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Ott 11 DA PARISI A REGGIO CALABRIA, SULLA LA7

di Carlo Sidoli

Ad essere obiettivi c’entra anche la sfortuna. Avete presente una di quelle trasmissioni (“L’aria che tira” per la precisione, su LA7) dove intervengono ospiti più o meno prestigiosi, quasi mai d’accordo tra di loro e particolarmente litigiosi: mentre uno ha la parola, un altro che dissente gli “parla sopra” ad alta voce cercando di interromperlo. In una scala di maleducazione decrescente viene poi il dissenziente che pur stando zitto fa sorrisetti di compatimento, infine, ma assai raramente, qualcuno tace e aspetta il suo turno per intervenire. Il famoso virologo e ormai protagonista in TV, professor Matteo Bassetti, primario alle Malattie Infettive dell’ospedale di Genova, era presente nella serata del 5 marzo scorso ove si parlava del Covid e della sua evoluzione. Per sua sfortuna, come vedremo più avanti, era tra gli ospiti anche il professor Giorgio Parisi, giacché si trattava di correlare l’andamento della malattia con i dati relativi alle cure per combatterla e l’insigne fisico (illustre sconosciuto ai più) è uno specialista delle relazioni di causa-effetto.

Quando costui affermò che era molto evidente che il lockdown (e non il vaccino, utile ma intervenuto dopo) fu all’origine del crollo dei contagi in Gran Bretagna, il Bassetti espresse la sua contrarietà con la reazione N°2: la risatina (non tanto “ina”) di compatimento ben inquadrata dalla telecamera. Esternazione che avrebbe certamente evitato se avesse potuto prevedere che al Parisi sarebbe stato assegnato, il 6 di ottobre, il Premio Nobel per la Fisica 2021, condiviso con altri due scienziati, tutti catalogati come “gretini” da certi opinionisti molto spiritosi. Ora è in corso la scontata arrampicata sugli specchi del Bassetti (“mi complimento per il Nobel, ma comunque avevo ragione io”) al quale non si contesta il diritto di opinione, da lui usato anche per criticare l’assegnazione del Nobel 2021 alla Medicina, ma il modo non proprio “galateico” di esprimersi con la mimica facciale. Meditare sulla virtù cardinale della Prudenza (capacità di discernere il comportamento meno rischioso) gli avrebbe certamente giovato. Uno potrebbe dire: ma LA7 poteva evitare di inquadrarlo mentre la parola era al Parisi.

Evidentemente non è nello stile di quel canale TV evitare le polemiche che possano, in qualsiasi modo, fare “audience”; magari anche fabbricandone, come nel recente filmato sull’auto elettrica (una Renault Zoe a noleggio) che  ci mette 52 ore da Roma a Reggio Calabria. Vale la pena precisare che la guidatrice, oltre ad essere partita per un viaggio di 710 chilometri con le batterie poco cariche (65%), ha inanellato poi una tutta serie di errori banali lungo il percorso. Altri, in seguito alla trasmissione, hanno ripetuto il viaggio, sempre con una Zoe elettrica, partendo persino con una carica inferiore (63%), impiegandoci meno di 10 ore (un paio in più rispetto a un’auto “normale”), però applicando tutti gli accorgimenti utili per chi usa un’auto elettrica. Nello specifico, in attesa che nuovi e più efficienti sistemi di “guida autonoma” (di cui peraltro anche il Nobel Parisi si sta occupando) rendano i trasferimenti con le auto elettriche finalizzati a muoversi veloci senza incorrere in problemi di autonomia, un viaggio così lungo necessita di un minimo di preparazione.  

Che la guidatrice non fosse esperta, ma neanche accorta, lo dimostra il fatto che non ha approfittato delle 2 soste notturne per ricaricare le batterie, ma lo ha fatto solo il mattino seguente sprecando molto tempo (conglobato nel computo delle 52 ore). Che fosse poi completamente digiuna di tecnologia (ma non è una cosa che le si possa imputare) lo si deduce dal fatto che pensò che cessando di tenere collegato il telefonino alla presa di bordo avrebbe aumentato sensibilmente l’autonomia residua, quasi si trattasse dell’impianto di condizionamento. Infine, utilizzando le applicazioni per auto elettriche aggiornate disponibili sui telefonini, non avrebbe avuto la sorpresa di trovare “colonnine” fuori uso, “lente” o incompatibili. LA7 ha cercato la stroncatura, mentre avrebbe potuto passare il messaggio che non ci si mette spensieratamente alla guida delle elettriche per fare oltre 700 chilometri.

     

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