Moda

Mar 24 INTERVISTA A GIOVANNI AUDIFFREDI DIRETTORE DI GQ ITALIA: LA SOLIDARIETA’ DIGITALE E IL LEGAME CON I LETTORI

Cristiana Schieppati
Abbiamo chiesto ai  direttori più influenti del mondo della moda come stanno vivendo  questi giorni di emergenza sanitaria,  le iniziative che hanno messo in campo e come sta cambiando il ruolo dell’informazione. 
Oggi intervistiamo  Giovanni Audiffredi direttore di GQ Italia  che ci svela come si sia rafforzato il legame con i lettori e con i followers della testata. 
Come lavora la redazione di GQ Italia ai tempi del coronavirus?
GQ lavora in smart working, tutta la redazione è dunque a casa. Solo per la finalizzazione dei file del numero mensile, la visione dei cromalin e delle ciano il direttore accede alla redazione. Grazie al portentoso IT della Condé Nast siamo stati in grado di lavorare bene sin dalla fine di Febbraio.
Il ruolo della solidarietà e il digitale: quali sono le vostre iniziative?
La prima iniziativa è stata la solidarietà digitale, lanciata da Fedele Usai, ad di Condé Nast Italia,  che ha coinvolto tutte le testate del gruppo. Per tre mesi è possibile scaricare gratuitamente la copia digitale di GQ attraverso la nostra app e un codice: GQ4YOU. È sufficiente registrare il proprio account. Credo che questo sia stato un gesto concreto per rafforzare il legame che è forte tra i lettori e i followers di GQ con la testata.
E’ cambiato qualcosa nella linea editoriale del giornale ? 
GQ ha sempre rappresentato una fotografia della società italiana con un taglio editoriale maschile.  Ci occupiamo di moda e costume, di consumi, di passioni dell’uomo, ma anche di reportage come la catastrofe degli incendi in Australia. Abbiamo sempre approfondito con importanti firme: Saviano, Scurati, Murgia, Muccino, Boeri, Vanessa Beecroft, l’evoluzione culturale della nostra società e il ruolo in essa rappresentato da una mascolinità rinnovata nel concetto di identità dell’uomo.
Senti che il tuo ruolo di direttore ha un ruolo diverso in questi momenti cosi delicati?
Non so se come direttore ho un peso. Ho sempre preso molto seriamente la seconda parte della mia job description: direttore responsabile. Lo sono verso i lettori, verso la redazione e l’editore. Credo che in questo periodo serva un’efficace, sintetica e precisa informazione sulla cronaca, ma che il ruolo di GQ sia quello di intrattenere e coinvolgere. E anche far sentire a chi ha sempre investito nel nostro brand, che siamo al loro fianco nella comunicazione.
Web e digital hanno un ruolo sempre più importante. Quali iniziative avete varato?
Per questo abbiamo dato vita a una serie di iniziative. In primis #GQNOICISIAMO, che ha lo scopo di dare voce ai tanti imprenditori, ai brand e alle aziende che in questo momento sono in difficoltà sul fronte della comunicazione. Poi abbiamo creato GQ Telefono Casa un palinsesto di dirette Instagram con lo scopo di intrattenere le persone a casa.
I risultati delle copie digitali scaricate gratuitamente e l’impennata dei visitatori del nostro sito Web e dei nostri social network sono incredibilmente soddisfacenti. Stiamo battendo tutti i nostri record.
Come fate per i servizi di moda? 
Per quanto riguarda la Moda, oltre alla nostra capacità di cercare e selezionare notizie, oltre ai servizi già realizzati e pronti alla pubblicazione abbiamo potuto contare sullo straordinario supporto della syndication Condé Nast, che nel caso di GQ conta 20 edizioni nel mondo.
Messaggio ai lettori: “State a casa, buona lettura e buona interazione con noi” 
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