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Lug 27 #CALCIOLAND – LA SAMP PARTECIPA ALLA FESTA-SCUDETTO DELLA JUVENTUS DI RONALDO. LAZIO STRARIPANTE A VERONA

La Juventus conquista il nono scudetto consecutivo battendo la Sampdoria con reti di Cristiano Ronaldo, che ha anche sbagliato il calcio di rigore mettendo il pallone sulla traversa, e Bernardeschi lesto a riprendere la respinta del portiere blucerchiato Aduero sempre su tiro violento di CR7. È stata la serata dell’asso portoghese, tornato nella sua forma migliore e vero cuneo nel fianco della difesa della Samp una volte salvata dall’intervento di testa di Chabot poi costretto a uscire per infortunio; altre volte dal caso e da Yoshida, giocatore duro ma non eccessivamente falloso. La Sampdoria, però, non ha avuto ruolo di sparring partner, ha giocato la sua partita, ha avuto le sue occasioni da gol mancate per poco, come quella di Quagliarella sullo 0-0 che ha avuto la palla sul sinistro da ottima posizione ma ha calciato debolmente. Claudio Ranieri ha fatto muovere la propria squadra sulle fasce, dove Depaoli e Jankto hanno spesso messo in difficoltà Alex Sandro e Danilo, Thorsby e Linetty a cucire il gioco di centrocampo per Quagliarella e Ramirez dai cui piedi sono arrivati i maggiori pericoli per la Juventus.

Gli ingredienti per un’altra serata stregata della Juve di Sarri sembravano esserci tutti: gli infortuni di Dybala e De Ligt, i rischi sui tiri, nessun tiro in porta per una quarantina di minuti. Poi ci hanno pensato Ronaldo a togliere le castagne dal fuoco e Sczcesny a farle durare per la festa scudetto con un paio di parate strepitose. Sarri ha rispolverato Pjanic dopo due panchine consecutive. Il bosniaco comica così così, lentamente: poi comincia a giocare come sa, la Juventus diventa pericolosa, da lui arriva la geometria conclusa da Cristiano Rinaldo con il primo gol, quello che a Torino ha dato il via alla festa. Vicino a Pjanic, Rabiot ha mostrato di essere in ottima forma, corre tanto e difende tanto, sbaglia qualche volta la misura quando serve il pallone ai compagni; e Matuidi, che ha ritrovato la voglia di correre e fare argine.

Dopo Douglas Costa, infortunatosi a Udine a un adduttore, l’infermeria juventina ha dovuto accogliere anche Dybala e De Ligt: l’entità degli infortuni rispettivi verranno valutate oggi, dopo gli esami clinici. Ma è certo che Maurizio Sarri si ritrova in brutta situazione quando mancano 12 giorni alla partita di ritorno col Lione a Torino.

La Lazio a Verona ha fatto straripare… gli argini dell’Adige rifilando una cinquina, dopo essere stata in svantaggio 1-0, ai giocatori di Juric. Tre reti dello scatenato Ciro Immobile, ben supportato da Correa, autore del 3-1 e seminatore di pànico nella difesa scaligera, e da Milinkovic e Luis Alberto due giocatori che danno del “tu” al pallone in ogni circostanza, in velocità oppure nel calcio piazzato. La battaglia per il secondo posto con Inter, un punto avanti in classifica, e Atalanta, che è a pari punti con la Lazio, è apertissima. Nelle ultime due partite, l’Inter deve giocare in casa col Napoli e poi visitare il campo dei giocatori di Gasperini; l’Atalanta, prima di ospitare i nerazzurri milanesi, dovrà giocare a Parma. E la Lazio avrà in casa il Brescia e poi in trasferta giocherà a Napoli. L’obiettivo è evitare il quarto posto in classifica: non sia mai che il Napoli vinca la champions e la Roma l’Europa League rifilando alla quarta del nostro campionato il biglietto della seconda competizione europea.

 

 

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