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Ott 18 IL CASO EGONU SCUOTE IL MONDO DELLO SPORT

di Francesco Bonfanti

Una gran brutta storia dai contorni ancora poco chiari. Ma brutta davvero, a prescindere da come finirà. Protagonista è Paola Egonu, simbolo della pallavolo femminile, leader della nazionale italiana. E sottolineiamo “italiana”: due, tre, dieci, cento volte.

Per spiegare quanto capitato si deve tornare ai minuti immediatamente seguenti la conquista da parte dell’Italia della medaglia di bronzo ai Mondiali di volley, quando Paola Egonu si avvicina a bordo campo al suo procuratore, Marco Raguzzoni e, inconsapevolmente ripresa da un telefonino, in lacrime gli dice: “Non puoi capire, mi hanno chiesto anche perché fossi italiana. Questa è la mia ultima partita in Nazionale, sono stanca. Non puoi capire”.

Qualche minuto dopo, ritrovata la calma, la giocatrice torna parzialmente sui suoi passi e dice: “Sono molto stanca adesso, potrei prendermi una pausa dalla nazionale, non dico però di lasciarla. La prossima estate si vedrà”. C’è il tentativo di derubricare la cosa a semplice sfogo, ma così non è. La parola “razzismo” non viene mai nominata, ma è lì, latente, vergognoso sottofondo silenzioso. 

Il tutto nel contesto di una squadra che ha vissuto al suo interno momenti di grande tensione, con il clima teso nello spogliatoio tra compagne e con il CT, e la sconfitta in semifinale contro il Brasile che è stata la miccia che ha fatto divampare la fiammata. 

Non cambia il nocciolo della questione. Chi le ha rivolto frasi simili? Chi, verosimilmente  tra le sue compagne, le ha chiesto perché fosse italiana? Che significa? Per il colore della pelle? Per le origini nigeriane dei genitori? Follia. Un’affermazione, se confermata, orribile, indegna del mondo dello sport e di una maglia come quella della nazionale. La nostra, ma potrebbe essere quella di qualunque altra nazione.

Paola Egonu è italiana, punto. Nata a Cittadella, in provincia di Padova, il suo essere italiana non può e non deve essere messo in discussione, per nessuna ragione al mondo. Non a caso, le sono arrivati messaggi di solidarietà da tutte le parti, da qualunque angolo del mondo, dello sport e non solo. Anche la Presidenza del Consiglio, attraverso Twitter, le ha manifestato appoggio incondizionato: “Piena solidarietà alla campionessa di volley Paola Egonu dal Presidente Draghi nella telefonata di questa mattina. L’atleta azzurra è un orgoglio dello sport italiano, avrà future occasioni per vincere altri trofei indossando la maglia della Nazionale”.

Quel che è successo è gravissimo, e non può passare in cavalleria. Qualcuno dovrà approfondire e capire, chi ha pronunciato una frase simile non può far parte del mondo dello sport e rappresentare la nazionale italiana.

“Italiana”, come Paola Egonu.

(foto corriere.it )

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