Auto

Nov 22 …DALLA GERMANIA ARRIVA… UN’ECCELLENZA ITALIANA…

di Bianca Carretto

Marcus Osegowitsch, entrato nel Gruppo Volkswagen nel 2006, dopo essere stato direttore generale in Russia, è arrivato  nel 2021 in Italia come amministratore delegato di Volkswagen Group Italia. Conferma che “stiamo vivendo la più grande trasformazione del settore da quando esiste l’automobile. È complessa ma decisamente affascinante. Il Gruppo Volkswagen ha stanziato investimenti complessivi per 180 miliardi di euro, sino al 2027, il 68%  è destinato a digitalizzazione ed elettrificazione. Costruttori, aziende della componentistica e delle infrastrutture, istituzioni e legislatori, tutti siamo chiamati a fare la nostra parte. Tre i trend determinanti: auto elettrica, connessa e guida autonoma. Le auto elettriche sono lo strumento principale per ottenere una mobilità individuale “CO2 free”.  La crescente digitalizzazione porterà nuovi servizi e inedite opportunità, tanto per i clienti, quanto per i costruttori. Ma il vero cambiamento epocale sarà l’autonomous driving, perché ridefinirà completamente il concetto di mobilità. Il Gruppo Volkswagen sta già effettuando test su strade pubbliche, con l’ obiettivo di poter prenotare, nel 2025,  un ID. Buzz – l’iconico van 100% elettrico – a guida autonoma, in ride sharing con lo smartphone”.

Come vede il futuro?

“Il futuro è elettrico. Sappiamo che i clienti hanno ancora qualche timore, ma  si stanno facendo passi da gigante in periodi brevissimi e, molti degli ostacoli ricorrenti all’acquisto di auto Bev (100% elettriche), sono ormai superati. Abbiamo  già in gamma vetture che percorrono oltre 500 km con una sola carica e la disponibilità in Italia di oltre 47.000 punti di ricarica, di cui oltre 3.000 ultrafast che consentono tempi ridottissimi. Già oggi il costo totale di proprietà calcolato su 5 anni di vita di una Volkswagen ID. 3 è inferiore a quello di una Golf TDI. Per le grandi rivoluzioni tecnologiche, la prima fase è la più impegnativa ma anche la più stimolante” 

Come fate ad essere ai vertici con il 16% di quota di mercato? 

“Con le marche che rappresentiamo -Volkswagen, Audi, Seat, Cupra, Škoda e Vw Veicoli Commerciali – ci rivolgiamo a un pubblico ampio: dai giovani alle famiglie, dalla clientela premium ai professionisti. Il nostro prodotto si distingue per qualità e innovazione, prerogative sempre molto apprezzate. Ma credo che l’attenzione che noi e le nostre reti di vendita e di assistenza poniamo nei confronti di chi ha scelto i nostri veicoli sia ciò che fa la  vera differenza. La nostra storia in Italia è iniziata oltre 70 anni fa con la rete di assistenza, alla quale attribuiamo da sempre molta importanza”.  

Che cosa è stato fatto per creare una migliore qualità di vita e di lavoro all’interno dell’azienda?

“In Volkswagen Group Italia  stiamo sviluppando una forte strategia HR che ruota attorno alle persone e al loro benessere,  punta a valorizzare i talenti di ognuno, in un ambiente di lavoro positivo e sereno in cui tutti possano sentirsi davvero bene. Abbiamo propositi chiari e condivisi, anche con le nostre rappresentanze sindacali, teniamo in grande considerazione le necessità dei collaboratori:  smart working , noleggio auto a canone agevolato, ristorante aziendale gratuito, assicurazione dell’intero nucleo familiare, sono  alcuni esempi. Ci occupiamo, costantemente, su aspetti chiave come un mindset aperto al cambiamento, con progetti quali il think tank “VGHype” o il programma “Ideas on Board” che stimolano la creatività dei colleghi e al contempo promuovono l’innovazione in azienda e una cultura del dialogo basata su valori d’integrità, trasparenza, etica e inclusione. Sempre in ottica di trasparenza puntiamo a una retribuzione equa e garantiamo un piano di sviluppo personale con un percorso di carriera chiaro. Tutto ciò in un contesto dove performance e target sono sempre al primo posto ma tutti si devono applicare a fondo. Siamo indirizzati verso persone coinvolte, che ci aiutino a creare un’azienda sempre più flessibile, dove la comunicazione è diretta e slegata da vincoli gerarchici”.

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