Auto

Giu 15 I GIAPPONESI SONO PRONTI!

di Bianca Carretto

Honda, il secondo maggiore costruttore giapponese, lancerà, nel mondo, trenta nuovi modelli tutti elettrici, nei prossimi dieci anni, investendo, con uno sforzo colossale, 37 miliardi di euro. Una conversione culturale per un marchio  che, storicamente,  si rivolgeva abitualmente allo sviluppo di motori a benzina, molto performanti. Kaizen è la definizione nipponica di questo concetto che indica un’evoluzione, positiva, costante e stabilisce obiettivi dettagliati, che darà spazio   a due stabilimenti  appositamente dedicati, in Cina  ed uno negli Stati Uniti, opereranno, prima, su tre piattaforme per  passare poi ad una sola architettura. Toshihiro Mibe, che ha assunto la direzione di Honda, lo scorso anno, proprio per accelerare la mutazione del gruppo, non fa che ripetere “ offriremo  globalmente una gamma di prodotti di grande valore”. Un cambiamento  che parte dal concepimento del modello, dove l’uomo è al centro del progetto,  il design guarda all’Europa con un interesse totalmente nuovo, tutta la produzione è centralizzata in Giappone, nelle fabbriche di Canton e di Wuhan, rapidamente adattate a questa nuova strategia, con offerte differenziate per ogni nazione. Honda,  da sempre  ossessionata di voler gestire ogni sua tecnologia in solitario, oggi si è aperta  a partenariati con altri costruttori. Con General Motors ha firmato un accordo per costruire due veicoli di taglia media da commercializzare in America del Nord, entro il 2024 e proporranno, insieme, sempre in Usa, una piccola elettrica capace di fare “ concorrenza, sia in termine di prezzo che di prestazioni, alle  sue rivali a benzina”. Inoltre è stato destinato un budget di circa 300milioni di euro per assemblare una nuova batteria allo stato solido, meno costosa  ma  più valida, a cui tutte i maggiori player ambiscono, avvicinandosi  a fornitori del nostro continente, grazie  all’eliminazione delle barriere doganali tra il Giappone e l’Unione Europea. La forza di questa rivoluzione arriva da un bilancio di chiusura dell’anno fiscale 2021/2022  della divisione auto che ha  realizzato un fatturato di 62,3 miliardi di euro, superiore al 6,6 % a quello dell’anno precedente, con un utile  di 1,75 miliardi di euro (più 161,7 %) pur avendo venduto poco più di 4 milioni di auto. “ Dopo aver chiuso lo stabilimento di Swindon, nel Regno Unito – spiega Vincenzo Picardi, direttore della comunicazione di Honda Italia –  pensavamo di avere una flessione delle vendite, al contrario l’Inghilterra rimane il primo mercato, facilitato dalla guida a destra, come in Giappone”.  La vera sorpresa è rappresentata dall’Italia, che trova il brand in controtendenza con il calo delle immatricolazioni, oggi, nonostante la mancanza di prodotto, i contratti sono in crescita e l’Italia è al secondo posto nella classifica dei  mercati europei, pur essendo penalizzata  da “ quell’assurda regola che prevede  che  l’immatricolazione debba essere fatta entro 180 gg dalla firma del contratto per poter ottenere gli incentivi”, sottolinea ancora  Picardi.  La nuova Civic – il modello simbolo,  che ha segnato  la notorietà di Honda in Europa, negli anni 90 –  verrà lanciata in tutto il Vecchio Continente, Italia compresa, nel prossimo autunno, le ibride resteranno un elemento chiave della gamma sino al 2030, perché “ noi continueremo a contare sulle ibride come una delle nostre armi più potenti”, ha ribadito Toshihiro. 

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