Auto

Mar 25 GP AUSTRALIA: IL COMMENTO

di Paolo Ciccarone

Chi si è alzato all’alba e tifava Ferrari stavolta non è rimasto deluso. La vittoria di Carlos Sainz davanti a Charles Leclerc fa ottenere alla rossa una doppietta che mancava proprio dall’Australia 2022, ovvero due anni di attesa. Così come erano due anni che Max Verstappen non fosse costretto al ritiro. Stavolta è accaduto al terzo giro e la squadra sta cercando di capire cosa si è rotto nel sistema di trazione che ha surriscaldato i freni provocando fiamme ed esplosione del disco all’ingresso box. Poco male, si dirà, perché stavolta la Ferrari sembrava avere il passo giusto anche senza il ritiro di Verstappen, visto che Perez è giunto quinto staccato di oltre 50 secondi da Sainz. Un Sainz per inciso che due settimane fa era in ospedale a Jedda per un intervento di appendicite e 16 giorni dopo è sul gradino più alto del podio in Australia, con 10 ore di fuso, 22 di volo e una gara da affrontare a 300 all’ora. Ragazzi di ferro, forse, di sicuro macchine più semplici da guidare e chirurgia meno invasiva rispetto al passato. Ma questo non toglie il rispetto per l’impresa del separato in casa. Eh sì, perché le ultime due vittorie Ferrari portano la firma di Sainz ed è lo spagnolo quello con le valigie in mano per lasciare posto ad Hamilton, ritirato col motore KO. Una situazione che se dovesse proseguire potrebbe aprire scenari impensabili. Certo, adesso Leclerc è secondo in classifica generale, ad appena 4 punti da Verstappen, e se avesse vinto, sarebbe lui in testa alla classifica iridata. E di sicuro sarà argomento di discussione nel dopo gara, ovvero la mancanza di ordini di scuderia a favore di Leclerc, anche se Sainz ha ampiamente meritato la vittoria dopo il gran lavoro in qualifica. Alla luce di quanto accaduto in Australia, è una Ferrari da mondiale? Fred Vasseur smorza gli animi: “Abbiamo ancora molto da recuperare sulla Red Bull per cui ci godiamo il week end e passiamo oltre” ha detto facendo il pompiere. Di certo la Red Bull senza Verstappen non esiste, perché Perez è arrivato quinto dietro pure alle due McLaren che hanno piazzato Norris sul podio al terzo posto e Piastri al quarto. Che una McLaren, per giunta in affanno, stia davanti alla Red Bull fa capire che forse qualcosa non torna. Magari il pilota, un Perez che non riesce a tirare fuori niente di più da una macchina potenzialmente vincente. E il fatto che Verstappen abbia rotto qualcosa è anche indice di stress meccanico che i rivali potrebbero sfruttare. La buona notizia al momento è che fra Red Bull e Ferrari non c’è nessun altro, per cui il campo sgombro da rivali potrebbe aiutare a capire quale e quanto ancora ci sia da recuperare. Perché il presunto terzo incomodo, leggi Mercedes, oltre che in crisi di prestazioni lo è anche di affidabilità, vedi ritiro di Hamilton. E che dire di Alonso e di Aston Martin? Lo spagnolo è stato autore di una gran gara ma è stato penalizzato perché all’ultimo giro si è difeso con maestria da Russell. L’inglese ha abboccato ed è uscito di pista. Piuttosto che tirargli le orecchie, i commissari hanno penalizzato Alonso. Colpevole di aver fatto il pilota davvero.

Foto: Ferrari.com

.
.

SEGUICI SU INSTAGRAM

SEGUICI SU FACEBOOK

Facebook Pagelike Widget
Top