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Ago 29 FORMULA 1: IL COMMENTO

di Paolo Ciccarone

Di solito i sogni svaniscono all’alba, ma se sei un tifoso della Ferrari non serve svegliarsi presto al mattino, per vedere vanificato quel sogno mondiale che durante la stagione sembrava realizzarsi e poi, puff, in un lampo è finito a carte 48. Il Belgio rappresenta il terreno della più grande sconfitta dell’800, con quella battaglia di Waterloo che ha cambiato gli equilibri in una Europa in cui Napoleone aveva invaso e modificato gli scenari esistenti. In F.1 era stata la Mercedes a imporre uno scenario nuovo e con le regole 2022 si sperava potesse essere la Ferrari a farlo. Invece dopo un inizio di campionato avvincente, travolgente, stratosferico, ci siamo persi fra motori rotti, errori del pilota (che va a sbattere quando è in testa) fino ad arrivare alla Waterloo belga, rappresentata dal circuito di Spa Franchorchamps. La Ferrari ne esce sonoramente battuta con un Verstappen che, dalla 7 fila, va a vincere e si porta in testa alla gara dopo 12 giri, fa il record della gara rifilando quasi 2 secondi alla prima Ferrari, a parità di gomme, e porta a 98 i punti di vantaggio su Leclerc che scivola in terza posizione. Un problema tecnico, di sicuro, un errore di messa a punto della vettura, senza dubbio. Ma anche tante domande che il tifoso medio si pone. La TD39, la direttiva tecnica che ha cambiato i fondi delle vetture, ha influito sulla Ferrari? Visto che è stata l’unica squadra ad aver avuto un calo di prestazioni: “Non è cambiato niente – ha detto Sainz – dobbiamo capire dai dati perché non siamo stati competitivi”. E allora il nuovo motore? A un occhio attento è sembrato che ci fosse una carburazione più magra, ovvero un modo per risparmiare benzina ed essere più leggeri in gara. Ma dai dati velocistici non sembra aver funzionato, al pari della nuova ala posteriore. Le novità ci sono, purtroppo non funzionano come si sperava. E il cambio gomme al penultimo giro di Leclerc? Capirne il senso è difficile. Fare il giro più veloce assegna un punto. Leclerc era quinto, ma aveva Alonso alle spalle e quindi il pit stop era a rischio, ovvero era più facile perdere punti piuttosto che guadagnarli. E infatti, con l’errore in ingresso box che è costato un eccesso di velocità e quindi 5 secondi di penalizzazione, Leclerc è stato retrocesso al sesto posto, non ha segnato il giro più veloce e il presunto vantaggio è finito male. Segno che si sono persi per strada e non c’è più la tranquillità di una volta (ammesso l’abbiano mai avuta) per ritrovarsi compatti a lottare per la vittoria. Mattia Binotto difende i suoi uomini, spiega di sensori danneggiati, di back up elettronici e via di questo passo. Deve difendere la squadra, lo fa bene e merita rispetto per questo. Ma ci sono cose che si capiscono a vista e non serve parlare, basta uno sguardo e si capisce che aria tira e come va a finire. Ecco, almeno la fine sia gloriosa e da protagonisti.

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