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Mag 13 IL CASO DAZN: UNA POSIZIONE QUASI DI MONOPOLIO

DAZN ha speso gli ultimi mesi a convincere la Lega Calcio, e parte dei tifosi, che i tempi sono maturi per abbandonare il “vecchio”, e scegliere questa piattaforma (innovativa?) per trasmettere la Serie A.

Una buona parte dei clubs erano scettici e un po’ contrari nell’affidarsi alla piattaforma del magnate russo, ma poi grazie a “collaterali” ragione politiche (scontro tra chi voleva i Fondi di private equity contro chi non li voleva), DAZN è riuscita ad aggiudicarsi i diritti, quasi un incidente di percorso, vincendo contro SKY (ritenuta vicino e complice dei fondi di private equity).

Con una esclusiva di portata mai vista per la Serie A, DAZN si presenta per il prossimo ciclo di 3 anni quasi da soggetto monopolista, l’unica piattaforma esistente in Italia per chi volesse seguire tutta la Serie A e con una esclusiva pesantissima (70% delle partite, inclusa la prima e seconda scelta per ogni giornata). Un assetto che obbliga coloro che vogliono vedere il calcio italiano ad abbonarsi a DAZN. 

Inoltre, DAZN ha in piano l’acquisizione di altri contenuti sportivi premium: la Liga Spagnola (già acquistata), la Champions League (trattative in corso con Mediaset per acquisire i diritti internet e mobile) e anche La Serie B (per sancire il definitivo e completo monopolio sul calcio italiano)

In 20 anni di PayTv mai Sky o Mediaset hanno avuto una esclusiva così forte e una posizione così dominante.

Se pensassimo che in questo scenario, dove DAZN ha già assunto chiaramente una posizione dominante, potenzialmente la partita non è ancora chiusa, sta trattando la Champions League e la serie B, sarebbe da domandarsi come l’Antitrust valuterebbe un eventuale acquisto di altri contenuti, se questo mai accadrebbe. E quindi poi ricorsi su ricorsi, come già ahimè sta avvenendo.

Non dimentichiamo quello che è successo nelle ultime settimane con una serie di disservizi tecnici che hanno fatto infuriare i tifosi. C’è da chiedersi se l’attuale management è in grado di gestire un “monopolio” così grande. Ne ha le competenze e il management è troppo junior o sono cresciuti troppo in fretta ed il livello ancora non è di quelli auspicati per una sfida così grande? Quindi più che gestire il sistema, potrebbero potenzialmente danneggiarlo?

Queste domande nascono anche da come hanno gestito le crisi degli ultimi week end, dove il management ha prima approvato una comunicazione difettosa, poi, a pomeriggio inoltrato e partite concluse, cioè fuori tempo massimo, ha provato a spiegare, in modo troppo tecnico dimenticando che forse al tifoso interessava la sostanza.

Siamo pronti quindi ad accettare il ritorno ad un passato monopolista di questo tipo?  E poi, dimentichiamoci l’HD di SKY che ci ha abituati ad un livello di qualità delle immagini nettamente superiore.

La fragilità di DAZN (Managemt, parte tecnica, qualità immagini), stando ad oggi, “dominerà” il calcio in questa situazione di quasi monopolio, che sia giusto? Soprattutto se costa 35 euro al mese senza alcuna concorrenza.

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