Auto

Gen 23 …FORD E VOLKSWAGEN… COLLABORANO INSIEME…

di Bianca Carretto

Ford  ha annunciato  di voler vendere, in Europa, solo auto a batteria, a partire dal 2030. Dopo aver lanciato la Mustang Mach-E e il furgone E-Transit, il costruttore dall’ovale blu prevede di distribuire sette nuovi veicoli elettrici entro il 2026 (tre vetture e quattro veicoli commerciali), con l’obiettivo di immatricolarne almeno 600mila per quel periodo. Rafforzerà le fabbriche del nostro Continente, quella a Colonia, in Germania e quella in Romania a Craiova, per accelerare la sua trasformazione verso l’elettrificazione. In Romania verrà assemblata, nel 2023, la nuova generazione del Ford Transit Courier e della Puma completamente elettrica nel 2024. Colonia – dove veniva costruita la Fiesta – l’immenso centro industriale e di ricerca, in cui è stato investito un miliardo di dollari, è diventato l’attore principale di tutta la riorganizzazione. Sono state trasformate le strutture esistenti di assemblaggio dei veicoli in un fulcro di elettrificazione, è stato un segnale importante per tutta la forza lavoro. Ospiterà due auto elettriche basate sulla piattaforma Meb di Volkswagen, con cui esiste un accordo siglato nel giugno 2020, tra Herbert Diess, allora capo di Volkswagen e Jim Hackett, presidente Ford. L’intenzione dei due gruppi  è di condividere alcuni costi per migliorare il loro reddito e diminuire gli investimenti, facendo affidamento sui punti di forza dell’altro partner, per compensare i reciproci punti deboli, seguendo una strategia di competizione e cooperazione. Volkswagen potrà trarre vantaggio nel segmento dei veicoli commerciali,  il pick-up Amarok è stato progettato e costruito dall’americano, sulla sua piattaforma Ranger. Ford, da parte sua, vuole anticipare l’elettrificazione di tutta la sua gamma, per questo utilizzerà la base Meb per i due veicoli da destinare al mercato europeo. Il futuro dell’auto non nascerà più nei tradizionali reparti di ricerca e sviluppo, le imprese devono reagire velocemente di fronte a situazioni congiunturali sfavorevoli, da qui sempre più frequenti le numerose alleanze fra case e player digitali, come Microsoft, Apple, Google. Sony ha costituito una collaborazione con Honda Motor per consegnare più velocemente (2026) il primo veicolo elettrico in Giappone e Stati Uniti, Stellantis ha firmato accordi con Amazon e Foxconn per l’auto connessa, con Terrafame per la fornitura di solfato di nichel per le batterie. Ha creato  Mobile Drive per elaborare nuovi metodi digitali per il settore automobilistico. Eni e Toyota sono unite per la mobilità ad idrogeno, lasciando a parte la consolidata partecipazione tra Renault/Nissan/Mitsubishi, coinvolte, per esempio, con Thales e St Microelectronics e Mercedes-Benz ha progetti congiunti con Nvidia per migliorare l’assistenza di guida. In questo contesto tra Ford e Volkswagen si era parlato anche di sviluppare, in comune, sulla start-up Argo Al, auto autonome, ossia senza conducente. A distanza di due anni la casa americana non crede più nel progetto ed ha sceto di interrompere gli investimenti in Argo Al, decisione che ha portato il costruttore tedesco a ritirarsi anche lui, valutando la mancanza di un ritorno di utile immediato per questa tipologia di veicoli. Diciamo che le priorità per entrambi adesso sono altre, tutte rivolte all’elettrificazione.  Ford ha anche annunciato alla fine del 2022 l’uscita di scena di alcuni modelli, tra cui la Fiesta che non verrà più assemblata dal giugno 2023. Dopo 47 anni, sette generazioni e 16 milioni di esemplari venduti, l’iconica vettura verrà tolta dal catalogo nel corso di quest’anno. Le ragioni di questa scelta non sorprendono, il segmento B a cui appartiene, in Europa soffre sempre più un calo di vendite, persino nella vecchia Inghilterra dove la Fiesta è l’auto ancora più venduta. L’arrivo del suv Puma ha danneggiato la sorellina più piccola, con cui condivide gli stessi motori. Ford ha bisogno di rafforzarsi in questa fascia con versioni elettrificate, dove spopolano già la Peugeot 208, la Opel Corsa, seguite dalla Toyota Yaris e dalla Renault Clio, anche se proposte solo ibride. Da qui si comprende meglio la compartecipazione con Volkswagen, con l’aumento dei costi di produzione, i margini si riducono e solo le auto di fascia alta possono assicurare ricavi sufficienti. 

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