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Lug 20 #CALCIOLAND – L’ATALANTA PARI A VERONA SICURA DELLA PROSSIMA CHAMPIONS, IL MILAN STRAPAZZA IL BOLOGNA E STACCA IL SASSUOLO PER L’EUROPA LEAGUE

Come l’Inter anche l’Atalanta non è riuscita a passare a Verona. E come con l’Inter il portiere scaligero Marco Silvestri – ventinove anni, 1,91 cresciuto nel Modena e con un’esperienza triennale in Inghilterra con il Leds United – ha parato tutto tranne il tiro di Zapata da centro area, infilatosi nell’angolo. Il pari del Verona è arrivato dall’ex, Pessina ha infilato Gollini con un tiro di destro dopo azione da calcio d’angolo. La partita ha avuto due volti. Il primo tempo giocato a ritmi piuttosto lenti, l’Atalanta pur avendo qualche discreta occasione non ha giocato con la consueta verve, pressando e attaccando: evidentemente la stanchezza si fa sentire, tutto sommato la Dea di Gasperini sta conducendo un campionato strepitoso, è ancora in Champions dove ha le sue carte d giocare. Logico che pensi a tirare un po’ i remi in barca. Anche perché aveva contro a Verona, una squadra ben organizzata, orchestrata dal marocchino Sofyan Amrabat un autentico fuoriclasse in mezzo al campo nell’impostare e difendere e poi nel difendere e impostare: 24 anni da compiere a fine agosto, l’anno prossimo giocherà in maglia viola essendo in prestito dalla Fiorentina.

Milan straripante a San Siro contro il Bologna col quale Sinisa Mihajlovic sperava di fare ai rossoneri di Stefano Pioli lo stesso scherzo fatto ai nerazzurri di Antonio Conte. Ma il Milan ha, come coordinatore avanzato di gioco, un certo Zlatan Ibrahimovic che arretra a prendersi i palloni per poi distribuirli alle fasce, proporsi ancora nella parte centrale del campo e appoggiare infine al compagno di squadra libero. Il Milan ha giocato da grande squadra per la prima mezz’ora del primo tempo con un centrocampo perfetto, un Theo Hernandez instancabile sulla fascia, ha segnato con  Saelemaekers e Calhanoglu, poi ha abbassato un po’ il ritmo e il Bologna ha potuto riaprire i giochi con un gol stupendo di Tomiyasu che però non è riuscito mai a contrastare un Rebic scatenato. Nella ripresa è arrivata la goleada rossonera, due reti in undici minuti di Bennacer e Rebic col sigillo finale di Calabria in zona Cesarini. Una squadra, il Milan, plasmata da Stefano Pioli che adesso, per volere di una proprietà con le bende sugli occhi, deve lasciare il posto al tedesco Ralf Rangnick che assumerà anche il ruolo di direttore tecnico.

Il Sassuolo, che contendeva al Milan la posizione valida per l’Europa league, non è andato aldilà del pareggio in quel di Cagliari. La squadra di De Zerbi ha disputato una partita tatticamente strana per quel che è il suo standard di gioco, fatto di pressing e micidiali ripartenze. Dopo essere andata in vantaggio con il solito Ciccio Caputo (al diocttesimo centro stagionale), il Sassuolo si è come fermato, ha cominciato a palleggiare sulla propria metà campo, ha cessato di affondare i colpi, forse stanco, ha cominciato a subire le ripartenze del Cagliari, rimasto addirittura in dieci per l’espulsione di Carboni, fino a quando Joao Pedro non ha rimesso le sorti dell’incontro in parità. A quel punto il Cagliari ha controllato la partita portandosi in tranquilla posizione di classifica mentre il Sassuolo, a 8 punti dal Milan, ha detto probabilmente addio ai suoi sogni europei: un peccato, perché la squadra di De Zerbi ha disputato un’eccellente ripresa di campionato dopo il lockdown.

 

 

 

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