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Giu 08 COMINCIANDO DAI TRAPIANTI

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L’automobile “elettrica”, nata una cinquantina di anni prima di quella con il motore a scoppio (1886), non poté reggere la concorrenza quando, nei primi decenni del secolo scorso, divenne evidente che economia di fabbricazione, potenza ed autonomia erano tutti a vantaggio dei veicoli dotati di motori a combustione interna. L’handicap delle auto elettriche stava nelle batterie che erano costose, lunghe da ricaricare e soprattutto pesanti e voluminose in rapporto all’energia accumulabile; da cui la scarsa autonomia. Così fino ai nostri giorni, dove però le cose sono cambiate perché le batterie sono notevolmente migliorate e la filiera del petrolio (dall’estrazione al commercio) presenta grossi inconvenienti dal punto di vista ambientale e da quello politico-economico: alcuni dei Paesi produttori non vanno famosi per la stabilità dei loro governi e il prezzo del greggio ha notevoli oscillazioni “umorali”. Osserviamo ora che i motori elettrici (purché vi sia disponibilità di energia tramite la cosiddetta “rete”) risultano insostituibili; fanno funzionare gli elettrodomestici, gli ascensori, le automazioni di porte e cancelli, le scale mobili, le macchine operatrici. Nel campo dei trasporti li troviamo essenziali nelle le ferrovie, tramvie, filovie e funivie perché hanno prestazioni ideali (grande coppia di spunto) sono silenziosi e durano a lungo con una manutenzione assai ridotta e con ottimi rendimenti. Ma poiché il derivati dal petrolio hanno un contenuto di energia molto maggiore rispetto a quello che, a parità di peso, è contenuto in una batteria (circa 50 volte di più), il motore a scoppio è risultato indispensabile in aeronautica, dove conta soprattutto la leggerezza della parte meccanica e della struttura, in funzione di poter trasportare su lunghe distanze il massimo carico utile. A volerla vedere in un altro modo, su cui spesso non si riflette, la batteria contiene in sé tutta l’energia che viene man mano consumata dal motore elettrico, mentre il motore endotermico si porta dietro, nel serbatoio, solo la parte combustibile in quanto l’ossigeno, che gli è necessario per sviluppare energia durante la fase di “scoppio”, lo aspira dall’aria circostante: il motore a scoppio “consuma” aria.

Inoltre, l’aereo a carburante si alleggerisce man mano che lo consuma mentre quello a batterie (“e-plane”) conserva sempre il peso iniziale. Per tornare alle migliorate prestazioni delle batterie, oggi sono in tanti a prevederne l’uso su aeroplani ad elica per impiego a “corto raggio” cioè su tratte brevi con limitato numero di passeggeri (tipo aerotaxi). Tra questi, hanno progetti in corso i principali giganti dell’aviazione come NASA, Boeing e Airbus e altri noti specialisti in campo automobilistico, come Tesla e Porsche. Sul piano pratico, a dimostrazione della fattibilità dell’aereo elettrico, alcuni ingegnosi imprenditori aeronautici hanno pensato bene rompere gli indugi utilizzando la “tecnica dei trapianti”, senza neppure passare attraverso la fase “ibrida” (due motori: uno tradizionale e uno elettrico) che ha caratterizzato l’evoluzione recente in campo automobilistico. Il 10 dicembre 2019, la società canadese Harbour Air ha fatto volare per un centinaio di miglia nella zona di Vancouver un idrovolante De Havilland DHC-2 “Beaver” a sei posti, costruito nel lontano 1957, cui era stato sostituito l’originale motore a scoppio da 336 kW con uno elettrico da 560 kW (750 cavalli). La trasformazione è stata eseguita dalla AeroTEC utilizzando il motore elettrico “500” della MagniX a Seattle (USA). Più recentemente, lo scorso 28 maggio, presso l’area di collaudo di Moses Lake (stato di Washington, USA), lo stesso motore ha permesso il volo di mezz’ora (per un centinaio di miglia) di un Cessna 208 B “Grand Caravan” anch’esso datato (è del 1982; ne sono in servizio 2600 esemplari) che è il più grande aereo commerciale (nove posti) che abbia mai volato traendo energia dalle batterie, le quali sono del tipo litio-ioni, per una massa complessiva di circa una tonnellata. Superata così la fase sperimentale, è in corso quella delle omologazioni che si prevede occuperà tutto quest’anno e l’anno prossimo.

 

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