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Mar 04 #CALCIOLAND – LE PARTITE SALTATE DA DISPUTARE DAL 7 AL 9 MARZO. L’INTER CONTESTA: PRIMA LA SAMP E POI LA JUVE

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Il braccio di ferro fra il presidente della Lega serie A, Paolo Dal Pino, e l’a.d. dell’Inter, Beppe Marotta, ha avuto ieri una nuova puntata. Come ampiamente previsto, l’ipotesi di soluzione, fra sabato 7 e lunedì 9 marzo prevedeva il recupero di sei partite della settima giornata di ritorno, rinviate nello scorso fine settimana: Sampdoria-Verona, Udinese-Fiorentina, Milan-Genoa, Parma-Spal, Sassuolo-Brescia e Juventus-Inter. Le gare rinviate del sesto turno sarebbero state recuperate più avanti, con Torino-Parma, Verona-Cagliari e Atalanta-Sassuolo mercoledì 18 marzo, mentre resta da individuare una data per Inter-Sampdoria. Una soluzione, questa, contestata dall’Inter che ha chiesto di giocare prima il recupero con la Sampdoria, prevista dal calendario della serie A per il 23 febbraio, e poi quella contro la Juventus, che non si è disputata il primo marzo: e non viceversa come propone la Lega Serie A. La richiesta è contenuta in una lettera, firmata dall’a.d. nerazzurro Giuseppe Marotta, inviata alla Lega, in cui si definisce la proposta del Consiglio per la modifica del calendario “neppure valutabile atteso che non è completa”, in quanto non prevede una data per il recupero della gara con la Sampdoria.

 

L’Inter “richiede che nel prossimo weekend si giochi il turno di campionato come previsto dal sorteggio” e, nel caso in cui il presidente della Lega, Paolo Dal Pino, “ritenesse di dover far slittare tale turno di campionato per consentire il recupero di gare già rinviate, che si proceda al recupero delle gare rinviate per prime in ordine di tempo, unica ipotesi, quest’ultima, legittima ai sensi delle norme di Lega e Federazione che governano l’ordinamento sportivo”. Il caos provocato dalle decisioni di Dal Pino (che aveva pensato anche di dimettersi) prese venerdì scorso, dunque continua. Ovvio che ciascuno voglia fare i propri interessi, tuttavia la posizione dell’Inter sembra piuttosto consistente a norma di regolamento. La serie A prevede un calendario, alla sesta di ritorno si sarebbero dovuto giocare Inter-Sampdoria e Atalanta-Sassuolo rinviate, poi, per emergenza coronavirus, dopo che il decreto ministeriale aveva bloccato l’afflusso di pubblico a tutti gli eventi  in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna fino a tutto il 6 marzo, e quindi anche l’afflusso di tifosi negli stadi. Invece di far giocare tutta la settima giornata a porte chiuse, oppure rinviare tutte le partite, ecco che la Lega di serie A fa giocare a porte aperte alcuni incontri e sancisce che altri, fra cui Juventus-Inter, si debbano giocare a porte chiuse. Il sabato  si sono giocate a porte aperte Lazio-Bologna e Napoli-Torino, la domenica pomeriggio Lecce-Atalanta e Cagliari-Roma. Poi, due ore prima di Udinese-Fiorentina veniva dato lo stop alla partita per motivi precauzionali mentre veniva concesso il giorno dopo, domenica, il pubblico a Pordenone-Juve Stabia di serie B, sempre nel medesimo impianto dell’Udinese, la Dacia Arena. Insomma una bella confusione, fra Lega calcio e Regione Friuli Venezia Giulia.

 

Ora il campionato rischia uno stop talmente lungo, vista la raccomandazione del comitato scientifico del Governo che parla di 30 giorni di divieto di manifestazioni anche sportive e di norme igienico comportamentali rigorose, da poter anche paventarne la soppressione. Sarebbe un danno incalcolabile, molto meglio giocare a porte chiuse anche per dare qualche motivo di divertimento a chi è costretto a restare chiuso in casa per timore di contagio. Il diritto sarebbe dalla parte dell’Inter e dell’Atalanta, poiché il recupero della sesta giornata di ritorno dovrebbe precedere il recupero della settima. Ma il calcio italiano, caos alla mano, ormai è lanciato nella personalizzazione delle battaglie. Con interessi che con lo sport non hanno nulla a che vedere.

 

 

 

 

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