Moda

Feb 28 INTERVISTA A DOMENICO VACCA: DAI RED CARPET AMERICANI A DUE HOTEL IN ITALIA. “SONO PAZZO A INVESTIRE IN ITALIA? VEDREMO”

di Cristiana Schieppati

Domenico Vacca è il direttore creativo di un brand sartoriale che porta il suo nome. Ha inaugurato da poco una boutique durante la Fashion Week e quello che colpisce di più è proprio di come sia riuscito a realizzare il grande sogno americano, visto che oggi i suoi abiti sono indossati anche da numerose celebrity . Sposato con una modella italiana oggi sente il richiamo delle sue radici tanto che ha deciso di aprire due hotel in Puglia e anche a Milano e Roma.

Possiamo dire che hai conquistato il sogno americano? Come è nata la tua avventura negli USA?

Vivo a New York dal 1991 e quando ho deciso di lanciare nel 2002 il mio marchio è stato naturale partire dal mercato americano dove ero già nella moda dal 1996. Era il luogo perfetto per un brand 100% italiano, volevamo portare il vero Italian style e made in Italy in giro per il mondo e gli americani volevano vestirsi eleganti come noi. Abbiamo potuto realizzare il nostro sogno perché all’epoca il commercio ti accoglieva, era interessato all’Italian style e al made in Italy vero, autentico e noi eravamo il prodotto perfetto. Il nostro primo negozio a New York sulla Fifth Avenue partì subito ricevendo grandi consensi da parte dei clienti e dalla stampa USA.

Come mai in Italia non hai creato un business così conosciuto?

L’Italia è un mercato piccolo, soprattutto rispetto agli USA, più difficile perché tutti sanno tutto di moda e non spendono come gli americani, quindi l’abbiamo lasciato per ultimo. Abbiamo aperto il nostro primo negozio in Italia, a Roma, in Via della Croce, 5 a due passi da Piazza di Spagna e Via del Babuino nel dicembre 2021 perché pensiamo che sia arrivato il momento di portare le nostre collezioni in Italia e posizionarci con i grandi marchi del lusso in Italia e dire la nostra anche nel paese più fashion del mondo.

Come è stata l’accoglienza da parte dei vip e delle celebrity che hai vestito?

Molto buona. La nostra lista di clienti internazionali è il top della finanza, delle celebrities, degli attori, degli atleti e capi di Stato più importanti e famosi del mondo. Con loro abbiamo un rapporto di reciproco rispetto perché capiscono che le nostre creazioni sono il frutto di un lavoro artigianale.

Hai dei rapporti d’amicizia con qualcuno di loro? Hai qualche episodio da raccontarci?

Sono molto amico di attori come Dustin Hoffman, Daniel Day Lewis. Forest Whitaker, Glenn Close, Sharon Stone, e poi Ivana e Ivanka Trump, con Ivanka e Donald Trump abbiamo passato insieme il capodanno 2019/20 a Mar a Lago, il club privato di Donald Trump a Palm Beach in Florida, e atleti come Scottie Pippen e Chris Bosh e cantanti come Husher.

Chi vesti e chi vorresti vestire in Italia?

Stiamo iniziando ora a vestire celebrities in Italia. Veronica Berti, moglie di Andrea Bocelli ha una delle nostre iconiche Julie Bag, la nostra borsa più famosa, che quest’anno compie 20 anni. Riccardo Scamarcio ha anche dei nostri capi. E anche nel mondo della politica il senatore Nazario Pagano è nostro cliente.

Quali sono i prossimi appuntamenti a cui parteciperai e i progetti?

Vogliamo far parte di Altaroma in futuro per creare un legame con la capitale e presto sfileremo a Milano durante la settimana della moda. Da 12 anni sfiliamo alla New York Fashion Week. 

Stiamo anche realizzando due alberghi Domenico Vacca in Puglia e stiamo cercando immobili a Roma e Milano per aprire due alberghi anche in queste due città.

Il prossimo red carpet? Con chi?

Vestiremo senz’altro qualche attore sul red carpet dei prossimi Oscar e stiamo valutando la realizzazione dei costumi per un film e una serie televisiva in Italia per gli attori protagonisti. In America in questi anni abbiamo realizzato costumi per più di 50 film e serie televisive. Oggi abbiamo una serie televisiva di Amazon che si chiama Godfather of Harlem dove abbiamo creato tutti i costumi per il premio Oscar Forest Whitaker e su Netflix The Kominsky Method dove abbiamo vestito Michael Douglas e Alan Arkin. 

Tua moglie ha un nome italiano, quanto sono importanti le radici per voi?

Si mia moglie Eleonora Pieroni è italianissima, umbra, è la modella, attrice e presentatrice. Soprattutto per lei che lavora nel cinema, ha appena preso parte al nuovo film del maestro Pupi Avati, Dante, e girato altri film in italia di produzioni americane e italiane, le nostre radici sono importanti. Per me l’Italia è unica, non solo perché produciamo tutte le nostre collezioni uomo e donna rigorosamente qui e siamo ormai tra i pochi a farlo, ma anche perchè gli investimenti relativi agli alberghi mi legano ancor di più al mio paese sul quale ho deciso di mettere parte del mio capitale. Tutti mi dicono che sono pazzo a investire in Italia, vedremo. Flavio Briatore ha appena aperto Crazy Pizza a Via Veneto a Roma e a Milano, così stanno facendo anche la catena di alberghi americana W e Nobu, anche la SoHo House ha aperto a Roma e tra qualche mese a Milano e Giuseppe Cipriani aprirà un suo albergo, ristorante e club privato. Speriamo che la burocrazia non ci metta troppi bastoni tra le ruote e accolga bene questi investimenti che creano ricchezza e posti di lavoro per tanti italiani.

(Foto Joseph Cardo)

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