Auto

Giu 13 DAL DISASTRO DI BAKU

di Paolo Ciccarone

Capire: verbo che alla Ferrari stanno usando nelle varie declinazioni sempre più spesso dopo una gara. In Azerbaijan il doppio ritiro di Leclerc e Sainz getta un’ombra lunga sulle ambizioni mondiali visto che, per contro, c’è stata l’ennesima doppietta della Red Bull con Verstappen davanti a Perez. In classifica generale, dopo otto gare, il bilancio appare chiaro: Verstappen 5 successi, Perez 1, Leclerc 2. A inizio anno. Poi il vuoto. Sfortuna? In ambito motoristico non esiste la sfortuna ma l’incapacità di progettare o prevedere le sollecitazioni di un pezzo che si rompe. E a Maranello di pezzi che si rompono, a Baku, ne hanno fatto il pieno. Su 6 motori al via, 4 ritirati per problemi vari. Anche se di natura diversa, resta il fatto ineluttabile: Leclerc era in testa e quella fumata bianca, novello Butterfly di quel dì, annunciava mesto il ritiro, proprio come in Spagna tre settimane prima. Stessa situazione: lui davanti, gli altri dietro. Lui al box, gli altri sul podio. Montecarlo, l’apoteosi dello sbaglio e dell’abbaglio, con una strategia suicida che da primo lo manda quarto. E poi Baku. Col quel fil di fumo che non promette niente di buono per il futuro prossimo, perché in meno di sette giorni c’è la gara in Canada, stesse caratteristiche di circuito, stessi problemi irrisolti e magari stesso risultato finale? Incrociando le dita, comprese quelle dei piedi, si spera di no. Perché la Ferrari era fortissima. A Baku, con un rettilineo di 2,2 km (avete letto bene: duevirgoladue chilometri, roba da pista di aeroporto) la Red Bull non riusciva a prendere la Ferrari nemmeno aprendo l’ala posteriore e sfruttando la scia. Hanno esagerato? Può essere, ma se non avessero esagerato nello spremere tutto quello che c’era forse la Ferrari non sarebbe stata là davanti. Quindi, adesso, l’importante è capire se è…importante esagerare. Perché poi, in ultima analisi, la pista dice che c’è stata una sconfitta, ma chi sta a casa magari vede la prestazione, parla di sfortuna, accarezza e consola chi è autore del disastro invece che metterlo al muro con le proprie responsabilità. E capire perché a inizio anno, stessa macchina, col caldo e piste da motore la Ferrari vinceva e adesso no. Che finiva le gare e bastonava gli avversari e adesso no. È cambiato qualcosa? Nelle fiche tecniche pre gara in Spagna, i commissari hanno introdotto qualcosa di nuovo o chiarito dei concetti. Magari non sono stati recepiti al meglio e si vede come è finita. Oppure a furia di tirare il collo ai motori, qualcosa prima o poi ti lascia per strada. Insomma, c’è da capire. Verbo usato nelle varie declinazioni. E i tifosi, da casa, stanno cercando, appunto, di capire come può un missile rosso diventare un oggetto da rimorchiare su un carro attrezzi. Meglio berci sopra. Possibilmente niente alcol, serve la mente serena per capire.

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