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Apr 17 #CALCIOLAND-SULLA RIPRESA DEI CAMPIONATI CRITICHE DAI MEDICI DEL CALCIO AL PROTOCOLLO DELLA COMMISSIONE MEDICA FEDERALE

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Preparato il protocollo della Commissione medica della Federcalcio, ecco arrivare subito la giusta osservazione del dottor Enrico Castellacci, presidente dell’Associazione dei medici italiani del calcio. Castellacci ha usato toni critici contro il protocollo: “Non è per fare polemica, ma la stesura stupisce anche me. A realizzarla manca l’associazione dei medici italiani del calcio che poi saranno responsabili di tutto. Sono loro che conoscono le situazioni, che stanno sul campo”. Dal canto suo, il dottor Paolo Zeppilli, capo della commissione medica della FIGC, ha dichiarato: “Noi abbiamo solo preparato un protocollo di ritorno al campionato per garantire la massima sicurezza possibile, il minimo indispensabile per riprendere gli allenamenti, ma non siamo noi a decidere del ritorno in campo. Noi abbiamo pensato al gruppo squadra, a un numero ridotto che riprende gli allenamenti per 2-3 settimane. A loro, dovranno essere fatti sia i tamponi che i test sierologici secondo le indicazioni della commissione tecnico-scientifica e del Ministero della Salute. Il nostro auspicio è che il gruppo così formato, non dico sia a rischio zero, ma a rischio minimo. Se poi dovesse esserci un nuovo caso verrà gestita con lui l’emergenza. E dopo la prima settimana verranno ripetuti i test sierologici. Il presidente della Federcalcio Gravina – ha aggiunto Zeppilli – ha pensato a una ripresa scaglionata, prima la Serie A, poi pian piano la Serie B e la Serie C. È chiaro che sulla questione tamponi dico: più tempo abbiamo più questo protocollo potrà essere attendibile”.

Da come ha parlato, a me sembra che, attraverso il dottor Zeppilli, la commissione medica abbia presentato alla Federcalcio un compromesso nel presentare il protocollo. Dove si parla di minor rischio possibile e non di rischio zero, come dovrebbe essere per un’attività non necessaria alla vita della Nazione. E poi, come si farà a tamponizzare quotidanamente, fra squadre di serie A serie B e Lega pro cento squadre che hanno in rosa almeno un totale duemila giocatori, più dirigenti, allenatori e preparatori, personale dei campi di gioco, degli stadi (in cui, secondo l’ipotesi,  potranno stare durante le partite 240 persone al massimo giocatori, tecnici personale di squadra compresi)? E al personale di squadra dovranno aggiungersi, per forza di cose, gli addetti agli alberghi dove alloggeranno le squadre. Ma quali squadre potranno restare nel proprio centro d’allenamento e quali dovranno andare in hotel? Secondo La Gazzetta dello Sport, Juve, Milan, Cagliari, Lazio, Napoli e Lecce faranno tutto in un’unica struttura. Inter, Roma, Atalanta e Parma hanno centri sportivi grandi ma un numero di camere non sufficiente. Destinate all’albergo, invece, Genoa, Sampdoria, Torino, Spal, Bologna, Sassuolo, Udinese, Verona, Fiorentina e Brescia.

Secondo il direttore sportivo del Parma, Daniele Faggiano, “bisognerà riprendere a  giocare quando saremo in sicurezza, senza ritiri e senza niente, ma ovviamente a porte chiuse. Allo stesso tempo, però, dovremo cambiare un po’ l’iter: la stagione adesso è al 30 giugno, dovremo far slittare la fine al 30 ottobre e andrebbe a scalare l’anno. Poi – ha concluso Faggiano – negli anni successivi, giocando due volte a settimana, si proverà a tornare alla normalità. Se a fine aprile andiamo in ritiro e poi qualche giocatore si ammala, dobbiamo rifermare tutto di nuovo”.
Infine la Uefa sta studiando le soluzioni possibili per portare a completamento le coppe europee. Secondo quanto riportato dal Telegraph sarebbero state prese in considerazione delle date per le finali: il 29 agosto quella della Champions League, anticipata di tre giorni da quello di Europa League. I quarti di finale, invece, si giocherebbero il 28 e 29 luglio.

 

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