Moda

Apr 27 INTERVISTA A CARMEN MORETTI: L’ALBERETA PER ME E’ CASA, TORNEREMO A PRENDERCI CURA DI VOI

Cristiana Schieppati

Carmen Moretti è amministratore delegato della divisione alberghiera della Holding Terra Moretti, Terra Moretti Resorts, rappresentata dagli hotel L’Albereta, L’Andana e Casa Badiola.  Una carica che ricopre seguendo le impronte del padre Vittorio che le ha insegnato a valorizzare il territorio e l’arte dell’ospitalità che Carmen porta avanti oggi coadiuvata anche dal marito Martino de Rosa. Con il suo contributo è stato possibile  sviluppare un grande processo di internazionalizzazione anche nella  ristorazione al fianco di Maestri come Gualtiero Marchesi e Alain Ducasse. Carmen Moretti e Martino de Rosa rappresentano un modello d’impresa tutto italiano, una realtà di successo che viene presa come esempio in tutto il mondo. In questa intervista ci racconta come ha gestito l’emergenza Covid 19 nelle sue strutture, le novità che sono state messe in campo nella speranza che gli italiani riscoprano la vacanza  made in Italy

 

Quando avete chiuso gli alberghi e come avete organizzato l’emergenza?

 

Abbiamo chiuso L’Albereta la seconda settimana di Marzo, mentre L’Andana lo era già essendo una realtà stagionale, aperta da Aprile a Novembre di solito. Abbiamo “tergiversato” per qualche giorno prima di decidere la chiusura di Albereta, poiché per me è stato come chiudere la porta di casa. Del resto non si poteva fare altrimenti, al fine di tutelare i nostri dipendenti, che sono la nostra risorsa più importante, e quella dei nostri ospiti. In termini di organizzazione post, siamo tutti giornalmente impegnati in call e videocall per pianificare la prossima riapertura, webinar e corsi online per alcuni dipendenti, non ci siamo mai fermati in realtà.

 

Quali sono le paure di un imprenditore in queste situazioni?

 

Il non poter garantire protezione e sicurezza ai nostri clienti che, come si può immaginare, sono condizioni imprescindibili per svolgere bene il nostro lavoro, ma non solo. Sono valori e obiettivi insiti nel dna di chi si occupa di hotellerie e accoglienza: il prendersi cura dell’ospite resta nostro compito e nostro desiderio. Per questo il primo pensiero va ancora una volta ai nostri ospiti che durante gli anni sono diventati anche “amici”, mi addolora molto non poterli accogliere in quella che è anche per loro ormai una seconda casa. La paura più grande resta “il non sapere” in generale e quindi “il cosa fare” al fine di fare bene. Insieme al Dottor Lorini, il direttore sanitario del nostro Espace Chenot, abbiamo già provveduto a effettuare i test sierologici su tutti i nostri dipendenti, nonché ad attivare le procedure di disinfestazione per entrambe le due case – L’Albereta e L’Andana.

 

Come si quantificano e ammortizzano i danni di una struttura lusso chiusa per cosi tanto tempo?

 

Difficile quantificare un ammortamento così grave e pesante in questo momento, quando avremo capito le reali tempistiche allora riusciremo a fare proiezioni future e passate. Finche vige questa situazione di non chiarezza nazionale è impossibile quantificare. Di fatto, ogni giorno che passa hai 140 dipendenti bloccati e due strutture con spazi enormi chiuse. Si può solo pensare a farsi venire nuove idee, a come reimpostare tutto il mondo dell’accoglienza e del food&beverage come stiamo facendo.

 

Cosa pensi del supporto che sta dando il nostro Governo? Pensi sia corretto?

 

È difficile giudicare. Credo che gestire una situazione tragica e inaspettata come questa sia un compito molto arduo per tutti e a qualsiasi livello di sovranità. Di certo l’incertezza di alcune risposte non aiuta. Forse, mi permetto di dire, che l’incertezza e la non chiarezza di questo momento è troppa, bisogna rischiare ad un certo punto.

 

Quanto tempo pensi occorrerà per tornare a lavorare a pieno regime?

 

Entro fine anno, voglio essere positiva. La stagione per L’Andana sarà molto compromessa. Inoltre, l’afflusso del mercato estero è pari al 50% e a quello bisognerà rinunciare per un po’. Nel frattempo, voglio sperare in un turismo di prossimità, e quindi agli italiani che viaggeranno dentro i confini nazionali, alla riscoperta del made in Italy. Al ritorno di uno stile di vacanza che era la villeggiatura degli anni Sessanta.

 

Un messaggio per i tuoi clienti

 

Pensieri felici! Credo nell’energia della positività – sia nel lavoro, che nella vita, sempre. I miei Pensieri Felici sono anche “tangibili” – sono raccolti in un libretto che realizzo da un po’ di anni ormai. Al momento, l’edizione di questa stagione è digitale: condividiamo i nostri “pensieri felici” sui social dei due resort, è il nostro modo per restare vicino ai nostri ospiti. Questa casa è un albergo!

 

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