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Mar 27 #CALCIOLAND- L’ASSOCALCIATORI: “PRIMA DI TAGLIARE GLI INGAGGI OCCORRE QUANTIFICARE I DANNI”

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Il nodo del taglio dello stipendio ai giocatori del calcio italiano è ancora stretto, non sarà facilissimo scioglierlo. “Siamo consapevoli – afferma Damiano Tommasi, presidente dell’Assocalciatori – che quello inerente i contratti sia un tema da affrontare, ma non adesso. Prima vanno quantificati i danni e questo procedimento è possibile solo quando sapremo se la stagione finirà o no. Il problema del taglio degli stipendi, quindi, va posto a tempo debito”. Ma quali sono i giocatori che prendono di più in Serie A? La classifica del sito specialistico calciomercato.com di questa settimana è dedicata ai 10 giocatori che hanno gli ingaggi più alti nel nostro campionato. Otto sono della Juventus, uno di Inter e Napoli. Ecco la classifica in milioni netti annui: Cristiano Ronaldo 31; De Ligt 8; Lukaku e Higuain 7,5; Dybala 7,3; Rabiot e Ramsey 7; Pjanic 6,5; Skedira e Koulibaly 6. Insomma milioni su milioni spesi dalle società per vincere e riempire lo stadio. Ma se tutto è fermo le società non incassano e i problemi si sommano.

Il primo problema, anzi il primo scontro, arriverà dai diritti tv per la Serie A. Secondo il Corriere dello Sport, a maggio Sky, Dazn e Img potrebbero non pagare la rata da 233 milioni di euro. Le pay tv, che evidentemente non vogliono pagare per trasmissioni non effettuate, non escludono di ricorrere all’articolo 1467 del codice civile per eccessiva onerosità sopravvenuta.

Le società, al proposito, intendono recuperare parte dei mancati incassi chiedendo al Governo di poter riavere le sponsorizzazioni delle società di scommesse. Come ho già detto ieri, non sono d’accordo che un’attività oggi fuorilegge debba essere “purgata” per sostenere gli oneri del calcio. Società e giocatori debbono darsi una regolata, in Italia almeno. Non sono ammissibili stipendi milionari per un’attività che tutto sommato non è fondamentale per la vita di una nazione. Il calcio da show business deve tornare ad essere un gioco. E chi ha talento per giocare a grandi livelli deve capire di non essere al di sopra di una crisi che sta rivoltando tutte le economie dei cinque continenti.

Detto questo, ieri si è riunito il board dell’European League. L’idea è quella di far ripartire più o meno insieme i 12 campionati che hanno formazioni ancora in corsa in Champions o in Europa League per non dare vantaggi a nessuna delle partecipanti. Le soluzioni ipotizzate sono: o stabilire un calendario con impegni alternati di campionato (week end) e coppe europee (infrasettimanali); oppure concentrando i tornei nazionali da inizio giugno a metà luglio per poi disputare le coppe europee. La finale di Champions League sarebbe la settimana dopo Ferragosto. Poi, dopo circa due settimane di pausa, il 12 settembre riprenderebbe la nuova stagione con il via ai campionati da concludere entro il 1° giugno 2021 prima dell’Europeo. In ogni caso sarà cancellata la finestra per le nazionali prevista dall’1 al 9 giugno. Prima di ricominciare la stagione potrebbero essere necessarie nuove visite mediche per l’idoneità dei calciatori, soprattutto per evitare eventuali positività nascoste al Coronavirus: e questa sarà una doverosa iniziativa di tutte le società di calcio.

 

 

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