e a nessun altro, siano loro a dirci se e quando riprendere l’attività. Poi in un secondo momento entreranno in gioco anche i medici sportivi, certo, con tutta l’attività di prevenzione. Ripresa il 4 maggio? Non è giusto definirli ora, i tempi. Questa è un’emergenza che non può portare a ragionare sul lungo, ma neppure sul medio periodo. Guardi quel che è successo nell’ultimo mese: molte dichiarazioni, molte scadenze, sono poi state superate dai fatti, fino ad arrivare al lockdown”. Un’accusa, senza remissione, a chi vuole trovare già in questi giorni una data utile per la ripresa.

Ripresa che, ad esempio, il Volley ha già annunciato non esserci: con l’annullamento, ovvio, di “tutti i campionati di ogni serie e categoria… senza assegnazione di scudetti, promozioni e retrocessioni”. In relazione al fatto che in relazione ai decreti del Governo e alle ordinanze delle Regioni non emergono date certe circa “la possibilità di riprendere l’attività sportiva in condizioni di completa sicurezza. Una sconfessione, quella della Federvolley, alla presidentessa del Volley Monza che, nonostante la professione di medico, aveva preteso dalle giocatrici della squadra di serie A la presenza agli allenamenti pena la rescissione del contratto. Rescissione che aveva giustamente visto come protagonista la capitana della squadra, Serena Ortolani.

Tanto per mettersi in evidenza, visto che attualmente sono fuori dalle polemiche televisive governo-opposizione, i senatori Pier Ferdinando Casini e Valeria Fedeli hanno presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, chiedendo di “proporre al Coni e alle federazioni sportive di assegnare i titoli di vincitori delle competizioni in corso a quelle società che, nel momento attuale, si trovano a essere in testa ai relativi campionati”. Interrogazione che, probabilmente, avrà mandato fuori dai gangheri Claudio Lotito, presidente della Lazio, seconda in classifica a un punto della Juventus.
Molto meglio di loro ha pensato di fare Sadio Manè, attaccante senegalese del Liverpool che guadagna 10 milioni annui: “Voglio costruire un ospedale in patria per dare speranza alle persone”. Un esempio.

 

 

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