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Gen 15 Federauto: finalmente una voce forte

Redazione

“Chiediamo un urgente intervento del Governo volto a coordinare gli atti delle Autorità locali in materia ambientale perché ci sembra assurdo che i sindaci dei Comuni, in particolare dei grandi centri urbani, adottino misure non omogenee e fondamentalmente incentrate sull’inibizione dalla circolazione degli autoveicoli privati” – ha dichiarato Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di Federauto la Federazione dei concessionari auto.

“Un caso eclatante e gravissimo l’iniziativa assunta dal Comune di Roma che per la giornata di ieri e per altri due giorni consecutivi – ha continuato De Stefani Cosentino – vieta la circolazione di veicoli Euro 6 alimentati a gasolio, ignorando che questi motori emettono valori di monossido di carbonio e di ossidi di azoto inferiori a quelli dei veicoli a benzina Euro 3 che, al contrario, non sono colpiti dal divieto di circolazione. Questa scelta colpisce una motorizzazione commercializzata nel rispetto della normativa anti-inquinamento europea, penalizzando il cittadino, instillando nella collettività una falsa immagine, danneggiando profondamente l’attività delle concessionarie auto del territorio romano, un tessuto di circa 60 imprese, con quasi 6.000 dipendenti. Non possiamo inoltre non esprimere il forte disagio che ci percorre leggendo le dichiarazioni di ignoti esperti dell’ultima ora. Per quanto ci riguarda ci riconosciamo nelle dichiarazioni di fonte CNR secondo cui le misure emergenziali, e questa è una di quelle, sono misure che lasciano il tempo che trovano. Sono 20-30 anni che ci rifugiamo in misure come queste e poco viene fatto per soluzioni che incidano in maniera sensata e a lungo termine. Quelle odierne hanno un piccolo effetto. Quanto? Il contributo diretto del traffico relativo alle polveri Pm10 è stimabile intorno al 25%. Vietando la circolazione ai diesel incidiamo dunque solo su quel 25% ma nel frattempo tanti altri veicoli continuano a circolare, più o meno la metà di quelli abituali. A questo punto, il blocco, si potrebbe dire che incide per poco più del 12%. Una percentuale piccola, davvero marginale. Non sarebbe meglio puntare ad un sano rinnovo del parco circolante? Secondo noi sì”.

 

 

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