Moda

Dic 12 INTERVISTA A BARBARA GIANUZZI: IL MODO DI LAVORARE “POCO DA AGENZIA” E MOLTO DA AZIENDA

Barbara Gianuzzi ha fondato la sua agenzia a Milano nel 2010, in via Sassoferrato 1. Da allora, ha iniziato a lavorare con svariati marchi di fama internazionale, diventando un punto di riferimento nel mondo della gioielleria e del luxury. In questa intervista ci racconta e si racconta il suo lavoro e il modo in cui è cambiato negli ultimi anni.

Il portfolio di clienti della tua agenzia è molto vasto, e spazia dall’orologeria alla gioielleria, dal mondo del luxury a quello fashion. Per citare alcuni brand: Crieri, Seiko, Breil, Ulysse Nardin, Diffusione Orologi, Roger Dubuis, Timex e PDPAOLA. Su che cosa puntano queste aziende per la comunicazione?

I brand puntano sempre di più sullo sviluppo di contenuti valoriali. Per rispondere all’esigenza dei clienti, in questo senso, ritengo fondamentale nel nostro lavoro mettere a loro disposizione la conoscenza del contesto ma soprattutto la giusta sensibilità per cogliere ogni sfumatura e trasformarla in un punto di forza nella comunicazione. La sensibilità è per noi una vera competenza, è un “concetto” a cui teniamo molto, ritengo ci distingua come agenzia ed è per noi una modalità che permea ogni attività, dall’ufficio stampa alla pianificazione pubblicitaria, all’organizzazione degli eventi. Concepiamo ogni azione di comunicazione in modo da valorizzare le peculiarità del marchio da ogni punto di vista, la storia, l’ispirazione, la ricerca sui materiali, il design, i contenuti tecnici, fino al più piccolo dettaglio. Nulla è lasciato al caso… Sono elementi che permettono ai brand di distinguersi in un contesto ricco di proposte nelle differenti fasce del mercato. 

L’orologeria e la gioielleria sono ambiti molto diversi tra loro. E come si distingue la comunicazione di un orologio da quella di un gioiello?

Nel concepire e svolgere il lavoro per i brand di gioielleria e orologeria partiamo da un unico approccio che è quello legato alla proposta di contenuti alle redazioni. Sono una purista nel rispettare i principi del mestiere. Quindi da questo punto di vista mi sentirei di dire che non ci sono concettualmente distinzioni nella comunicazione di questi due settori. Le differenze risiedono nelle caratteristiche dei prodotti/delle aziende e nello storytelling che ogni brand ci permette di sviluppare e valorizzare, e a seguire sono differenti i percorsi delle notizie e delle nostre proposte redazionali. 

Far parlare di voi è il nostro mestiere”: questo è il motto della Barbara Gianuzzi Comunicazione. Com’è nata l’ispirazione per creare un’agenzia che va avanti con successo dal 2010?

L’agenzia è nata “naturalmente” sulla scia dell’esperienza professionale sviluppata in azienda negli anni precedenti al 2010. Professionalmente mi sono formata nel settore che ancora oggi rappresentiamo attraverso i nostri clienti, l’orologeria e la gioielleria di cui stiamo parlando. Ho portato nell’agenzia una modalità di lavoro “poco da agenzia” e molto da azienda. Oggi siamo per i nostri clienti “le colleghe dell’ufficio accanto”, siamo partner, siamo componenti della squadra. Comprendiamo a fondo le dinamiche delle aziende, dei brand e questo ci permette di essere di maggior sostegno, più proattive e quindi più efficaci. Il nostro motto riassume in poche parole questo approccio, la parola “mestiere” valorizza la qualità del contenuto professionale del nostro lavoro e l’esperienza, mentre “far parlare di voi” pone l’attenzione sul risultato e sulla nostra tensione a creare valore per i clienti.

Questi ultimi anni sono stati difficili per tutti i settori, ma voi non vi siete mai fermati. Com’è cambiato il vostro lavoro dopo il covid e quali sono le nuove sfide che sono insorte per il mondo della comunicazione?

Il periodo della pandemia per noi è stato intenso nel lavoro, forse più di altri momenti (anche perché le redazioni sono rimaste attive e le edicole aperte). La particolarità di quei momenti di fatto ha richiesto maggiore comunicazione per mantenere vive le relazioni tra i brand e il pubblico attraverso gli unici mezzi possibili, ovvero i media tradizionali e i social media. Nel post pandemia il trend che si è instaurato non solo non ha subito flessioni, si è anche arricchito vista la possibilità di tornare a comunicare – anche in presenza – attraverso eventi e presentazioni. Il lavoro non è cambiato, si è intensificato cogliendo l’entusiasmo di tutti gli interlocutori per il ritorno ad una normalità che oggi è di fatto una nuova normalità. La sfida è restare al passo in un contesto frenetico, sfaccettato, ricco ed esigente.

Oggi i social network sono i mezzi di comunicazione più utilizzati. Quanto influiscono sul lavoro della tua agenzia?

I Social influiscono in buona parte poiché hanno portato ad integrare la modalità di concezione dei progetti di comunicazione che oggi devono necessariamente tenere conto di questi canali. La visibilità Social è diventata una parte importante anche di azioni di PR o nell’organizzazione degli eventi.

Prima di fondare la tua agenzia, hai lavorato per otto anni da Cartier. Quanto è stata importante questa esperienza per gli anni successivi?

Col senno di poi posso dire che tutto è partito da lì. L’esperienza e la competenza acquisite in azienda sono state determinanti per il mio percorso successivo. Come dicevo sono nata professionalmente in quel contesto e ho mantenuto il legame con il settore della gioielleria e dell’orologeria anche in seguito, per passione – prevalentemente – e anche per valorizzare un bagaglio molto prezioso. Sarò sempre grata dell’opportunità che l’azienda mi ha offerto e della professionista che mi ha permesso di essere negli anni a seguire.

Che cosa significa fare ufficio stampa al giorno d’oggi?

Significa gestire equilibri delicati tra più interlocutori, far incontrare le esigenze di comunicazione delle aziende con le necessità delle redazioni di dare forma ai contenuti dei giornali. Nel nostro lavoro rispettiamo molto i principi che ne sono alla base. In qualità di partner delle aziende siamo impegnate a definire contenuti di qualità valorizzando prodotti e tematiche corporate. Come interlocutori della stampa cerchiamo di essere propositive presentando i contenuti dei brand e allo stesso tempo cerchiamo di rispondere puntualmente alle redazioni per soddisfare le loro esigenze.

La tua agenzia si occupa anche di eventi rivolti a target differenti. Quanto e come è cambiato questo mondo negli ultimi anni?

Nel settore degli eventi, di qualsiasi tipologia (dalla presentazione di prodotto, all’inaugurazione di un punto vendita, fino a celebrazioni di anniversari, per esempio) sempre di più la chiave è offrire un’esperienza unica che crei un legame forte con il brand/azienda. La nostra competenza in questo settore ci porta a cercare originalità – attenzione, anche soft, non per forza ostentata – per far star bene il nostro interlocutore e fare in modo che il contesto sia il veicolo del messaggio che desideriamo trasmettere. Puntiamo molto sulla cura del dettaglio.

Nel 2020 la Barbara Gianuzzi Comunicazione ha festeggiato 10 anni di attività; in quello stesso periodo, l’agenzia ha lanciato un nuovo sito internet, creando anche un logo celebrativo per l’occasione. Ci sono altri progetti di questo o di altro tipo nel futuro?

Certamente si, il sito e gli elementi grafici che ci rappresentano sono in continua evoluzione. In 10 anni il nostro logo ha subito diversi cambiamenti orientati ogni volta a rappresentare meglio la nostra realtà. Il logo è nato all’inizio della mia avventura da consulente per assomigliare ad una firma e valorizzare l’intervento personale. Con la crescita della struttura il logo si è liberato di alcuni “fronzoli” e verrà prossimamente ancora di più razionalizzato poiché adesso deve essere l’espressione di un team e non più solo del singolo. Stiamo facendo riflessioni anche sul sito, vorremmo farne un leggero restyling a breve…sicuramente prima del prossimo anniversario che ci auguriamo di riuscire a celebrare degnamente.

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