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Mar 25 …DIFENDERE I POSTI DI LAVORO…

di Bianca Carretto

Renault, dopo una riunione straordinaria del consiglio di amministrazione, ha deciso di sospendere la propria attività industriale in Russia a causa della guerra in atto con l’Ucraina. L’annuncio – elaborato da tempo – ha un peso decisamente importante per la società della Losanga (per il 15,1%  di proprietà dello stato francese) che nel territorio moscovita possiede tre stabilimenti e detiene il 68% del costruttore AutoVaz (marchio Lada). La Russia è il  suo secondo mercato  dopo la Francia, lo scorso anno ha venduto circa 500mila veicoli e registrato 250milioni di utile. A capo del gruppo francese vi è l’italiano Luca de Meo – saldo e rassicurante – tanto da poter dire “risolveremo la situazione  difendendo non solo i 45mila impiegati presenti sul territorio ma l’occupazione totale del nostro gruppo”. Questa è  stata la sua maggior preoccupazione sin dall’inizio delle ostilità belliche, agire in modo responsabile  nei confronti  di tutti dipendenti, considerando ogni ripercussione, per muoversi di conseguenza. Attualmente nessuna decisione è presa ma  non è difficile pensare che Renault possa considerare tutte le  opzioni possibili per uscire definitivamente  dalla  sua partecipazione in AutoVaz (Putin potrebbe arrivare ad una nazionalizzazione?), significa rinunciare ad almeno 400mila vetture assemblate in loco, in un momento in cui  le transizioni finanziare con la Russia sono vietate e la società ha investito nell’aggiornamento delle fabbriche, nel rifacimento della gamma, oltre 2,2 miliardi  di euro, apportando la tecnologia e l’organizzazione dell’alleanza Renault,Nissan,Mitsubishi, di cui iniziava a raccogliere i primi frutti. La scelta non è stata facile, ma il pericolo sull’immagine dei marchi era ormai evidente, anche se Renault, con tutte le sue filiali nel mondo, ha sempre manifestato a favore della pace. Il gruppo ha immediatamente rivisto le sue previsioni finanziare per il 2022, il margine operativo considerato intorno al 4%, è stato abbassato al 3% e stima di generare un cash flow operativo “positivo”, mentre sperava di oltrepassare il miliardo di euro, spostando a perdite, nel conto economico del primo semestre 2022, anche le immobilizzazioni, immateriali e materiali, del gruppo, in Russia. Il Ministero dell’industria e del commercio russo, in contatto permanente  con la direzione di AutoVaz e Renault,  ha precisato che “ tutte le misure stanno per essere prese per un ritorno alla normalità della produzione”.

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