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Mar 10 #CALCIOLAND-IL CORONAVIRUS CHIUDE I CAMPIONATI ITALIANI DI CALCIO MA NON LE COPPE

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Un decreto del presidente del Consiglio ha chiuso, fino al 3 aprile, l’Italia per diminuire le possibilità di contagio del Coronavirus. Su decisione del CONI, accettata dal Governo, è stato chiuso in Italia tutto il calcio di ogni categoria, anche con partite a porte chiuse, le cui classifiche probabilmente verranno annullate azzerando tutto al giugno 2019. Fatta la legge, ecco che saltano immediatamente fuori le deroghe: le Coppe internazionali si potranno giocare a porte chiuse. E già, secondo un vecchio detto italico, siamo ancora una volta alla presenza di figli e figliastri. Mi viene da ridere pensando che le autorizzazioni alle partite di cartello internazionale non siano pericolose come quelle di carattere nazionale. Oserei, addirittura, dire che lo sono di più. Perché incontrare squadre inglesi, tedesche, spagnole è oggi come andare incontro a possibilità di contagio superiori a quanto non sarebbero i giochi fra squadre italiane. Il perché è semplice da capire. In Italia si fanno tamponi da metà gennaio, tutti i casi di infezione sul nostro territorio sono stati registrati nel maggior numero oggi possibile. Mentre Germania, Francia, Spagna hanno cominciato a “contare” solo da qualche giorno.

 

L’Uefa sta cercando la scappatoia per non fermare Champions ed Europa League, ma alla fine concederà alle squadre europee di disputare incontri di andata e ritorno? Oppure prenderà provvedimenti drastici annullando anche i due tornei continentali? In Svizzera il Dipartimento di Giustizia e Sicurezza ha determinato che non si giocherà il match tra il Basilea e l’Eintracht Francoforte in programma il prossimo 19 marzo. Ironia della sorte, ci sarà regolarmente il fischio d’inizio in Germania per la gara di andata giovedì prossimo. Il motivo? Non ci sono i margini perché la gara si svolga anche a porte chiuse. Questo complica notevolmente le intenzioni dell’Uefa che dovrà trovare adesso una nuova sede per assicurare lo svolgimento dell’incontro e dell’intera competizione. Un compito difficile, perché non ci sono nazioni, che hanno già rinnegato Italia e italiani,  che vogliano rischiare di aumentare i contagi.

 

Ritengo che lo sport vada fermato tutto, senza eccezioni o deroghe. Ricevere eventuali contagi dall’esterno, dopo la giusta chiusura totale fatta ieri dal governo, sarebbe il peggiore di tutti i mali. E renderebbe nullo, ad esempio, l’aver chiuso il Paese per poi riaprirlo a squadre che arrivano da contrade dove non sono state prese, per fermare il Coronavirus, tutte le precauzioni che invece sono state prese in Italia.

 

 

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