Auto

Nov 09 …IL CORAGGIO DELLE IDEE…

di Bianca Carretto

Il coraggio delle idee, questa è la sintesi della nuova strategia messa in atto da Luca de Meo per accelerare la trasformazione all’elettrico del gruppo Renault. Un piano moderno, dalla visione credibile, con, in primo luogo, la creazione di una nuova filiale dedicata alle vetture elettriche, battezzata Ampere che sarà introdotta in Borsa “ al più tardi nel secondo semestre 2023” e, in contrapposizione, la realizzazione di un’altra struttura, in comunione con il gruppo cinese Geely, chiamata Horse, per produrre motori e cambi per le vetture termiche e ibride. Il costruttore di Hangzhou, una regione all’est della Cina, ha concluso questo accordo paritario, al 50%,   dopo aver  già collaborazioni con Volvo, Daimler  e Lotus, amplia l sua espansione internazionale, con alle spalle 1,32 milioni di veicoli veduti nel 2021. Due strade, dunque, parallele da percorrere a grande velocità,  un’operazione messa in atto “ per acconsentire l’arrivo di capitali freschi, necessari alla transizione in atto di tutto settore,” ha precisato de Meo. Ampere avrà 10 mila dipendenti, con base nel Nord della Francia, nel polo electricity, dove verranno costruite le future Renault 5 e Renault 4, entrambe elettriche,  insieme alla Megane E –Tech Electric, per arrivare, all’orizzonte del 2031, a contare un milione di veicoli marchiati Renault, dal margine operazionale previsto del 10%. Il polo termico Horse dovrà, invece,   gestire almeno 19mila salariati, suddivisi  in 17 fabbriche e in cinque centri ricerca, dislocati in Spagna, Romania, Svezia, Cina e America del Sud, che dovranno apportare  un fatturato superiore ai 15 miliardi di euro. Una terza entità Power  dovrà gestire  sia Horse che tutte le vetture non elettrificate ancora del gruppo, ad esempio quelle di Dacia che, progressivamente, passerà a modelli a  zero emissione, prevedendo ,entro il 2030, un margine del 15% e i veicoli commerciali. Alpine, invece, viaggerà indipendente – come Mobilize e The future is neutral – sono attesi cinque  nuovi modelli,con una crescita, ipotizzata, sempre entro il 2030, del 40%. Tutto questo  malgrado l’uscita dal mercato russo, che non ha comunque condizionato  gli obbiettivi fissati, raggiunti due anni prima del previsto tanto da  poter ottenere un margine,  per il gruppo,  entro il 2025, superiore all’8%, per giungere al 10%, nel 2030. Renault è compartecipata per il 15% dallo Stato francese e per il 15% dal suo alleato Nissan   che potrebbe entrare a far parte di questa nuova organizzazione, considerando che è in atto uno studio per riequilibrare la governance dell’alleanza che comprende anche Mitsubishi. “ Sono in atto negoziazioni molto complesse –  ha sottolineato de Meo –  i rapporti personali con Makoto Uchida ( ceo di Nissan)  sono ottimi, di massima fiducia, posso dire con sicurezza che  saremo ancora uniti nel futuro. Stiamo solo riscrivendo le regole del gioco per permetterci di  lavorare in maniera  efficace e fluida. Siamo tre ingranaggi che marciano insieme, con la prospettiva  di  diventare il terzo gruppo automobilistico al mondo, nella posizione che Renault merita”.

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