Moda

Giu 04 DA LEGGERE: GIGLIOLA CURIEL. UNA VITA NELLA MODA

Redazione

Gigliola Curiel. Una vita nella moda è il libro di Gaetano Castellini Curiel, edito da Le Lettere, disponibile in libreria dal 28 maggio. Si tratta di un romanzo autobiografico che racconta la storia della capostipite della famiglia Curiel da cui discendono la stilista  Raffaella e i figli Gaetano e Gigliola,  che ha preso il nome dalla nonna.  Gigliola è stata una delle più importanti stiliste italiane del Dopoguerra, e la sua vita ripercorre i fatti storici salienti del Paese. Nipote della sarta triestina Ortensia e sorella del partigiano Eugenio Curiel, cresce in una città multietnica in cui conosce alcune importanti figure storiche, tra cui Saba. Ma la sua più grande passione è la moda: Gigliola riempie quaderni di scuola con schizzi di vestiti che fa realizzare alle sarte della città. Sono gli anni del delitto Matteotti e dell’ascesa del fascismo: in seguito alle leggi razziali promulgate nel 1938 e alla morte del padre, Gigliola e la sua famiglia sono costretti a lasciare Trieste. Soltanto nel 1945, alla fine del conflitto, torna a Milano e riesce a fondare la sua casa di moda. Il successo è straordinario e immediato: la stilista diventa una delle più amate e seguite a Milano, e i suoi vestiti sfileranno più volte alla prima della Scala. Il romanzo ripercorre per intero la sua  vita che ci regala uno spaccato della storia della borghesia imprenditoriale italiana, mettendo in risalto la figura di una donna determinata, geniale e temprata dalle difficoltà.

 

Gaetano Castellini Curiel, nato nel 1969, è il fondatore di GCC Relations, specializzata in Relazioni Istituzionali e Internazionali. Il suo primo libro è La Candidatura. Expo: storia di un successo italiano (2015).

 

“Le sue mani erano diverse da quelle delle donne che entravano in atelier ogni giorno. Le mani di Gigliola Curiel erano le mani di una sarta. Le dita lunghe, affusolate, svelte, per anni erano state sporche di inchiostro o ricoperte di piccole ferite microscopiche che ne avevano indurito la pelle. Era orgogliosa delle sue mani. Tra quelle dita era passata tutta la sua storia”. 

 

 

 

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