Auto

Nov 13 …DOPO L’ESODO… SI VAGA…

di Bianca Carretto

Stellantis, dopo aver concluso, in ottobre, un accordo sindacale che rivedeva gli incentivi per le future uscite volontarie che riguardavano 2000 dipendenti, venerdì 3 novembre, alle 21,30 ha inviato a circa 15mila impiegati italiani, una mail in cui veniva chiesto se erano interessati a costruire il loro futuro. Di fatto, hanno buttato un’esca nel mare, per capire  se altri erano invogliati ad accettare le condizioni ancora più favorevoli per lasciare l’azienda e realizzare  “nuovi progetti professionali o personali”, offrendo soluzioni per aderire alla “clausola di sicurezza”,  una iniziativa che non ha bisogno di nessun intervento dei sindacati. Ad ognuno è stato conteggiato l’incentivo in base all’anzianità di lavoro e all’età , a cui si devono aggiungere le ulteriori competenze di fine rapporto. Un’opportunità, così viene definita da Stellantis, da accettare o rifiutare entro il 31 dicembre dell’anno in corso.  Non vogliamo pensare allo stato d’animo  con cui questi dipendenti hanno affrontato il weekend  da cui sono esclusi i dirigenti (ormai non arrivano a 2mila  presenze) e le retribuzioni più basse. Dai soli uffici di Torino, nel 2022, sono già andati via 350 addetti, pressappoco lo stesso numero del 2021, a cui si aggiunge  la chiusura totale dello stabilimento di Grugliasco (ex Bertone), denominato – ora appare uno sgarbo – Avvocato Gianni Agnelli Plant – messo in vendita on line, su Immobiliare.it ,come fosse un bilocale ubicato in un paese piemontese.  Dopo essere stato acquistato nel 2009 dalla Fiat Chrysler, per volere di Sergio Marchionne, era stato riaperto- inattivo da sei anni – nel gennaio 2013. Chi era presente non potrà mai dimenticare  gli applausi entusiastici degli operai,  tutti schierati all’interno, che  avevano ritrovato la consapevolezza di appartenere alla storia dell’automobile e la serenità del lavoro. Grugliasco era destinato a divenire il centro del polo del lusso, un’eccellenza italiana, in cui sarebbero certamente confluiti i marchi Alfa Romeo e Lancia, totalmente robotizzato, era arrivato ad occupare circa 1.500 persone (le duecento rimaste sono stati trasferite a Mirafiori), è stato completamente svuotato di tutti i macchinari inviati nella fabbrica di Stellantis, in Marocco. Nello stesso tempo Tavares, ad di Stellantis, ha cancellato  dalla produzione la nuova Maserati Quattroporte ed è stata messa in vendita anche  la palazzina degli uffici della fabbrica di Cassino.  Oltre al rimpianto rimane la rabbia  e la preoccupazione nel vedere come l’industria dell’auto del nostro Paese sia agli sgoccioli, la stessa apprensione espressa da Luca Cordero di Montezemolo che ha dichiarato  di essere in ansia “per la deindustrializzazione italiana circondata da un silenzio tombale”. 

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