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Apr 30 EUGENIO BLASETTI – MERCEDES BENZ: MENO REALE E PIU’ VIRTUALE, MA SEMPRE CON VICINANZA

Cristiana Schieppati

Il tema della mobilità del futuro è al centro di questa intervista con Eugenio Blasetti direttore comunicazione di Mercedes -Benz Italia. Nuovi modi di comunicare e di relazionarsi con la stampa e sempre più connessione digitale. In questi mesi la ricerca e lo sviluppo di Daimler non si sono fermate ed oggi motore elettrico e diesel possono entrambi vivere in parallelo per supportare il climate change.

Come è cambiata la comunicazione e quali direzioni sta prendendo?

Se parliamo di comunicazione  classica, questa situazione  ha solamente velocizzato una tendenza che era già chiara. La comunicazione è diventata protagonista sui social e per tutti. Oggi qualsiasi persona può creare video e contenuti per Instagram. In parallelo continueranno ad esserci i mezzi tradizionali, televisione, radio, giornali ma il digitale sarà sempre più importante e se ne sono accorti anche quelli che in realtà vogliono influenzare le masse con informazioni fake.

Come state organizzando  le presentazioni stampa per far vedere, e provare, le auto? 

Noi proprio nei scorsi giorni abbiamo fatto un test, una prova con 55 giornalisti collegati in live, molto complessa, perché era la prima volta. Eravamo in tre in uno studio con due auto, un maxischermo ed abbiamo fatto una presentazione innovativa, che per me è andata molto bene, certamente difficilissimo organizzarla perché occorre preparare dei video, moderare gli interventi e i filmati,  mentre ognuno degli utenti parlava  in live. Gli incontri con la stampa dove non c’è bisogno di provare la macchina penso che si potranno sempre di più programmare con queste modalità. Non ci sarà più bisogno di andare a Stoccarda o Göteborg per una première in cui non c’è fisicamente la prova dell’auto. Per le prove tradizionali invece è fondamentale testare su strada la macchina, incontrare  la stampa guardandosi negli occhi , la vicinanza è importantissima e quindi continueremo a farle.  Meno prove in reale ma più sul virtuale .

Che giudizio  al lavoro in smart working?

Gli strumenti da remoto hanno dimostrato di essere super efficienti. Io ho lavorato molto di più da casa e continuerò a farlo con tutto il mio gruppo,  perché noi possiamo essere  ancora più efficaci in smart working. Mentre in azienda, che riapre, andranno persone per cui è indispensabile la loro presenza fisica, perché devono spostare le macchine o i sistemi  che utilizzano  non possono essere spostati sulla rete. Per noi che facciamo comunicazione certamente questo modo di lavorare diventerà molto più ampio che in passato.

Quale futuro per l’auto?

Daimler non frena assolutamente la rivoluzione elettrica e la sostenibilità. anche in questi due mesi in cui è stata bloccata la produzione e molti dei dipendenti hanno lavorato da casa o erano in ferie. I processi di ricerca e sviluppo non si sono mai fermati, per trovare nuove tecnologie e per il rilancio della Classe S che avverrà a fine anno. Noi continuiamo a credere nell’elettrificazione,  ma anche nei motori tradizionali, quelli ultra tecnologici che noi abbiamo già lanciato. Mentre nel mondo c’è questa contrapposizione folle tra elettrico e diesel, noi siamo convinti che queste due tecnologie siano le migliori alleate  per il raggiungimento e  l’abbattimento sia delle emissioni che dei clima alternanti.  Lo abbiamo dimostrato con la prova che ha fatto Quattroruote testando, nei luoghi più inquinati di Milano, l’aria che veniva aspirata dai motori e quella che veniva emessa. E’ emerso che quando la macchina si trova in luoghi ricchi di smog, come sotto la galleria della stazione dove si accumulano i peggiori veleni delle automobili  e dei veicoli commerciali vecchi che hanno delle deroghe per poter circolare, le emissioni allo scarico emettono dei valori più bassi  rispetto a quelli che sono stati aspirati dal motore.  Le due tecnologie devono andare a braccetto e spesso è  demagogia chi disprezza uno a favore dell’altro.

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