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Apr 08 GP GIAPPONE: IL COMMENTO

di Paolo Ciccarone

Il ritorno su una pista veloce e completa ha segnato il ritorno al vertice della Red Bull che con Verstappen e Perez hanno ottenuto una doppietta a Suzuka nel GP del Giappone. La Ferrari si è difesa portando Sainz al terzo posto e Leclerc al quarto dopo essere partito ottavo. La rimonta del monegasco è stata possibile grazie alla strategia di una sola sosta che gli ha fatto recuperare posizioni sulle Mercedes e McLaren. Dopo la gara giapponese il quadro appare ormai già chiaro: Verstappen si sta involando verso il quarto titolo mondiale e lo sta facendo con quella calma e tranquillità di chi sa di avere tutto dalla sua. La squadra, la macchina e, soprattutto, la bravura. Perché Perez, anche se partito in prima fila a 66 millesimi da Verstappen, nel passo gara paga pegno e finisce indietro. Ci fosse solo il messicano sulla Red Bull, per la Ferrari si aprirebbe un mondo, invece sono ancora lì ad inseguire. Il buono di questa gara è che si è visto chiaramente come dietro la Ferrari non c’è nessuno in grado di impensierirla e che gli sprazzi McLaren in prova, in gara svaniscono con un passo inferiore e strategie meno brillanti. Ergo, la Ferrari come seconda forza se la deve vedere solo con la Red Bull e qui torna in ballo quanto detto da Piero Ferrari dopo l’Australia: “L’anno scorso hanno vinto 21 gare su 22 e quindi non mi aspetto che questa stagione sia diversa, ma come mostrato in Australia dobbiamo essere vicini e approfittare dei loro cedimenti o errori”. E in effetti finora la Ferrari è l’unica capace di stare nelle vicinanze Red Bull, tanto che dall’anno scorso, in Giappone, al GP di domenica, il distacco è calato dai 43 secondi e 9 decimi del 2023 ai 20 secondi e 8 decimi di quest’anno. Come dire recuperato il 50 per cento dello svantaggio in un anno. Un ottimo risultato, senza dubbio, ma nessuno sa davvero quanto vale la Red Bull. Ovvero, per loro è sufficiente vincere col minimo margine necessario, quindi è possibile che Verstappen non abbia nemmeno tirato troppo rispetto all’anno scorso. E questo implica che nessuno sa quanto vale la Red Bull con un avversario attaccato agli scarichi, perché poi entra in gioco l’affidabilità, i motori che cedono, i cambi che si rompono, le strategie vincenti o meno. E vedendo Perez, il dubbio che manchi un avversario vero per mettere in crisi le Red Bull diventa una certezza. Fra due settimane si va in Cina e lì debutta il nuovo format di gara. Venerdì mattina prove libere, pomeriggio qualifica per la gara sprint del sabato mattina, sabato pomeriggio qualifiche per la domenica. Un caos unico in cui la F.1 dimostra di essere alla ricerca del formato migliore per i nuovi tifosi. Che dopo il boom iniziale, da un paio d’anno stanno scomparendo, lasciando spazio a chi della F.1 ha un ricordo dei tempi eroici. Ma questo è un altro discorso…

Foto: Ferrari.com

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