Moda

Feb 12 E DOPO SANREMO PASSIAMO AL SALE GROSSO

di Cristiana Schieppati

Quando mi dicono che la stampa è finita penso sempre al Festival di Sanremo. Più che alle canzoni, infatti, resto sempre colpita dal potere dei giornalisti che in questo caso, in maniera evidente, creano casi inesistenti, montano notizie e dirottano l’informazione solo su questo evento. Non esiste più altro e, di tante news, mai nessuno che pubblichi informazioni essenziali, ossia che il Teatro Ariston è piccolissimo, le poltrone scomode, la serata talmente lunga che quando sei chiuso dentro non puoi andare da nessuna parte e che tra gli ospiti nel parterre c’è della gente allucinante.

Perchè noi della stampa siamo bravi a mettere in luce quello che serve per fare notizia, mentre i social riescono a rivelare i retroscena di quello che veramente succede dietro le quinte, anche se a volte si rivelano delle fake news. Come la povera Fiorella Mannoia, chic in Luisa Spagnoli: il passaggio “Orgogliosa e canto” è stato oggetto di un cortocircuito sui social dove alcuni utenti sostenevano che quel testo nascondesse in realtà una bestemmia. “Quello che mi stupisce è che la riprendano i giornali. Pensa la gente. Ma come puoi immaginare che io possa bestemmiare sul palco di Sanremo?” ha dichiarato la cantante a RTL 102,5. No Fiorella non stupisce che lo riprendano, so di report che debbono essere fatti da chi si occupa delle versioni on line dei quotidiani, dove occorre mantenere alto il numero di click se no l’editore si innervosisce. Chissà se anche Marzia Forni inviata per Pavia Uno Tv e Escodiradio.it nella città dei fiori ha pensato alla visibilità quando ha chiesto a Geolier: “Non senti di aver un po’ rubato la vittoria?”. Pronta la risposta del cantante napoletano: “Veramente mi sento a disagio a rispondere a questa domanda”. E i social si sono giustamente indignati.

Ma c’è stato un pubblico che se la godeva tranquillo in mezzo al mare, erano i content creator ospitati sulla nave di Costa Crociere. Li ci si divertiva tantissimo, mai visto Francesca Airoldi e Simone Marchetti così scatenati nelle danze al party di Vanity Fair. Si perchè in fondo la musica è davvero liberatoria e Amadeus è stato bravo a unire il mondo boomer con quello della GenZ e lo sa fare perchè “mastica” musica da quando è un ragazzino. Io me lo ricordo ai tempi di GIMMY FIVE, il movimento di Jovanotti a Radio Deejay. Ebbene si, ero una delle ragazze di via Massena, eravamo adolescenti che aspettavano l’uscita dei dj fuori dalla sede della radio. “Guarda c’è Ama!” gridavano le ragazze appena lo vedevano e lui era l’unico che si fermava a chiacchierare con tutti, che aveva una buona parola anche con quelle che versavano una lacrima quando non riuscivano a incontrare il loro beniamino.

Devo dire che in queste serate ho bloccato anche l’ Instagram @chiechinews che ad un certo punto non mi faceva più postare le foto dei cantanti vestiti dai brand, lo facevo in contemporanea con i comunicati stampa che mi arrivavano in tarda notte, era un modo per essere solidale con gli amici dei press office che come me stavano li davanti al computer a mandare mail. Ci tenevo soprattutto a vedere i Negramaro vestiti custom made Paul & Shark perchè quel genietto di Alessandra Sarni me lo aveva sussurrato in un orecchio e avevo giurato sulle mie figlie che non l’avrei detto a nessuno. Portare questo brand sul palco di Sanremo è una vera rivoluzione se pensi a maison come Giorgio Armani, Etro, Dolce&Gabbana, Valentino che sono abituate a stare on stage. A me è dispiaciuto per John Travolta che ha fatto un po’ la figura del pirla, io che sono una sua ammiratrice dai tempi di Danny Zuco e che avrei voluto chiedergli garanzie su come non aver paura di volare, visto che è anche pilota di un Boing 737, sono rimasta basita non tanto dal “ballo del qua qua”, che tanto il trash al Festival ci sta sempre , ma dal fatto che l’unica ad averlo intervistato è stata Diletta Leotta per Radio 105, guardacaso anche lei testimonial di U-Power (guarda intervista qui).

Se la sera eravamo leoni da tastiera, di giorno arrancavamo barcollanti alle nostre postazioni professionali . Tra gli appuntamenti la conferenza stampa della Milano Fashion Week a Palazzo Marino dove si snocciolano i numeri della moda: 70 milioni di indotto, 103 miliardi di fatturato 2023, 82 milioni di utenti registrati sulle piattaforme streaming. Il tema “caldo” sono i giovani e la loro formazione, sappiate che questo argomento è la chiave di ogni conversazione con manager e amministratori delegati. Sembra infatti che nei prossimi cinque anni ci sarà un aumento di domanda del nostro Made in Italy a livello globale e quindi dobbiamo creare l’offerta, che al momento manca. Per fare questo Carlo Capasa, Presidente della Camera della Moda, ha detto che si potrebbe prevedere che chi raggiunge l’età pensionabile continui ancora per un paio di anni a lavorare occupandosi di formare i ragazzi all’interno delle aziende. Ora, io immagino una persona che conquista la messa in pensione , che oramai in Italia è la più avanzata di tutti gli altri paesi ( in Svezia si va in pensione a 61 anni), che deve stare ancora li a spiegare alle nuove generazioni come si lavora.

Un’idea intelligente è il programma “osserva lavoro” voluto dall’assessora alle Politiche del Lavoro e allo Sviluppo Economico Alessia Cappello, progetto ispirato al job shadowing e dedicato a ragazze e ragazzi tra 18 e i 25 anni . Io non ho aderito anche se mi è stato gentilmente chiesto, ma solo perchè il mio lavoro è fatto di poca sedentarietà e sono sempre in giro tra un appuntamento e l’altro anche se spesso prendo ragazzi per stage più lunghi che riesco a far crescere con la parte editoriale. Alla conferenza stampa parlavo di questo tema anche con gli amici di Franciacorta che quest’anno rinnovano la solidale partnership con Camera Moda, che mi hanno indicato una controtendenza: nel mondo del vino le nuove generazioni restano all’interno delle cantine e portano avanti il lavoro di famiglia con grande entusiasmo, con un passaggio naturale di consegne. La terra evidentemente ha un appeal diverso, l’ho pensato anche vedendo le interviste al TG degli agricoltori che con i loro trattori hanno bloccato le autostrade per protestare contro le politiche agricole della Ue. Moltissimi sono giovani, questo significa che esistono ancora i ragazzi di campagna!

Uscita da Palazzo Marino ho incontrato l’ assessore Pierfrancesco Maran che era un caro amico anche di Barbara Vitti ed ho avuto in giuria molti anni fa e mi ha detto che si candiderà alle europee, gli faccio un grande in bocca al lupo! Io gli direi di portarsi dietro un sacchetto di sale, me l’ha consigliato Raffaella Godi di Guitar che ho incontrato nelle sale di Confindustria Moda per la presentazione delle fiere Micam, Mipel, The One Milano, Lineapelle, Milano Fashion and Jewels e Simac Tanning Tech. Elena Salvaneschi mi ha invitata a moderare l’incontro tra Amministratori Delegati e Presidenti e sono rimasta piacevolmente colpita dal vedere tante donne ai vertici, che nel sistema fieristico non è così scontato. Ve lo dice una che di fiere ne ha fatte tantissime. Quando ero studentessa all’università facevo la “standista” che ora è diventato più chic chiamare hostess. Ecco diciamo che le donne erano progoniste solo negli stand, ma il pubblico che circolava, dai manager ai buyers, erano quasi tutti uomini.

…ah si la storia del sale che so che volete saperne di più: sembra che bisogna portare sempre con noi un sacchetto di sale per proteggerci dalle energie negative che ci mandano gli altri. Il problema è che io a casa uso il sale della Camargue e quello rosa dell’ Himalaya che costano un occhio della testa quindi devo capire se magari, essendo più caro, mi protegge di più. Nel dubbio sappiate che io spargerò sale per tutta la fashion week.

Tra due giorni è San Valentino e io vi immagino tutti a festeggiare vero? Per non sbagliare mi sono fatta un regalo per la giornata degli innamorati: la dieta Dietidea di Riso Scotti ipocalorica, depurante e drenante, pensata per rigenerare e purificare l’organismo per 48h. La inizierò quel giorno convinta che, anche in amore occorre, a volte, drenare.

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