Moda

Ott 23 CAMBIO DI STAGIONE

di Cristiana Schieppati

Il decluttering non è la semplice eliminazione degli oggetti superflui. Oggi non ci si separa solo da vecchie cose, abiti e borse ma, per fortuna, anche da mariti ingombranti. Ma non generalizziamo. Chiara Ferragni nella puntata The Ferragnez la serie su Prime Video dedicata al Festival di Sanremo, dopo il fattaccio del bacio del marito sul palco insieme a Rosa Chemical, si sfoga nel camerino con il suo fidato team e dice “Che due coglioni, non lo possiamo portare da nessuna parte” . Terapia di coppia e molte difficoltà dopo, i due si sono riconciliati per la felicità dei followers. Ma quanti di noi si sono domandati cosa succede tra le mura domestiche di una coppia? Perchè un conto è la facciata, ma altro è la vita reale. Lo dice una che è separata da dodici anni e che quando era sposata rientrava nello stereotipo della “bella famigliola”: un marito, due figlie, il cane. Rimasta sola, distrutta da una separazione dolorosa, gli amici hanno iniziato a confidarmi tradimenti, infelicità di coppia, mariti insopportabili… insomma si vive spesso di facciata e poi, quando finalmente si ammette la realtà della vita familiare, ecco che a vuotare il sacco sono quasi sempre le donne.

I mariti “ingombranti” a volte creano molti problemi, non riescono a fare un passo indietro, ne soffrono, devono essere sempre protagonisti. Fatemi un esempio di un uomo che lascia tutta la luce alla sua donna. Penso a Shakira, che si è liberata di un marito infedele, alla Regina Elisabetta che si è portata dietro un principe consorte obbligato a camminare sempre qualche passo dietro, che l’ha umiliata con tradimenti e gaffe costanti. Ultima in ordine di tempo (che ve lo dico a fare) Giorgia Meloni che ha dato il benservito al compagno, i dettagli li sapete già. Insomma, la vita di coppia non è certo facile, ma quando manca il rispetto è difficile ricucire il rapporto a meno che, dico io, non ci siano in ballo degli interessi talmente grandi che i due superano le divergenze mettendo in primo piano figli (se ce ne sono), soldi e attività condivise. Pensiamo ai Beckham per dire una coppia su tutte.

Ma cosa c’entra tutto questo con la moda? Riflettevo su unioni e separazioni che nel nostro ambiente sono all’ordine del giorno. Pensiamo ai designer, che costantemente uniscono o separano le loro carriere con i brand del lusso. Per uno che arriva (Davide Renne da Moschino) , uno se ne va, (Nicola Brognano da Blumarine) e Walter Chiapponi potrebbe essere confermato il suo sostituto proprio mentre sto scrivendo. Anche qui sembra che gli uomini siano un po’ invadenti. Pensate che i sei marchi più importanti di Kering sono guidati da maschi, per di più bianchi fanno notare da The Cut. Strano no che la moda parli tanto di cambiamento, diversità, inclusione ma a quanto pare nulla sembra essersi evoluto. Solo marketing? A quanto pare.

Rallentare dice il Sindaco di Milano Beppe Sala, andiamo troppo veloci, Milano è diventata la città che non dorme mai, specie grazie agli schiamazzi notturni, ai rumori delle vetrine rotte dai vandali e al ritiro del vetro alle cinque di mattina, mi vien da dire. Rallentare… così i rapporti potrebbero durare un po’ di più? Con dei ritmi umani che ti permettano di non sentirti costantemente in apnea e vivere la tua famiglia, gli affetti e godersi anche le cose che compriamo. Ma tutto corre, stiamo già da prima dell’estate ricevendo i comunicati stampa sui calendari dell’avvento, save the date su cene di gala pre natalizie, inviti a lungo termine per bloccare le agende. Per fissare un caffè devo andare avanti almeno di due settimane sul mio planning.

Bei tempi quelli di Stefano Ricci che ha raccolto in un libro tutta la sua storia. Grazie ad Antonella Asnaghi per avermelo mandato dato che sono solo 1500 copie ed io ho ricevuto la numero 136. Un libro racchiuso in uno scrigno pregiato con tante firme che raccontano aneddoti sulla vita e sul lavoro dell’imprenditore. Eva Desiderio a pagina 8 racconta l’amore tra Claudia e Stefano , un amore che dura da tutta una vita “Claudia da sempre un passo indietro, eppure sempre in prima fila, fondamentale nel cuore e nella testa di Stefano, imprenditrice capace e moglie affettuosa e attenta, stratega di mille relazioni anche le più semplici, ma a volte le più importanti. Con la discrezione e alcuni silenzi che si trasformano in sostanza di vita.” Un esempio raro, come è raro anche il rapporto tra Piero Piazzi e la moglie Silvia Giusfredi. Intervistato dalla brava Candida Morvillo sul Corriere della Sera racconta del loro incontro e dice “Lei mi ha insegnato tutto dell’amore“.

Cosa ci posso fare, malgrado tutto (corna comprese) resto una romantica. Ad esempio quando ho incontrato il comandante della Costa Toscana Giulio Valestra ( che avevo confuso con Valextra) in occasione della celebrazione del 75° anniversario della Costa Cruise mi sono subito ricollegata al capitano Stubing della serie Love Boat (solo chi è delle mia generazione sa di cosa sto parlando). Ho pensato a quanti amori deve aver visto nascere sulle navi da crociera e quali matrimoni avrà celebrato in mezzo all’oceano. Forse è per questo che Simone Marchetti direttore di Vanity Fair ha indossato una giacca rossa di Prada durante la serata nella quale era investito del ruolo di presentatore, incalzando gli ospiti con domande alla Gigi Marzullo che hanno lasciato un po’ spiazzati i politici saliti sul palco per dare il loro contributo. E per sottolineare ancora una volta quanto l’opinione di una donna sia fondamentale nella vita a due, il sindaco di Genova Marco Bucci ha detto : “Complimenti per la giacca io non avrei mai la forza di mettermela, se mia moglie mi vedesse vestito così..” E no Sindaco, quella giacca indossata da Simone è stata la chiave di lettura di una cerimonia che sarebbe stata formale, ha rappresentato il collante tra moda e modernità, perchè indossare una giacca rossa significa liberarsi delle vecchie abitudini. Un po’ come ha detto Lapo Elkann durante il suo intervento al Milano Fashion Global Summit “Ho deciso di comunicare meno ma meglio, dopo vent’ anni dalla scomparsa di mio nonno, ho capito che bisogna parlare poco e di cose su cui , effettivamente, si lavora tanto”. Eliminare il superfluo, appunto.

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