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Ott 07 #CALCIOLAND – TIRATA D’ORECCHI AL CT MANCINI, ALL’ARBITRO GUIDA E ALLA FEDERCALCIO

di Nestore Morosini

Roberto Mancini ha contestato le recenti parole del ministro della Salute, Roberto Speranza: “Dobbiamo puntare le nostre energie sulle cose essenziali. La priorità sono le scuole, non gli stadi. Non possiamo correre rischi per riportare migliaia di persone negli stadi”. Nella conferenza stampa di vigilia dell’amichevole Italia-Moldova, allo stadio Franchi di Firenze, Mancini ha ribattuto: “Si dovrebbe pensare, prima di parlare. Lo sport è un diritto di tutti esattamente come la scuola. È una parte importante della società, come l’istruzione e il lavoro. Lo sport è praticato da milioni di italiani. Resto della mia idea. Non sono condizionabile. Sono a favore della riapertura degli stadi in percentuale, come avvenuto in tanta parte d’Europa. In Polonia troveremo 25.000 spettatori, forse di più e io sono solo contento”. Evidentemente il CT sta facendo confusione fra “sport” e “calcio”. È giusto dire che lo sport è un diritto di tutti esattamente come la scuola: e io aggiungo che nelle scuole italiane di sport se ne fa molto poco. Ma non è giusto riferendosi al calcio che lo sport è un diritto di tutti. Il calcio è uno sport i cui benefici sono riservati, soprattutto in quello professionistico, solo a una élite di persone: la gente che va allo stadio non fa sport, semplicemente assiste a una competizione sportiva. Il ministro Speranza ha ragione, rischiare sarebbe da sciocchi: la leggerezza con cui il Napoli ha preso il protocollo Governo-Lega Calcio non può essere trascurato e penalizzato, come si sta sussurrando nei media grazie ai ballon d’essai del giudice sportivo che non ha preso ancora decisioni, con un solo punto di penalizzazione e la ripetizione della gara. Anche perché il punto di penalizzazione individuerebbe una colpa che, nelle partite di calcio dove una squadra non si presenta in campo pur potendolo fare, va punita con la sconfitta a tavolino. Il CT della nazionale di calcio fa il suo lavoro, il ministro Speranza fa il suo. E se Mancini deve difendere il piatto dove mangia, il Ministro Speranza deve difendere la salute e la vita di tutti e la … speranza degli anziani di non cadere vittime del morbo com’è successo da febbraio a maggio. In Polonia, nazione con circa 39 milioni di abitanti, i contagiati giornalieri sono circa 2250, un po’ meno dell’Italia che ha oltre 20 milioni di abitanti in più. Se Mancini si augura di vedere nello stadio polacco che ospiterà la Nazionale 25 mila spettatori significa che non ha ben chiaro cosa sia una pandemia da morbo letale.
Il giudice sportivo della federcalcio ha squalificato il laziale Immobile e l’interista Sensi per una giornata con la stessa motivazione: IMMOBILE Ciro (Lazio): per condotta gravemente antisportiva, per avere, al 25′ del secondo tempo, colpito, da terra, con una manata al volto un avversario. SENSI Stefano (Internazionale): per condotta gravemente antisportiva, per avere, al 42′ del secondo tempo, colpito un avversario, che tentava di allontanare, con una manata al volto”. Il giudice sportivo punisce in base ai referti degli arbitri, e deve aver fatto così anche in occasione degli episodi di Lazio-Inter. Ho già precedentemente criticato le decisioni, prese sul campo, dell’arbitro internazionale Marco Guida di Torre Annunziata che ha equiparato i due falli definendoli “condotta gravemente antisportiva”. La manata di Immobile, seppure non forte e probabilmente provocata da qualche parola pepata di Vidal, c’è stata ed è stata ampiamente documentata dal replay televisivo. Quella di Sensi, invece, è stata una spinta a due mani con pallone per allontanare un avversario che, sfiorato, ha cominciato una sceneggiata da atterramento pugilistico. Ora, la colpa grave di Guida è stata quella di non essere andato al VAR a vedere la ripetizione dei gesti rimettendo a posto le cose dando così l’impressione, quasi la certezza, di aver voluto adottare il metodo della compensazione. Del resto, Guida non era neppure andato al VAR in occasione di un fatto mostrato con chiarezza dalla ripresa Tv: la mano del laziale Parolo che spinge, col dorso, la palla verso il proprio portiere. Errori e decisioni inammissibile per un arbitro internazionale.
L’errore di Guida avrebbe potuto essere corretto da una giustizia sportiva reale, in grado cioè di valutare esattamente non solo i referti degli arbitri ma anche i video degli episodi incriminati come quelli Lazio-Inter. In altre parole, deve accedere alle risorse della tecnologia, cioè le immagini del VAR, come accade in campo per gli arbitri. Ma la federcalcio, così pronta a proposte pseudo modernizzanti come i play off per lo scudetto resta sorda all’ingresso della tecnologia nella stanza del giudice sportivo.
In conclusione: tirata di orecchi al CT, a Guida e alla federcalcio.

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