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Apr 21 #CALCIOLAND-SPADAFORA NON TRANQUILLIZZA IL CALCIO. JUVE E INTER SUL MERCATO DEI TALENTI: MA CI SARANNO I SOLDI NECESSARI PER COMPRARE?

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Il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora è intervenuto al Tg2 per commentare la possibile ripartenza del calcio dopo lo stop per l’emergenza Coronavirus: “Inevitabilmente il mondo del calcio dovrà riprendere, ma oggi non si può dare per certa nessuna riapertura se prima non ci sono le condizioni per il paese. Noi sappiamo che il 4 maggio il nostro paese inizierà pian piano a riaprire, bisogna capire se il calcio sarà pronto per una ripartenza. Oggi non do per certo né la ripresa del campionato né degli allenamenti il 4 maggio. Riprendere gli allenamenti comunque non vuol dire riprendere le partite. Io valuterò con molta attenzione perché il mio auspicio è che riprendano gli allenamenti, ma non voglio dare l’illusione ai club di serie A che riprendere gli allenamenti voglia dire riprendere le partite”.  Domani il ministro Spadafora incontrerà la Figc che presenterà il protocollo per gli allenamenti e insieme verranno valutate le proposte alla luce della situazione. “Quello che mi interessa – ha aggiunto il ministro – è che riparta tutto il mondo dello sport. Il calcio ha un valore enorme, economico e sociale, ma dobbiamo pensare a una riapertura anche per tutti gli altri mondi, dove ci sono persone che lavorano per stipendi molto inferiori”.

Vincenzo Spadafora ha anche affrontato il tema del calcio in TV trasmesso in chiaro. “Quando ho provato a proporre questa cosa nel periodo di massima emergenza – confessa il ministro – ho avuto un confronto a dir poco acceso e mai ripartito con l’a.d. di Sky e il presidente della Lega Serie A, Dal Pino. Il tema è molto spinoso: quando il mondo del calcio non vuole decidere per motivi economici dice che è il governo che deve farlo, poi quando il governo entra a gamba tesa rivendica la propria autonomia. Questa volta prenderemo in considerazione l’eventualità, per una questione di interesse sociale. Ma ci sono equilibri tra lega, tv e federcalcio difficili da trovare”.
Sul versante squadre continua il braccio di ferro fra Higuain, ancor in Argentina, e la Juventus. L’attaccante ha capito che la società vuole cederlo e di conseguenza cerca di evitare la stessa situazione creatasi l’anno scorso. Higuain avrebbe rivelato ad alcuni compagni la sua intenzione di non tornare a Torino, per cui il fratello-manager Nicolas sta cercandogli un ingaggio in Argentina o, comunque, in Sud America.

Con Higuain fuori, la Juventus deve cercare un nuovo centravanti e non solo da qui a fine stagione. Negli ultimi giorni è comparso il nome del napoletan-polacco Milik, in cambio di Bernardeschi, che però non sarebbe titolare. Le frecce bianconere sono tutte puntate su Mauro Icardi, soprattutto alla luce del continuo corteggiamento del PSG nei confronti di Miralem Pjanic, ormai non più incedibile. Se qualche tempo fa ipotizzare uno scambio alla pari tra i due sembrava fantascienza ora, alla luce anche della mancanza di liquidità finanziaria determinata dall’emergenza Covid-19, l’affare sembra invece decisamente fattibile. Per effettuare lo scambio, però, il PSG dovrà pagare il riscatto all’Inter e Marotta vuole per intero la somma pattuita di 70 milioni. La sosituzione di Pjanic, secondo le intenzioni di Sarri, dovrebbe essere fatta con Jorginho, ammesso che il Chelsea lo ceda.
Un acquisto del brasiliano è ipotizzabile solamente con la cessione di Pjanic. La Juve sogna anche Kantè ed Emerson Palmieri: ma l’arco bianconero è puntato su troppi giocatori del Chelsea perché Paratici possa stare tranquillo e non ripetere i “buchi” del mercato 2019. Soprattutto perché al d.s. juventino interesserebbe sopra ogni cosa fare il colpo a sorpresa con Pogba e Milinkovic Savic. Tanta carne al fuoco, con una previsione di spesa altissima: ce la farà la Juventus, in tempi di Coronavirus?

Intanto anche Antonio Conte ha analizzato i punti deboli della sua Inter e ha parlato con la società per trovare soluzioni all’altezza. Marotta e Ausilio lavorano già sui rinforzi: due centrocampisti, due esterni e due attaccanti, tre se Lautaro Martinez dovesse partire. L’Inter è già impegnata per circa 100 milioni di euro per via del riscatto di Sensi, della “rata” di Barella e dei rientri di Pinamonti e Vanheusden (se fossi Conte mi terrei sia l’attaccante che i centrale difensivo): quindi sarà giocoforza ripiazzare i prestiti di quest’anno: Joao Mario, Lazaro, Nainggolan, Perisic e, soprattutto, Icardi. Conte ha già preparato la lista della spesa:  Tonali e Chiesa su tutti. L’obiettivo è quella di “italianizzare” il gruppo con giocatori di qualità per avere un gruppo che fa dell’italianità il suo cardine fondamentale. Per entrambi c’è la concorrenza della Juventus. Per completare il quadro, nella lista di Conte ci sono i nomi degli attaccanti Giroud e Mertens, del centrocampista Corentin Tolisso e del difensore della nazionale azzurra Emerson Palmieri. E anche per l’Inter vale in discoso Juve: la proprietà cinese sarà disposta a grossi esborsi per accontentare l’allenatore?

 

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