Stile

Gen 19 HOMI, IL SALONE DEGLI STILI DI VITA: A SETTEMBRE IN SCENA GLI OGGETTI CULT DELLA CASA

di Redazione

Artigianalità e design intesi come quel patrimonio di saperi e di conoscenze che, tradotti in una forma concreta, diventa un prodotto capace di rimanere un unicum, un modello, sottratto al passare del tempo.
Un’icona, in poche parole, che trascende il senso comune per trasformarsi in contenuto originale che rende oggetti quotidiani veri e propri cult.
Tante le proposte che si candidano a sottolineare il cambiamento in atto nello stile di vita delle persone e a cui HOMI, in programma dal 5 al 8 settembre a fieramilanocity+MiCo, in contemporanea con il Salone del Mobile, dà visibilità tutto l’anno, attraverso la HOMICommunity, la piattaforma online che offre al mondo del complemento d’arredo, dei tessuti e delle fragranze, nuove ispirazioni, conversazioni sull’evoluzione del settore e una vetrina di prodotti in anteprima, in vista dell’edizione di settembre.

Un approccio inedito quello suggerito dal salone, dove gli oggetti esprimono valori. E al valore rivoluzionario delle linee del design, si aggiungono negli oggetti di oggi nuovi significati e messaggi. Primo fra tutti, il rispetto per l’ambiente. La sostenibilità, infatti, nella HOMICommunity trova uno spazio sempre più ampio.

Come nelle porcellane bianche di Yukiko Kitahara, realizzate sotto il motto “Teinei na seikatsu”, che in giapponese significa “vivi ordinatamente”. E che la designer concepisce partendo dal design degli oggetti monouso, invitando a riflettere su questa abitudine dannosa e invitando ad un cambiamento nelle abitudini di consumo.

Ha l’ambizione di ridurre gli sprechi anche LightHole® che unisce innovazione, tecnologia, design minimal ed elegante, per tutelare l’ambiente dando vita a lampade a basso consumo energetico.

Closca Design ci invita a una ritrovata mobilità ecofriendly e attraverso l’hashtag #CitiesWithSoul incentiva la scelta di mezzi sostenibili, ad esempio indossando il Closca Helmet, che aggiunge stile alla sicurezza nell’utilizzo di biciclette e scooter elettrici.

Profondamente radicati nel vario paesaggio urbano e nella natura selvaggia circostante nel cuore di Copenhagen in Danimarca, i design Umage creano spazi essenziali e semplici, da vivere in pieno stile sostenibile.

Deriva da euforia il nome del brand Euphoric che unisce alla produzione artigianale l’utilizzo di materiali di pregio oltre che ecosostenibili. Ne nasce un design animato dalle storie delle persone, che ci contaminano, stupiscono e arricchiscono dando vita a uno stato di “euforia”, appunto.

Il tessile per la casa amico dell’ambiente è quello di HEFEL, che offre la più ampia ed estesa collezione di biancheria da letto in fibra tencel. Sostenibilità e designa anche nelle fantasiose stampe su percalle di cotone di Tessitura Toscana Telerie.

Oggetti che esprimono valori, raccontano il proprio tempo, anticipano il futuro e diventano icone. Ma quali sono gli oggetti che, nati dalla rivoluzionaria creatività dei designer, hanno cambiato la loro percezione presso il pubblico e la storia del design per sempre? Eccone alcuni.

Al posto numero uno la più iconica delle creazioni di design: lo Spremiagrumi in alluminio Juicy Salif di Alessi, disegnato da Philippe Starck nel 1988. Durante una vacanza nella bella isola di Capraia, il designer francese si ritrovò a spremere un succoso limone su un piatto di calamari fritti e fu lì che ebbe quell’intuizione divenuta poi storia e oggi considerata una vera e propria opera d’arte.

L’espresso come al bar è invece l’idea che guida l’intuizione di Alfonso Bialetti, il quale trae ispirazione nel vedere la moglie fare il bucato. Nasce infatti dall’immagine del “lisciveuse”, il pentolone con tubo cavo col quale al tempo si lavavano i panni, il progetto antesignano della moka. La Moka Express Bialetti non cambiò solo il modo di fare il caffè, ma anche il tessuto sociale italiano perché il rito quotidiano dell’incontro al bar cambiò all’improvviso, quando l’espresso fu disponibile anche a casa.

C’è l’acciaio nella visione di Gio Ponti e dei suoi Centrotavola, vassoi dalla forma perfetta, interamente realizzati da un unico foglio di acciaio inox piegato su se stesso, tagliato e modellato per accogliere e servire al tempo stesso.

Incompreso per anni e oggi icona del design, il posacenere Cubo nato dall’incontro tra Bruno Munari e Bruno Danese, è stato riscoperto e acclamato in virtù della sua estetica semplice, funzionale, e per questo rivoluzionaria. Parola di esteta: “Quando si è a tavola e c’è qualcuno che fuma abbiamo davanti un piatto di cibo e un piatto di cicche, che non è tanto bello. Mentre se c’è un cubo, con le sue lamette, il mozzicone resta dentro e non si vede niente”, spiega Bruno Munari.

Anche la Lampada Anglepoise nacque da una precisa esigenza, quella di avere una lampada regolabile per il lavoro in fabbrica: disegnata da un designer di automobili, George Cardwardine, non solo è rimasta inimitabile per la sua praticità ma è dal 1932 uno dei capisaldi dell’interior design.

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