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Mag 17 IL COSTO DELLA GUERRA

di Bianca Carretto

Renault, come previsto,  ha comunicato la cessione alla città di Mosca del totale delle azioni che deteneva nella Renault Russia e la sua partecipazione per il 67,69% in Autovaz – il primo costruttore  automobilistico sovietico, produttore di Lada – all’istituto centrale di ricerca e sviluppo delle automobili e dei motori Nami ( di proprietà dello Stato russo), senza precisare  la somma di transazione, che potrebbe avere solo un valore simbolico.  L’ operazione, approvata all’unanimità, dal Consiglio di Amministrazione di Renault Group, è già in vigore,  contemporaneamente è stato tracciato un segno su 2,2 miliardi di euro di attività,   l’unico commento del gruppo della Losanga riguarda l’opzione che potrà esercitare nei prossimi sei anni, per acquisire  nuovamente – nel totale rispetto delle regole in vigore e se la situazione globale lo permetterà –  quote di Autovaz. “La decisione è stata difficile, ma necessaria – ha sottolineato Luca de Meo, ceo di  Renault – una scelta responsabile nei confronti dei 45mila dipendenti russi”.  Un annuncio che arriva quando le vendite  di auto nuove sono crollate, in aprile, in Russia, dell’80%. D’altra parte non vi era nessun altro margine di manovra dopo le sanzioni imposte a Mosca dall’Europa e dagli Stati Uniti, in seguito all’invasione dell’Ucraina, il gruppo francese ha dovuto confrontarsi con  gravi problemi di logistica  per penuria di componenti, provocati proprio dalla guerra in atto. Altri produttori, come Audi, Honda, Bmw, Ford, Hyundai, Mercedes, Porsche, Volkswagen, Volvo, hanno sospeso la commercializzazione e la produzione sia di auto che di componenti. Autovaz (gruppo Renault/Nissan)  aveva messo  in ferie retribuite, per tre settimane, in aprile, i suoi salariati, fermando completamente la produzione.  Il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha precisato che Renault aveva deciso già  di  chiudere la  fabbrica  nei dintorni della capitale russa dove vengono prodotte sia vetture con i marchi Renault che Nissan.  Nello stesso tempo  Renault continuerà ad essere fornitore di parti  di ricambio e di tecnologia necessaria per la continuità dell’attività della nuova società, sempre nell’osservanza delle sanzioni internazionali. L’uscita dal mercato russo (il secondo dopo la Francia, con 500mila veicoli venduti nel 2021), intanto riporterà a casa i 50  i cittadini francesi che operano in Autovaz, ha già messo in discussione l’intera strategia  che coinvolgeva proprio la Russia con l’imminente presentazione di una inedita gamma di prodotti  dedicati a questo mercato. Ora tutte le attività si concentreranno  maggiormente in Europa e  nei paesi emergenti , come tutta l’America Latina.  Lo sviluppo di queste regioni  è la motivazione principale che vede la separazione delle attività termiche da quelle elettriche, con la creazione di due entità, due strutture  distinte  che possono operare a livello mondiale ( in Europa i motori termici avranno fine nel 2035 ma non in altri continenti), coinvolgendo  fabbriche francesi e altre basate all’estero, dove sono attualmente collocati i maggiori centri di ingegneria  e di ricerca e sviluppo (Spagna, Turchia, Brasile, Romania), una riorganizzazione  che rafforzerà i valori distinti dei singoli brand – Renault , Dacia, Alpine – consentendo  di aprirsi ad altre partnership, simile a quella già operativa con la cinese Gely, entrata nel capitale della filiale coreana di Renault. Luca de Meo,  accompagnato dal presidente  dell’alleanza  Jean-Dominique Senard, da Pierre Fleuriot, il dirigente responsabile e da Takao Kato, il capo di Mitsubishi Motors, da più di una settimana  si trova a Tokio, il primo incontro personale, da quando è a capo di Renault (1 luglio 2020), con la direzione di Nissan. Grazie a questo viaggio “ si aprono nuove prospettive e un nuovo capitolo dell’alleanza”.  Ai giapponesi è stato presentato proprio il piano della nuova divisione  che Renault ha in progetto,dedicata ai veicoli elettrici, accolto “meglio di qualsiasi aspettativa”. 

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