Auto

Mar 19 …DUE GIAPPONESI… SI ALLEANO…

di Bianca Carretto

Il costruttore giapponese Nissan, pur essendo legato al francese Renault – con cui ha recentemente riequilibrato la sua alleanza – nel polo industriale ElectriCity da cui dovrebbe uscire, nel 2026, la futura Micra a zero emissioni, cerca nuovi accordi con il connazionale Honda (il suo storico rivale) per sviluppare e condividere vetture elettriche, potenziare la crescita dell’intelligenza artificiale e componenti complementari. Era, nel 2020, una ipotesi già ben vista dal Governo nipponico che aveva istinti protezionisti nei confronti delle sue industrie, oggi la decisione è confermata dai dirigenti dei due gruppi, che hanno comunicato di aver firmato un protocollo d’intesa senza ancora fissare la cadenza del programma. L’operazione – segnerebbe una nuova era  per il mondo dell’automobile – è sicuramente dettata  per ostacolare l’avanzare dei marchi cinesi, a livello globale, rappresenterebbe solo l’inizio di nuove partnership strategiche, coinvolgendo anche i produttori di batterie e i giganti dell’elettronica, con cui non è più possibile mantenere approcci tradizionali. Nello stesso tempo permetterà a Nissan di condividere l’esperienza di Honda, in particolare nelle “kei car”, le piccole vetture giapponesi, che potrebbero aiutare proprio Nissan a consolidare il suo obiettivo nei segmenti A e B, a livello internazionale. Di fatto questa intesa è stata deliberata per respingere, insieme, l’offensiva dei concorrenti cinesi che avanzano in tutto il mondo. Makoto Uchida, amministratore delegato di Nissan, ha dichiarato che “i marchi emergenti cinesi penetrano nel settore automobilistico, cercando di diventare dominanti, sfruttando  la  schiacciante competitività dei loro prezzi.” Da parte sua, anche Toshihiro Mibe, presidente di Honda, ha sottolineato che “in questo periodo di trasformazione dell’industria dell’automobile, un avvenimento che avviene ogni cento anni, unendo le sinergie tecnologiche delle nostre aziende, può permetterci di diventare leader  del settore”. La Cina – il maggior mercato automobilistico del globo e importante potenza manifatturiera – ha saputo incrementare il successo dei suoi numerosi  marchi, tra cui Byd, Saic, Geely, Seres, Chery, che dominano ormai tutti i livelli della catena di produzione. È necessario evidenziare che il paese del Dragone dispone di un sottosuolo ricco di metalli strategici, essenziali nel processo di costruzione di alta tecnologia, a basso costo, sempre più robotizzata. Ad esempio, nello stabilimento di Shanghai della casa automobilistica Nio, si assemblano, ogni dodici mesi, 300mila motori per veicoli green, impiegando solo 30 tecnici. I segnali non ingannano ormai nessuno, nel 2023, l’Impero Celeste ha esportato oltre cinque milioni di  veicoli, più del Giappone, la sola Byd ha venduto, nell’ultimo trimestre dello scorso anno, 500mila elettriche più dell’americana Tesla e il marchio, sarà sponsor ufficiale di Euro 2024, in sostituzione di Volkswagen. Nissan è impegnata anche per accedere in un’altra piccola società, in difficoltà, la nipponica Fisker, specializzata proprio in materia elettrica. Entrerebbe nel suo capitale con 400milioni di  dollari e potrebbe così disporre, in tempi rapidi, di un pianale su cui assemblare pick-up e piccoli veicoli commerciali.  

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