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Lug 01 #CALCIOLAND – IL 20 LUGLIO LA VERITÀ SULLO SCUDETTO. A MENO DI SORPRESE

Juventus e Lazio non mollano, proseguono la lotta per lo scudetto che vede i bianconeri leggermente avanti dopo la sconfitta laziale a Bergamo contro l’Atalanta. L’una e l’altra hanno battuto le avversarie di ieri, in trasferte molto insidiose. La Juventus, che mi è sembrata in crescendo rispetto alle prime giornate di questa ripartenza di campionato, non ha avuto problemi a Marassi contro il Genoa. Con Dybala che giostra e segna, con Ronaldo che si è tolta la ruggine che gli limitava i muscoli e le conclusioni; con Pjanic che, finita la telenovela che lo ha portato alla firma col Barcellona è ritornato il giocatore d’ordine che conosciamo; con Bentancur in ogni parte del campo a tenere in equilibrio la linea mediana bianconera; con la difesa attenta nei due centrali De Ligt e Bonucci ma non troppo negli esterni Cuadrado e Danilo; contro una squadra così, forte fisicamente e con talentuosità che quando emergono fanno davvero male,  il Genoa ha potuto opporre solo la volontà e il cuore che hanno fruttato un gol, bellissimo, a Pinamonti ma poi solo velleità in fase conclusiva.

Non è stato facile per la Lazio, invece, passare a Torino, con i granata in vantaggio per un calcio di rigore seguito a un “mani in area” di Ciro Immobile. La Lazio ha avuto il merito di non scomporsi, di giocare con pazienza, di contrastare e ripartire con i piedi sapienti di Luis Alberto e quelli veementi e, spesso, incontrollabili di Ciro Immobile, anche per la marcatura attenta di Bremer. E anche con un po’ di fortuna per il tiro di Parolo deviato dallo stesso Bremer. Così la Lazio ha sconfitto un Torino in cui Belotti è troppo solo in attacco, infaticabile nel correre dietro a ogni pallone sempre marcato da due avversari, ma proprio per questo in difficoltà, poi, a sfruttare le proprie qualità davanti ai portieri avversari. Un Torino, in altre parole, carente a centrocampo quando l’avversario è di qualità perché Rincon è qualificato regista ma in realtà se non è sorretto da una condizione fisica ottimale è poco efficace; ma soprattutto carente in fase offensiva dove Simone Verdi ha perso il fiuto del gol che aveva al Bologna e che lo aveva portato al Napoli; e dove l’altro Simone, il Zaza, è spesso vittima di infortuni che lo hanno portato, in due stagioni granana, a giocare solo 46 partite e non tutte intere, segnando 7 gol che sono pochi confrontandoli con i 19 segnati nelle 53 presenze dell’anno giocato a Valencia.

La verità, allora, sulla destinazione dello scudetto la si potrà avere abbastanza precisamente solo il 20 luglio, quando a Torino la Lazio visiterà la Juventus. Prima, penso che solo la Lazio potrà mangiarsi la grande chance che il campionato le sta dando. A meno, ovviamente, di sorprese.

Le sorprese potrebbero arrivare da Inter e Atalanta? Molto difficile, ma l’aritmetica non le nega alle due squadre lombarde se stasera e domani batteranno rispettivamente Brescia e Napoli che verificherà a Bergamo quanto Gattuso è riuscito a cambiare la squadra rispetto a Carlo Ancelotti. L’Inter sta ritrovando Brozovic e Vecino guariti dai rispettivi infortuni. Soprattutto il rientro di Brozovic potrà dare alla manovra nerazzurra la fluidità e la regia del croato sostenuto da Barella, per dar modo a Eriksen di esprimersi al meglio delle proprie qualità dietro gli attaccanti. Di fronte a Brozovic ci sarà probabilmente Sandro Tonali, che dovrebbe essere il futuro colonnello delle linea mediana nerazzurra. Un critico calcistico che va per la maggiore, soprattutto per gli emolumenti, ha giudicato che Tonali, inserito nel centrocampo dell’Inter, toglierebbe spazio a Brozovic. Sarebbe come dire che Helenio Herrera non avrebbe dovuto far acquistare dal Barcellona Luisito Suarez perché sennò avrebbe tolto spazio all’allora regista svedese dell’Inter Bengt Lindskog. Suvvia!

 

 

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